Meno male che ho votato Giovanni La Vita

Carissimi lettori e carissime lettrici,
ritorno dopo settimane attivamente sul mio blog. Sono piacevolmente sorpreso da qualche tempo del modo in cui il consigliere di opposizione Giovanni La Vita sta esercitando la sua funzione di oppositore. Evitato il rischio di una stantia e sterile opposizione, come era nei sogni del Mago di Oz, ci ritroviamo invece con un oppositore con le palle al cospetto di una maggioranza in cerca di identità politica.

Ho avuto modo di assistere ad un paio di interventi di Giovanni La Vita in consiglio comunale e devo dire che finalmente la politica è ritornata. Sono ritornate le persone preparate, che studiano e preparano gli interventi, che amano il popolo, che odiano gli intrallazzi, che non aspirano ad arricchirsi, che hanno proprietà di linguaggio, che sanno quello che dicono, che hanno una minima dominanza nell’utilizzo della lingua italiana,  che svolgono in maniera impeccabile il ruolo di oppositori suscitando l’ammirazione e la stima da parte delle persone perbene e corrette della maggioranza. Un’opposizione di sinistra moderna esercitata utilizzando toni fermi ma pacati,   strutturando articolate argomentazioni e non vuoti dogmatismi ideologici, ricercando non la contrapposizione di interessi di parte, ma le soluzioni condivise sui problemi della città.  Il consigliere La Vita fa rinascere  in questo modo quella tradizione politica e culturale arianese che da sempre, da destra come da sinistra,  si è sempre opposta all’allucinante ed alienato  strapotere della mai defunta Democrazia Cristiana.

Senza ombra di dubbio, se popolare significa negli interessi e per conto del popolo e non  trasformismo in senso postdemocristiano, l’avvocato La Vita è l’unico vero esponente politico arianese popolare.

Ecco i punti sui quali si dovrà davvero fare battaglia per il bene della città:

  • La tenuta del bilancio comunale
  • la questione dei derivati
  • l’affare dell’eolico
  • la valenza politica della maggioranza
  • l’attenzione del Comune per i disagi e le devianze giovanili

Per quel che riguarda gli assetti istituzionali all’interno della vita amministrativa, sin dalle prime battute è evidente che la vita politica della città sia dominata non tanto dallo strapotere della Giunta,  quanto dal ruolo che la Maggioranza ha assunto all’interno del Consiglio. Ovvero quello di ratificare ogni decisione presa dalla Giunta, senza che il consiglio possa discutere nel merito: il Consiglio Comunale di fatto viene ad essere privato delle sue funzioni da un punto di vista istituzionale.

L’unico ruolo che hanno i consiglieri di maggioranza è di fatto quello di votare ogni azione decisa dalla Giunta senza che mai alcuna decisione possa passare attraverso un confronto dialettico. Del resto una maggioranza che non ha alcuna valenza politica se non il collegamento fra popolarismo europeo e PDL ( se mi spiegate cosa significa vi sono davvero grato), una maggioranza che non ha ancora risolto la questione formale e sostanziale della confluenza dei Popolari per Ariano e dell’Orologio all’interno del gruppo unico del PDL, è una maggioranza che è priva di qualsiasi possibilità di elaborare una proposta politica che possa confrontarsi con i livelli istituzionali superiori: altro che catena istituzionale!!!!

Ma del resto questi elementi erano chiari già in campagna elettorale e la vittoria legittima di Antonio Mainiero con più di duemila voti di scarto ha suscitato più di una preoccupazione nelle persone che con razionalità e per amore per la città hanno posto la questione  di non votare Centro Destra pur essendo di Centro Destra. Ma i Popolari per Ariano e l’UDC ( ovvero la vecchia ed imperitura democrazia cristiana) e non il PDL hanno vinto le elezioni per cui onore ai vincitori. Ma in politica vincere le elezioni è condizione necessaria ma non sufficiente per assicurare un buon governo. E se le cose continuano cosi Ariano non avrà nei prossimi anni un governo stabile. Apprezzo personalmente molti dei neoassessori, come Li Pizzi e D’Amato,  ma Ariano ha bisogno di molto di più che di ottimi governanti. Ha bisogno di un serio progetto di governo cittadino che non sia l’emanazione della volontà del nostro uomo solo al comando, ma che sia il frutto di una valida ed articolata progettazione politica. Per Ariano questa ultima esperienza amministrativa segnerà la fine dell’esperienza di Centro Destra cosi come concepito fino ad oggi. Questo non è necessariamente un male perché continuano ad   aprirsi gli spazi  per le persone di buona volontà che vogliono lavorare in maniera disinteressata per la città.

La figura dell’avvocato La Vita è quindi destinata nei prossimi anni a diventare un modello per chiunque, sia a destra che a sinistra, voglia pensare ad un nuovo modo di fare politica.  Non è che nei prossimi anni verrà  qualcosa di buono per  questo paese? Penso che questa città possa finalmente rinascere i se le elite delle professioni e del lavoro vorranno assumersi la responsabilità di riacquisire il proprio ruolo culturale per troppo abbandonato a favore dello strapotere dei capicontrada di ogni risma. Altrimenti   dovremmo misurarci non solo con la definitiva abolizione dei congiuntivi,  ma con la certezza che questo paese vivrà per sempre nel medioevo.

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One Response to “Meno male che ho votato Giovanni La Vita”

  1. Sentimento Felliniano Says:

    La figura delle minoranze non sta tanto nelle forme più o meno articolate, belle, piacevoli, grammaticate, allitterate d’espressione, quanto piuttosto nella capacità di offrire la visione ulteriore, alternativa e realizzabile di azione politica. Rimango fermo nella convinzione che La Vita sia un buon avvocato e ritengo sarà un buon politico.
    Chi crede che però la giustapposizione sistematica e dura possa rappresentarsi soltanto attraverso la critica dialettica compie un grave errore. Chi continua a parlare di uomini soli al timone compie un grave errore. Sono anch’io convinto della nobiltà dialettica ma non credo che la dialettica sia l’unico strumento di atto politico. Ecco perchè La Vita può rappresentare un volto necessario a sinistra ma non può rappresentare la politica a sinistra. La diplomazia è dote ai più sconosciuta e la moderazione è assai più necessaria che l’adesione ad un cartello precostituito di sterile, inutile e stantio modello di opposizione.

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