Biogem: occasione di sviluppo economico o di esclusione sociale?

La terza edizione di quel che mi piace definire “Il festival delle 2ue culture” che si è svolto a Biogem dal 7 all’11 settembre è stato un evento di estremo valore.  L’estrema qualità dei relatori e la loro autorevolezza internazionale ha posto il pubblico nella condizione di assaporare il pensiero di pensatori fra i più importanti ed influenti del nostro tempo.

Il merito di tutto questo va certamente al presidente di Biogem, il professor Ortensio Zecchino, che da sempre sfrutta al meglio il suo inestimabile capitale di conoscenze e relazioni sviluppato in tanti anni di attività politica. Nella società della Conoscenza e della Complessità (ed aggiungerei della Comunicazione) il capitale fondamentale è quello della Conoscenza, che si riferisce non solo a nozioni di natura tecnica  o alla Cultura in senso lato, ma anche e soprattutto alla qualità delle relazioni umane e professionali significative.

Come dicono i formatori motivazionali e commerciali: RAPPORT IS POWER!!!

Cosa si è potuto apprendere in questa cinque giorni arianese? Che la cultura è oggi più che mai importante, che la ricchezza immateriale crea quella materiale, che la valenza strategica per lo sviluppo economico  della ricerca è indiscutibile, che la ricerca scientifica pura ed applicata in Italia ha ancora a disposizione troppe poche risorse, che i rapporti fra le diverse università e fra università ed industria vive immense difficoltà di comunicazione e di definizione di una comune programmazione strategica.  Il trionfo del “particulare sul generale” , parafrasando il sempre molto citato Nicolò Machiavelli.

Ed allora non serve Biogem: servono tante Biogem, luoghi di facilitazione del dialogo fra entità diverse per approcci, finalità, motivazioni, ambizioni, obiettivi, come possono essere imprese, università, enti di ricerca, e non ultimi territori.

In questi giorni di mia assidua frequentazione di Biogem mi sono venute in mente alcune mie interessanti letture degli ultimi anni: Senza leader. Da internet ad Al Qaeda: il potere segreto delle organizzazioni a rete che potete trovare a questo LINK ed Organizzazione aziendale di Richard L. Daft che trovate a questo LINK

Secondo DAFT le organizzazioni che meglio sanno rispondere ai cambiamenti provenienti dall’ambiente esterno ( ovvero lo scenario politico ed economico internazionali) sono le cosiddette organizzazioni orizzontali che prevedono:

  • il libero fluire dell’informazione all’interno dell’organizzazione stessa
  • la  formazione di gruppi di lavoro elastici
  • l’assenza di una struttura verticistica
  • l’attitudine a privilegiare la capacità adattiva delle strutture  più che l’autorità

Secondo Ori Brafman e Rod Beckstrom, autori di Senza Leader, le organizzazioni che meglio sopravvivono nello scenario della complessità globale sono quelle a stella marina, piuttosto che quelle a testa di ragno.

Le organizzazioni a stella marina sono quelle che sopravvivono al loro leader, mentre quelle a testa di ragno muoiono se vien meno in qualche modo il vertice. Mi chiedo: può un’organizzazione complessa come Biogem perseguire gli obiettivi ambiziosi che giustamente si pone calibrando la sua organizzazione solo ed esclusivamente sul suo massimo vertice?

Può un’entità complessa come Biogem, che è ed aspira ad essere sempre più un player globale nell’ambito della ricerca e che può sopravvivere premiando il merito più che l’appartenenza, prosperare senza includere al suo interno professionalità comunque presenti sul territorio e sul mercato ma che non fanno riferimento all’area politica o di interesse del suo massimo vertice?

Saskia Sassen nel suo “Le città nell’economia globale” che trovate a questo LINK dice che i centri delle città globali come Londra Tokio New York comunicano fra di loro meglio che ciascun centro con la rispettiva periferia, a prescindere anche dalle differenze di fuso orario!

Per analogia, quindi da Camporeale è più facile parlare con Doha o con Milano o lo Utah piuttosto che con Piazza Plebiscito o con Via Cardito. La spinta internazionale di Biogem fa si che questa organizzazione possa ( ma oserei dire: DEBBA) sempre e comunque attrarre le professionalità e le capacità migliori in circolazione nel mondo.

Mi chiedo: qual è il livello di esternalità positiva che BIOGEM può o vuole realizzare nel territorio di appartenenza? Quanto indotto può creare BIOGEM?

