Fuori! di Matteo Renzi. Recensione

Complimenti a Matteo Renzi per aver scritto questo libro nei ritagli di tempo dal lavoro di sindaco. Un’opera simpatica dove si ride di gusto per le battute tipiche toscane e dove si riesce ad apprezzare il coraggio con cui il Sindaco di Firenze si impegna a dettare non tanto i tempi del cambiamento, quanto a suggerire la necessità del cambiamento stesso.

Programma bello ma modesto, senza alcuna idea del tempo e delle risorse necessarie a realizzare il cambiamento. Sono d’accordo che bisogna rottamare la vecchia classe politica: ma non riesco a capire come la generazione di Renzi (che poi è la mia) possa trovare la giusta motivazione ad uccidere quella dei propri padri, quando fino a ieri abbiamo desiderato essere loro amici, piuttosto che i loro spietati contestatori. Ho apprezzato l’entusiasmo di questo mio coetaneo, gli esempi pratici tratti dalla sua esperienza di amministratore locale. Non capisco però quale debba o possa essere il progetto per il paese Italia, se non banalmente riferirsi alla necessità di confrontarsi serenamente con le opportunità o minacce rappresentate dalla globalizzazione, ormai un luogo comune. Nel libro si dice davvero poco su cosa concretamente possiamo fare nei prossimi 5 anni , quando la generazione mia e di Renzi,avrà da poco superato i 40 anni. Amo molto il suo approccio post-ideologico basato sulla centralità della comunicazione: nel suo libro c’è solo un minimo accenno alla necessità dei contenuti. Ma forse è per prudenza o per inesperienza politica romana che il buon Renzi dice niente di concreto sull’agenda per i prossimi anni. Ma qui l’esigenza è quella di definire uno scenario chiaro che non sia la continuazione di quello paludoso della generazioni dei padri. Non vogliamo essere Pierluigi Celli e neanche il figlio costretto a fuggire. In fondo, caro Renzi, la nostra è una generazione di figli di papà. Saremo mai capaci di liberarci da questa schiavitù? Non c’è da essere rottamatori, ma maleducati utilizzatori di machete.

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