Ariano, Europa, Identità

 

E’ da un po’ di tempo che vivo con una certa inquietudine la mia esperienza arianese.

Lo scopro quando incomincio a fare certe battute strane tipo: “ Ad Ariano l’unico coetaneo che incontro sempre sono io stesso….”

Ma poi penso alla giornata di oggi: sono uscito alle due del pomeriggio e tornato alle 4 del mattino. Ho visto gli amici di sempre, gli amici del coro, sono andato a visitare una persona uscita dall’ospedale, ho riso un sacco parlando di amore e di donne alla cena di un amico che finalmente ha finito gli esami all’università.

Che dire? Che nel mio peregrinare per Ariano non sono mai solo, saluto un sacco di persone, so di tante storie e di tante persone, di tanti problemi e di tanti sogni. A Milano Roma New York avrei avuto le stesse possibilità? Non so rispondere.

Mi reputo solo fortunato ad avere intuito una possibilità di lavoro e di vita che mi consente non solo di coltivare il gusto per la modernità, ma anche il sapore per la tradizione. Che certo quotidianamente muore al cospetto di una modernità accettata acriticamente. Ad Ariano ho riscoperto il piacere degli altri, dell’impegno nell’ambito della Chiesa. Ho ritrovato i tempi, i sogni, le aspirazioni dell’infanzia. Senza perdere me stesso, la mia storia, il mio dialetto, le mie radici e senza dimenticare che devo la mia formazione umana e professionale ad ogni angolo dell’Europa.

Perché Ariano è anche Europa: verso le tre di questa notte stavo tornando a casa e si ferma a Cardito un camion con due autisti polacchi che mi mostrano un documento di trasporto con l’indirizzo di una famosa azienda arianese. Peccato che l’avessero superata da tre chilometri e che il navigatore polacco non fosse aggiornato. I due non parlano italiano e non parlano inglese. A gesti cerco di spiegare ma loro non intendono le mie indicazioni. Mi offro quindi di accompagnarli fino alla destinazione: dobbiamo girarci con l’autoarticolato per giungere alla meta. Dopo un po’ di cammino nella notte stellata arriviamo a destinazione nella campagna arianese. Devo percorrere 6 chilometri a piedi per tornare a casa: i due mi lasciano nella notte con un sonoro “dziękuję” e con una favolosa birra polacca in lattina. Che ho bevuto  lungo la strada verso casa, prima che Ciruzzo si fermasse per darmi un passaggio salutandomi con il solito. “ Ndò, ndò va?”

Nel camion mi aspettavo il solito calendario con strafighe polacche.

Ho notato invece due immagini importanti simbolo della simbiosi fra modernità e tradizione in Europa: Padre Pio e Giovanni Paolo II.

E mi sono ritrovato a pensare a quello che diceva Papa Wojtyła sulle radici cristiane dell’Europa:quanto è rimasto inascoltato il Papa? Poi ho pensato: “ ma forse è proprio Karol Wojtyła uno degli elementi fondanti l’identità moderna dell’Europa!”.

Nonostante i cani abbaiassero nella notte, ho sorriso per tutto il resto del tragitto durante la notte.

 

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3 Responses to “Ariano, Europa, Identità”

  1. rocco quagliariello Says:

    Antonio Carissimo
    Cristo si è fermato ad Eboli. Tu preferisci vivere da arianese ad Ariano
    La tua scelta fa onore alla nostra terra che ha sempre più bisogno di persone con acume intellettivo, animo generoso, carità intellettuale e solidarietà vera.
    Il rispolvero dell’humus dell’oratorio della nostra infanzia.
    L’oratorio bizantino che Franco Arminio coltiva sul quotidiano Otto Pagine nella sua rubrica domenicale paesologica non è assimilabile all’oratorio di cui parlo.
    L’impronta efficientista, produttiva, aziendale , pragmatica del vivere sta contagiando tutti, non solo coloro che hanno fatto del credo berlusconiano la loro ragione di vita.
    Credo che sia giunto il tempo per una revisione globale del concettoi di modernità, di stato laico, e di partecipazione attiva alla vita delle comunità Non si riesce più a vivere prescindendo dalla rete e dalle iniziative internet assimilate. L’alfabetizzazione sentimentale è molto più importante dell’alfabetizzazione informatica,
    Un caro affettuoso saluto in questa triste Domenica delle Palme. Rocco

  2. Antonio Romano Says:

    Caro Rocco,
    dopo i polacchi ho passato una notte insonne a vedere Blu Notte sul G8 e a riflettere sul berlusconismo e sulla polizia. Non penso che Berlusconi sia il male sempre e comunque altrimenti si diventa manichei e si perde l’uso della ragione e dell’intelligenza. Amo molto la notte anche se la vivo poco, perchè la televisione è spenta e non ci sono rumori. Non riesco a condividere il tuo approccio antimodernista, a questo vedere in qualcos’altro della realtà che si realizza quotidianamente per fortuna o per sfortuna quello che in realtà dovrebbe essere la realtà. Scusa il gioco di parole ma mi sembra una grave forma di alienazione intellettuale peggio di alcune religiose. Invece ti dico che oggi è una splendida Domenica delle Salme che annuncia il Regno di un Sovrano che entra sul Somaro che predica l’amore, è Figlio di Dio e pretende di svelare gli uomini agli uomini stessi. Grazie a Dio esiste Dio, che mi riempie il cuore di gioia e che nella disperazione mi vuole forte più di una quercia.
    Fra una settimana giusta è Pasqua di Resurrezione. Un appuntamento irrinunciabile per le persone che hanno l’intelligenza della purezza di un bimbo di due anni e non la saccenza o tristezza di intellettuali atei ipocondriaci che della disperazione fanno un business.
    Meno male che esiste Dio a illuminarci la mente e farci evitare certi uomini francamente inutili per la bellezza e la forza della VITA!!!!!!!

  3. Giuseppe Says:

    Caro Antonio
    una riflessione …
    naturalmente, da parte mia, di critica…altrimenti che sfizio c’è??!!
    Come mai la Polonia e anche la Croazia che sono due tra i paesi più fortemente cattolici in Europa e nel mondo sono anche due tra i paesi più nazionalisti e xenofobi?

    Le tue esperienze sono sempre interessanti e sono contento che riesci a trovare il mondo di non annoiarti ad Ariano…sei uno dei pochi e questo ti fa onore!!

    Cià

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