E’ ancora tempo di migrare?

roccamorice

Ho visto tanti monumenti dedicati agli emigranti. La classica immagine dell’uomo meridionale che parte con la valigia di cartone. Ho sempre in mente il monumento di Calitri. Un uomo fiero che, con mestizia, comunque guarda avanti. Simbolo del desiderio di una nuova vita. In questo monumento di Roccamorice in provincia di Pescara, manca lo sguardo triste e speranzoso perché in fondo, la scena è rubata dall’immagine del bambino che piange l’imminente partenza del proprio papà. Un bimbo senza volto che vorrebbe scongiurare la separazione dal proprio padre. Un monumento di poco più di 30 anni fa, non tanti in fondo. Attuale ancora, nella sua carica di dolore e di mancanza di speranza nei confronti del nostro Sud. Una mancanza di speranza tutta              meridionale, mi sento di dire, che in fondo non è che mancanza di follia. Mancanza di un modo diverso ma folle di vedere al futuro delle nostre terre, alla luce di 150 anni di storia patria. Ma quando finiranno questi primi 150 anni? Quando qualche folle visionario riuscirà a galvanizzare le forze di tutti noi, affinchè si ritorni ad essere la terra favolosa che, al netto di scempi urbanistici e disastri ambientali, in fondo continuiamo ad essere? Un grazie di cuore va a Don Filippo Capone che, ogni volta, è il mio Virgilio nella favolose terre fra le province di Chieti e Pescara.

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9 Responses to “E’ ancora tempo di migrare?”

  1. Anonymous Says:

    ndo ndo va? RIMANI NGOPPA ARIANO

  2. Andrea Mustone Says:

    Come sempre,
    i tuoi interventi sono mirati, e colpiscono non solo al cuore ma anche alla mente.
    In questo periodo ho pensato tanto a quando nel 2002 avrei voluto scappare da questa terra per l’AUSTRALIA.
    Una forza mi ha tenuto e quella forza si chiama FAMIGLIA, APPARTENENZA.
    Forse rimpiango di non aver intrapreso il mio viaggio fuori dalla mia terra,
    ma poi penso “ è più facile aggirare un ostacolo o cercare di scavalcarlo?”
    credo che i veri “eroi” sono quelli che davanti a tante difficoltà cercano di costruire,
    anche se troppo spesso vedo che il mio mattone per un futuro migliore tirato su a fatica,
    viene sbattuto giù con semplicità e superficialità.
    Vedo che fare l’imprenditore è sempre più complicato e poco gratificante,
    quando dopo tanto lavoro ti trovi a lemosinare anche semplicemente uno stipendio da parttime.
    Sono convinto, e la storia me ne da atto che tutto prima o poi si risolva, anche se questa mia convinzione,
    si sente vana nel momento in cui mi guarda intorno, e accuso me per primo di non avere quella coscienza,
    di protesta mirata che potrebbe risollevarmi.
    Penso cmq che il tempo è vicino e ad un tratto le coscienze si sveglieranno.
    Grazie sempre Antonio per le tue e-mail che leggo sempre con interesse.
    A presto
    Andrea

  3. Antonio Romano Says:

    Grazie Andrea per la tua bella risposta. Per restare ci vuole coraggio, ed è questo che dobbiamo dire ad alta voce a tutto il mondo. Il tuo coraggio da imprenditore, la capacità di andare oltre nonostante nullo… Ci serve di non mollare, costi quel che costi… non vorrei invece che il Sud sia fatto di persone che, in cambio di una vita piccolo borghese, preferiscono comunque il mutuo a 30 anni a Milano piuttosto che la casupola gratis qua… direbbe un mio ex collega di Roma: ” aoooooooooo come te dico dico, sbaglio!”
    un abbraccio e a presto
    AR

  4. Anonymous Says:

    La nostra caparbietà da Meridionali e da Italiani, la dobbiamo far fruttare. Un mio Cliente Giapponese, Per intenderci uno ZARA con gli occhi a mandorla è venuto a trovarmi per lavoro, e mi ha confermato davanti a una bella tavola con l’antipasto all’italiana mi ha detto “gli intaliani avranno sempre un dono che non si potrà ne acquistare, e ne acquisire ed è la Vostra FANTASIA, il Vostro SOGNARE.”

