Obama non mi ha mai convinto del tutto

Certo che avrei votato anche io per Obama se fossi stato un cittadino americano.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/01/obama-crisi.shtml?uuid=90fc95b8-dff6-11dd-9949-b0cfd0c5e1df&DocRulesView=Libero

Certo passare dal Yes we can al Maybe we should be able to mi sembra addirittura patetico.

Prima Obama promette tutto il mondo e quest’altro pur di vincere con un sacco di voti e poi ancora prima di insediarsi e prima di mettersi a lavorare non più come presidente eletto ma come presidente degli Stati Uniti d’America già mette le mani avanti? Che io ricordi non ho mai sentito un uomo politico adottare un atteggiamento del genere.

L’ho sempre detto: qui più che un nuovo Kennedy ci serve un nuovo Lindon Johnson.

L’America comunque è finita e non penso che se Obama inizia e continua cosi possa diventare il Leader globale che tutto il mondo si aspetta.

Advertisements

Tags: , , , , , , , ,

12 Responses to “Obama non mi ha mai convinto del tutto”

  1. rocco quagliariello Says:

    Sono totalmente daccordo con te: Obama ha molti scheletri nelll’armadio ed è stato eletto presidente degli stati uniti d’america solo perchè gli americani avevano ed hanno le scatole piene di gente come bush ed i suoi sporchi loschi affari con la famiglia bin laden.
    Cred tu abbia ragione nell’affermare che l’america in quanto tale è finita, nel senso che il suo ciclo mondiale è terminato. meno male!!! ne guadagnerà la storia occidentale e ne trarrà vantaggio l’oriente del mondo
    Con stima ed amicizia Rocco Quagliarielo

  2. Giuseppe Says:

    Daccordo con te che Obama non sia il salvatore dell’America e tanto meno del mondo. Cambierà poco nella politica estera e interna americana, ma almeno non combinerà i guai del suo predecessore!
    Comunque resta un simbolo importante per un mondo che diventa sempre più intollerante.

    Lindon Johnson chi? Quello che ha mandato a morire migliaia di americani ed uccidere centinaia di migliaia di vietnamiti del nord?
    meglio di no! già Bush ne ha fatte parecchie di vittime. Inutilmente e con falsi motivi…le armi di distruzione di massa mai trovate.

  3. spirit Says:

    I sogni spesso quando e se riusciamo a realizzarli quasi sempre rivelano diversi da come li avevamo immaginati.

    Obama, a parte le battute, credo si renda conto e sia consapevole “dell’ investitura” ricevuta e delle aspettative riposte in lui non solo dall’America che lo ha votato.

    Certo…per aggiungere valore positivo al contesto in cui si trova oggi l’America non ci vuole tanto …perfettamente in sintonia con te Giuseppe ( anche se, anche se….., l’attuale premier ha definito il presidente uscente..”un grande statista….” ).

    Obama non credo e spero si sia nascosto semplicemente dietro slogan per vincere le elezioni ma semplicemente che si stia rendendo conto che per poter realizzare le sue “intenzioni” più che di sogno si dovrebbe parlare di ….miracolo……(cosina un pò + complicata..! )

    In ogni caso forse sarebbe meglio aspettare e guardare i “fatti” prima di poter esprimere giudizi e sentenziare…come pure la… “fine dell’ America”…

  4. Antonio Romano Says:

    Gentili Signori ed amici,
    il mio intervento è stato finalizzato a puntualizzare una scelta di merito del presidente eletto in merito alla sua strategia di comunicazione durante la campagna che poi lo ha portato alla vittoria.
    Se Obama in campagna elettorale avesse detto non YES WE CAN, ma WE HOPE TO BE ABLE TO DO, sicuramente avrebbe suscitato meno entusiasmo nella società americana e nel mondo per quel che riguarda poi le aspettative che si sono create. Un politico che si rimangia in parte quel che ha detto in campagna elettorale, probabilmente sarà saggio e realista per quel che riguarda la possibilità di realizzare i propri programmi.
    Sicuramente però dà un segnale inquietante. Obama ha detto al mondo: ” Le ho sparate grosse per vincere le elezioni. Mo vediamo come va a finire se sono bravo o meno!” Spero di sbagliare, ma la forza del duo Clinton-Gore sarà di difficile replica. Ci vediamo fra 4 anni: ma se continua cosi, Obama non fa due mandati. Spero come sempre di sbagliarmi. Ai posteri l’ardua sentenza.

  5. Antonio Romano Says:

    Al seguente link un pò di discussioni in merito al programma di spesa dell’amministrazione Obama allo scopo di creare due milioni di posti di lavoro nei prossimi due anni: http://bx.businessweek.com/obamas-stimulus-plan/
    Io penso che più che la spesa condotta in un singolo paese sia necessario un discorso di coordinamento delle politiche di spesa dei vari paesi.

