I posti di lavoro si distinguono fra quelli da coprire e quelli da creare ex-novo

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Spero vivamente che il PIP di Camporeale possa davvero svilupparsi come merita.

Sono anni che sento dire che la soluzione ai problemi di Ariano sarebbe mettere qualche fabbrica…

Cosi come sono anni che sento dire che il PIP di Camporeale è collocato in un’area infelice.

Tutto vero o tutto falso, per il mio modo di vedere non importa.

La vera domanda è: dove indirizzarsi e come muoversi, rebus sic stantibus, per potenziare quell’area?

Il Comune di Ariano ha emesso il bando. Della comunità nella sua interezza è la responsabilità di realizzare questo progetto.

Diversi sono i ruoli: della politica regionale, di quella provinciale, di quella locale. Dell’imprenditoria, degli intellettuali, dei professionisti. Dei lavoratori.

Dopo “Ricerca Lavoro” penso che “Ricerca Investitori” sarà qualcosa di molto più complesso e di molto più incredibile.

L’approccio necessariamente non può essere quello istituzionalista, ma quello comportamentale.

Questo significa che dobbiamo far riferimento all’imprenditorialità sociale come driver per avviare questa nuova ed inedita fase di sviluppo.

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2 Responses to “I posti di lavoro si distinguono fra quelli da coprire e quelli da creare ex-novo”

  1. Antonio Romano Says:

    Un grazie naturalmente ai redattori della pagina FB di Domenico Gambacorta (https://www.facebook.com/pages/Domenico-Gambacorta/560798794034737?fref=ts) che ha riportato la notizia pubblicata da Città di Ariano. Siamo un posto dalle mille risorse.

  2. Nicola Prebenna Says:

    Provare a rivitalizzare in maniera efficace e duratura l’area PIP di Camporeale è una iniziativa legittima e da considerare positivamente; la questione vera, però, rimane l’ubicazione dell’area, piuttosto decentrata rispetto alle vie di comunicazione più veloci. O si provvede a collegare la zona di Camporeale con la Valle dell’Ufita con una nuova arteria da individuare con molta attenzione e da realizzare in tempi ragionevoli, o la fuga già iniziata potrebbe divenire inarrestabile. L’esistente è ben poca cosa per un’area PIP; ciò dimostra che non è mai decollata come si pensava. Ci sono imprenditori, artigiani, che allettati magari dal costo conveniente del suolo sono disposti a scommettere? E’ tutto da verificare: non è il caso di fasciarsi la testa prima della botta, ma a mio avviso la zona rimarrà una modesta realtà artigianale, senza che da questa si possa produrre il passaggio a realtà industriale; se è vero che iniziative industriali di un certo rilievo stanno delocalizzando altrove.

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