  5. giorgio Says:

    ” Non facciamoci rubare la Speranza ” (e non lo dico io ma Qualcuno al Quale io non sono degno nemmeno di allacciare i sandali ).

  6. Francesca Says:

    Caro Antonio ieri ho avuto modo di ascoltare la Boldrini a Roma. Affermava con fierezza che il futuro del mondo è strutturato così : “una persona nasce in Italia, studia in un paese straniero e va a lavorare in un altro, questa è la globalizzazione questo è il futuro, ha portato come esempio l’esperienza di sua figlia. Premetto che la Boldrini mi piaceva molto per il lavoro svolto da lei all’Alto commissariato onu,,,ecc,ma mi domando: questa sua affermazione può essere tradotta: “ragazzi scusate non siamo stati in grado di fare politiche che potessero aiutare l’Italia a superare la “crisi” e quindi l’alternativa non è rimanete e cercate di migliorare, ma andate via così poi il problema non sarà più il nostro?” Ci sta chiedendo di fare come i nostri nonni, emigrate non più con valigie di cartone, ma con valigie della samsonite. Con troppa facilità si dice ai giovani di andar via e costruirsi una nuova vita lontano dagli affetti, dalla terra in cui si nasce e si cresce. Quando sono stata in america mi si è avvicinato un signore originario del mio paese e mi ha detto che aveva un grande desiderio, e con le lacrime agli occhi mi ha chiesto di mandargli un pò di terra del giardino della casa in cui era cresciuto. In modo semplicistico la globalizzazione per la boldrini è un ritorno al passato, io ti dico caro Antonio che dobbiamo essere noi i pionieri di un nuovo modo di vivere e lavorare, mettendo sempre al centro della nostra esistenza quei valori che la famiglia la fede ci hanno insegnato, solo così potremo essere anzi saremo felici per la nostra qualità di vita.

  7. Federico Says:

    A proposito di 150 anni dall’unità d’Italia, ricordo le letture di Salvemini, Silone che, già dalle scuole medie, portavo avanti con passione e che ho mantenuto fino alla maturità (scolastica). Poi si è rotto qualcosa, non so… disillusione? Constatazione amara che la realtà è troppo radicata per poter essere cambiata? non so, nonostante finora abbia fatto un bel po’ di cose, vissuto tante esperienze, lasciato la terra di origine da qualche anno almeno nella quotidianità, ho aperto la mente ma forse è come dici tu, ho perso la capacità di sognare, sognare il cambiamento. Mi piacerebbe tornare a quelle letture, sono sicuro che, a distanza di anni, le vedrei in modo completamente diverso.
    Ciao Antò.

  8. Anonymous Says:

    Ciao Antonio ,
    a proposito della speranza , forse sarò troppo realista ma sinceramente oggi come oggi nn è che ne si veda molto in giro .Forse come dice Federico ci hanno tolto la capacità di sognare, di sognare un cambiamento ecco perchè tutti (e tu sai dove lavoro io ) se ne vogliono andare in un paese estero dove almeno ti da ancora la capacità di sognare, di dare una scossa alla vita . Ma c’è un ma , la speranza mi sta tornando , mi sbaglierò e sicuramente nn sarai d’accordo con me , la vedo in Matteo Renzi .
    Ti spiego il perchè , è stato una persona che è andata contro a tutto il partito , cosa mai successa in italia , ed è andato per la sua strada , con i suoi lati positivi e negativi indipendemente dalla linea politica, nn è nè di sinistra nè di destra , ma vede le cose come vanno in Italia e quanto meno ci prova a fare qualcosa giusta o sbagliata che sia ma almeno ci prova …. e questo mi ha fatto anche riavvicinare alla politica ….. ed è già tanto . Un Abbraccio Antò

  9. Antonio Romano Says:

    Scusa ultimo Anonymous che dici di conoscermi, puoi firmare il messaggio o dire chi sei in modo che possa risponderti in maniera chiara? Grazie davvero di cuore e a dopo. Antonio Romano PS: al limite puoi rispondermi in privato alla mia email personale

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