Io penso che BIOGEM possa avere una ricaduta positiva ancora più elevata su Ariano e non solo, aprendosi sempre più alle attività  e agli impulsi e che provengono da persone di Ariano e non solo che non fanno riferimento alla parte o alla storia politica del suo PRESIDENTE. Nel mondo della complessità vince la cooperazione e non la competizione. Ma forse in questo ambito sorge un naturale  conflitto fra il presidente del Biogem ed il Politico in Servizio Permanente Effettivo senza aspirazione a cariche elettive che da 40 condiziona la vita o la non vita di tutta la città di Ariano.

In effetti la differenza fra uno statista ed un uomo di governo è che la vicenda dei secondi si conclude con il loro mandato, mentre quella dei primi non si conclude con il mandato ma continua nel tempo con il richiamo continuo all’esempio e alla tradizione. E penso che il Mago di OZ in questo abbia molto da insegnare a tutti noi, sia ai suoi sodali sia a coloro che si sono condannati in un ruolo di eterni oppositori, cosi come ai battitori liberi senza casacca che amano osservare polemizzare ironizzare  ma anche apprezzare quel che di buono si riesce a realizzare.

Ma in un mondo complesso, come quello che Biogem con merito vive, la contrapposizione non ha più senso e deve lasciare spazio alla cooperazione e alla collaborazione con chi fino a ieri ha si è avuto modo di non convergere, ma che comunque detiene una capacità intellettuale o una professionalità che possono essere sfruttate in maniera ottimale proprio basandosi su un rapporto di professionalità piuttosto che su un rapporto di affiliazione. È solo una questione di volontà ed organizzazione.

In questa fase delicata della storia di Italia ed in particolare della storia di noi tutti che viviamo quotidianamente il nostro territorio, bisogna necessariamente aprirsi a chi ha una storia culturale, professionale, sociale, politica diversa rispettando differenze e andando oltre reciproche diffidenze . Il paradosso potrebbe essere poter far riferimento ad un consenso quantitativamente inferiore ma qualitativamente superiore: all’ostilità politica potrebbe sostituirsi una sincera gratitudine da un punto di vista culturale e professionale. Del resto i pochi arianesi sempre presenti durante le sessioni del Festival delle 2ue Culture sono state persone non direttamente riconducibili all’entourage.  In fondo come insegna la tradizione anglosassone ai detentori delle quote del capitale di una data organizzazione economica (shareholders) si affiancano i portatori di un interesse più ampio (stakeholders), non sempre direttamente riferibili all’organizzazione stessa. L’interesse particolare di chi direttamente od indirettamente collabora con BIOGEM si affianca l’interesse più ampio di un territorio e di una popolazione che vede in BIOGEM l’occasione per la creazione di condizioni di sviluppo che possano riguardare settori della popolazione più ampi rispetto a quelli direttamente rappresentati dal centro di potere che fa riferimento alla figura del Presidente di Biogem. Del resto la sfida più ampia del nostro tempo è la lotta all’esclusione sociale e la crescita della ricchezza prodotta e distribuita in un territorio.  Penso che solo stando tutti insieme e premiando il merito, tutti si possa crescere e raggiungere gli obiettivi ed esistenziali, professionali, organizzativi che ognuno di noi quotidianamente si pone.

Advertisements

Tags: , , , , , , , , ,

3 Responses to “Biogem: occasione di sviluppo economico o di esclusione sociale?”

  1. Anonymous Says:

    Antonio ritengo che le tue considerazioni siano esatte far ruotare tutto intorno a biogem,per quello che rappresenta e non per quello che il Presidente ha rappresentato e rappresenta.
    Ma capisci bene che oggi sono i rapporti che ti consentano di fare decollare una struttura che bene o male deve fare i conti con il dio danaro per spese correnti

  2. Anonymous Says:

    Credo che bisogna svolgere un convegno: “su cosa ha fatto fin’ ora il Biogem”.
    Insomma hanno creato brevetti, hanno scoperto qualcosa?
    Sicuramente qualcosa è stata fatta, e vogliamo i dati per capire.
    Proposta di convegno:
    “Ecco i dati della ricerca, ecco i risultati”

  3. dasa Says:

    Credo che bisogna svolgere un convegno: “su cosa ha fatto fin’ ora il Biogem”.
    Insomma hanno creato brevetti, hanno scoperto qualcosa?
    Sicuramente qualcosa è stata fatta, e vogliamo i dati per capire.
    Proposta di convegno:
    “Ecco i dati della ricerca, ecco i risultati”

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: