Analogico O Digitale? Analogico E Digitale!

Cosi come negli anni Cinquanta del Novecento, si è vissuta la trasformazione dell’economia italiana osservando il cambiamento del ruolo dell’agricoltura a favore del ruolo dell’industria, abbiamo poi visto il cambiamento del ruolo dell’industria rispetto a quello dei servizi, e oggi rispetto a quello del digitale.

Al di là delle valutazioni economiche e tecnologiche e sull’inevitabilità del progresso tecnologico, desidero soffermarmi sull’impatto umano e sociale che la trasformazione digitale ha o può avere sull’essere umano nella sua singolarità e su ciascuno essere umano inserito nell’insieme delle sue relazioni sociali significative.

Come l’abbandono delle campagne ha segnato un senso di spaesamento  per intere generazioni a venire, tanto da alimentare un senso di profonda nostalgia che si è poi tradotto in una sorta di arcadico ritorno alla tradizione contadina e all’ambiente, allo stesso modo si sta osservando un senso di spaesamento da parte di tutti quei lavoratori, professionisti, imprenditori che non hanno mai valutato fino in fondo l’importanza e il ruolo della digitalizzazione nell’evoluzione del loro attività quotidiane.

L’incapacità, o la non volontà, di affrontare in tempo il tema della digitalizzazione si è tradotta nel dover subire un fenomeno di distruzione del proprio contesto quotidiano.

Per quanto si possa essere a favore del digitale, bisogna distinguere fra ciò che è digitalizzabile e ciò che non lo è e, fra le cose che sono digitalizzabili, fra ciò che è giusto digitalizzare e ciò che non è giusto digitalizzare.

Il giusto e lo sbagliato non hanno alcuna configurazione politica, ma solo culturale ed sono riferibili all’identità di un popolo o alla natura delle relazioni fra popoli o alle tradizioni che è giusto preservare e rinverdire.

Anche perché il digitale ha un punto di forza che è anche un punto di debolezza.

Esempio: il vinile (tecnologia analogica) è stato soppiantato dal CD (tecnologia digitale), che a sua volta è stato soppiantato dall’mp3 (tecnologia digitale) che a sua volta è stato soppiantato dallo streaming (tecnologia digitale).

Alla fine è accaduto che il vinile è finalmente tornato di moda, assumendo un’altra valenza ed un altro significato rispetto al passato.

Quindi l’invito non è tanto a diventare dogmatici fan del digitale o paranoici cultori dell’analogico, ma capire cosa oggi di analogico può o deve sopravvivere nel mondo digitale, proprio grazie all’utilizzo sapiente di alcune tecnologie digitali.

Perché il destino del mondo non può essere una tendenza all’omologazione rispetto ai gusti dettati dall’imperatore di turno, sia che abbia la pelle gialla sia che abbia la bandiera a stelle e strisce.

Perché il fine di ognuno di noi, sia che si parli di lavoro, di produzione di merci, di cultura, di diritti umani, deve essere quello di preservare la propria identità individuale e la propria tradizione sociale. In modo che le relazioni fra persone o gruppi di persone di diversa tradizione possano avvenire nel nome del riconoscimento  e del rispetto reciproci.

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