Mio fratello è figlio unico???

Ho passato tanto tempo su questo blog a scrivere di politica, spesso dimenticando le ragioni profonde del blog stesso…. ovvero di condividere sulla rete  i pensieri più intimi  che scrivo sul mio diario da quando ho 15 anni. Dopo le ultime elezioni regionali molti mi hanno chiesto di scrivere qualcosa. Penso ci sia poco da dire se non di augurare a tutti gli eletti  un forte e sincero BUON LAVORO!

In effetti molto raramente scrivo di c ose intime e spero che questa possa essere una di queste!

Ho sempre amato le festività di Pasqua, anche quando non ero credente. Sarà stata la coincidenza di queste festività con l’avvento della primavera, sarà stata la consapevolezza o il desiderio di volere risorgere alla vita ad animare una profonda speranza. Saranno stati i biscotti ed i taralli e le pastiere che mia nonna cominciava a preparare verso il mercoledi santo…

Beh tutti motivi che mi portano indietro con la memoria ai primi anni della mia vita… quando correvo nel centro storico di Ariano e le sue strette vie erano la mia casa.

Le feste erano anche l’occasione per vedere tornare al paese tanti parenti che vivevano lontano….

Ancora oggi questo rito si ripropone e comincia con un senso di gioia che mi rapisce durante i giorni che precedono la Pasqua e finisce con un senso di tristezza che mi accompagna nel vedere le persone care andare via.

Questa mattina la sveglia è suonata alle 4 meno un quarto: ho dovuto accompagnare mio fratello alla stazione di Benevento che è in partenza per Roma. Da qualche tempo lavora nella Capitale. Anche lui, come tanti altri giovani, è andato via per studio o per lavoro. Contribuendo alla desertificazione delle nostre zone e alla congestione delle grosse aree urbane della nostra nazione. Nel vederlo andare via ho vissuto un profondo senso di tristezza: ho immaginato cosa potessero vivere  i miei genitori 15 anni fa nel vedermi andare via a Milano per studiare.

Una casa che si svuota, un silenzio assordante che ammanta ogni cosa.  Ma del resto la vita è fatta anche di questo, di tanti sacrifici che si fanno per vedere la propria sorte migliorare o per sperare di dare un pò di lustro alla propria famiglia ed ai propri cari.  Quasi mai si pensa alla ferita che viene ad essere inferta alla propria terra d’origine, che non si sa mai se sia matrigna o madre dolorosa. Un giovane che se ne va certo pensa di fare una vita più bella rispetto a quella che potrebbe avere rimanendo nel proprio piccolo paese. Ma certo per chi rimane, non è facile vivere il dissidio interiore fra la consapevolezza della necessità che i propri figli hanno di dover andare via ed il desiderio di vederli rimanere e di costruire la propria vita la dove sono  nati.

Negli ultimi anni per i giovani miei compaesani l’alternativa è stata fra perdersi nella droga o nell’alcol  in un paese che non offre niente  e andarsene per costruire altrove un futuro sereno fatto di lavoro e di impegno quotidiano. E’ un percorso che abbiamo fatto in tanti e che mi ha visto protagonista prima del mio ritorno non previsto ad Ariano 5 anni fa ormai. Da allora ho deciso di vivere una scelta impossibile,  che per carattere amo alla follia.

Ma per carattere amo le sfide impossibili, a costo di pagare dei prezzi anche molto alti da un punto di vista personale, senza mai preferire le  scelte di comodo.

Ma non riesco a rinunciare alla speranza di vedere un giorno  i giovani realizzarsi qui nelle nostre terre. Certo, c’è da lavorare un sacco. C’è da rischiare un sacco e guadagnare poco. Ma forse senza saperlo stiamo vivendo una fase storica dove c’è da sognare ed essere degli inguaribili romantici.

Del resto chi se non i giovani  potranno essere  con la loro incoscienza i protagonisti di un futuro cambiamento?  Certo ci vuole coraggio in ognuno di noi ed il desiderio di credere di essere la generazione  responsabile del cambiamento.

Nonostante tutto voglio crederci. Mi auguro che la speranza possa essere contagiosa e che dalla speranza possano derivare  dei comportamenti che possano fare la differenza e possano rappresentare una concreta possibilità di cambiamento per le nostre terre.

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6 Responses to “Mio fratello è figlio unico???”

  1. morena Says:

    Bellissimo intervento, Antonio!
    I brividi lungo il corpo nel leggere i tuoi pensieri, e il capo che ad ogni periodo faceva sennò “di si”, “è vero”.
    Anche io non posso che augurarmi un futuro migliore, ma soprattutto spero di restare in questo meraviglioso paese (perchè per me lo è!) e di non doverci tornare solo in previsione delle festività!Troppi ricordi ci legano a lui ed è doloroso, immagino, dover lasciare tutto e tutto in cerca di una vita migliore..

    Si spera, ma delle volte sembra una meta irraggiungibile..Ma non ci si arrende, mai! 🙂

  2. valentina Says:

    anche io nutro il sogno di una sfida impossibile: tornare ad ariano!

    quando ritorno a casa sembra che le piante dei piedi ti si attacchino al suolo e fare i passi per andare via necessitano di una forza inusuale!

    a presto

  3. raffa casta Says:

    Scrivi un libro.
    Ndo’ buon compleanno!!!

  4. Mario Says:

    Caro Antonio.
    Tu un lavoro di successo potresti averlo qui ad Ariano: lo scrittore

    Scrivi sto cazzo di libro
    ciao

  5. Antonio Romano Says:

    Caro Mario, ti ringrazio per l’invito ed il complimento!
    Ma io in italiano al liceo tenevo 4 in media….. per cui mi sa che la strada sia preclusa….
    Ma chi Mario sei? Mandami una mail al mio indirizzo di posta…..
    E poi scrittori irpini ce ne sono …. specialmente alta Irpinia….
    solo che io sono irpino ottimista….
    ahahah per cui va a finire che non vado bene per l’irpino medio 😀

  6. Raimonda Says:

    Scrivilo, scrivilo…
    Parola di prof!

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