  6. tze tze Says:

    …..a proposito di chi è patetico e di chi non rimangia…

    IL GRAN BUSH E IL NOSTRO PREMIER

    Il rimpianto di Bush……

    di Stefano Femminis

    È stato tutto un equivoco, conseguenza dell’eccessiva fiducia accordata alle persone sbagliate. Così, in un’intervista televisiva del 1° dicembre, il presidente statunitense George W. Bush ha «spiegato» sei anni di guerra in Mesopotamia, 400mila morti tra gli iracheni (secondo stime prudenziali), circa 4.500 caduti tra i soldati Usa e alleati. «Il mio più grande rimpianto – ha confidato l’uomo che il 20 gennaio lascerà la Casa Bianca – è il fallimento dell’intelligence sull’Iraq. Molta gente si è giocata la reputazione dicendo che le armi di distruzione di massa erano un motivo valido per rimuovere Saddam Hussein».

    Da tempo era chiaro che dietro il disastro – umanitario, politico, economico – della guerra in Iraq ci sono le gravissime responsabilità di chi ha voluto scatenare il conflitto, costruendo prove false e manipolando l’opinione pubblica. Non solo chiaro. Ufficiale. Nelle sue conclusioni rese pubbliche a fine 2006, la Commissione servizi di sicurezza del Senato Usa ha demolito i due pilastri con cui Bush giustificò l’intervento – le armi di distruzioni di massa in mano a Saddam (mai esistite) e il legame tra il dittatore e Al-Qaeda (idem) – e ha attribuito all’amministrazione comportamenti «ingannevoli».

    Dunque, per certi aspetti il timido mea culpa di Bush non rivela nulla di nuovo. Eppure, le sue parole non devono passare inosservate. Se ormai non è in questione la «verità» sulla guerra, l’impressione è che, al contrario, debba essere ancora costruita una memoria condivisa di ciò che è avvenuto, debba essere tracciato un bilancio non solo militare o politico, ma soprattutto morale, da cui trarre indicazioni per il presente e il futuro. Il rimpianto dell’ormai ex-presidente ci offre allora almeno due spunti di riflessione.

    Anzitutto porta con sé, implicitamente, l’ennesima bocciatura dell’unilateralismo. «Fare da soli», come hanno voluto i falchi dell’amministrazione repubblicana, ha molte controindicazioni: una è appunto quella di esporsi a maggiori rischi di depistaggi e strumentalizzazioni varie.

    La seconda considerazione riguarda l’Italia, dove il presidente del Consiglio, convinto sostenitore dell’intervento in Iraq, non ha seguito l’esempio dell’«amico George», evitando qualunque ravvedimento. Se il nostro fosse un Paese capace di un dibattito serio che oltrepassi pregiudizi ideologici, opportunismi e partigianerie, sarebbe il momento di concedere un giusto, collettivo riconoscimento a chi a questa guerra si oppose, ricevendo accuse e dileggi di ogni genere. Prima e dopo il fatidico 20 marzo 2003, i contrari – uno schieramento non piccolo, che andava dal papa alla sinistra radicale – vennero descritti dagli entusiasti sostenitori dell’intervento come nemici dell’America, oppositori troppo morbidi del terrorismo pronto a colpire l’Occidente, complici di Saddam Hussein nella repressione del popolo iracheno, anime belle a digiuno di politica internazionale, catastrofisti contrari all’esportazione della democrazia. E via farneticando.

    Nella drammatica vicenda irachena, insieme a tante vite sono state calpestate anche le ragioni del dialogo, della non violenza, della risoluzione pacifica dei conflitti. Oggi per qualcuno dovrebbe essere il tempo dell’autocritica. Invece, specie in Italia, regna un imbarazzato silenzio……

  7. tze tze Says:

    …l’ unica cosa su cui ho dei dubbi è …sull’imbarazzato silenzio….perchè con tanta materia “eburnea” è molto difficile averne!!

  8. Lou Preveza Says:

    Hi Antonio, most of us are excited about showing we have overlooked race, religion ect. to put the best person in place to lead this country and the economic world out of a very dangerous situation. Our economy and the world economy are in a very dangerous place. Obama is putting together a very powerful team to address the situation and I think without a strong left or right ideology but more with” what will work best to solve the problem approach”. Hopefully he will be successful. In foreign policy this administration will not have a “you’re with me or against me” approach. We will speak with our enemies and competitors. We will aggressively pursue a road to energy independence. All good changes versus the way we have been doing things. Don’t forget he must not make a lot of political mistakes with congress or his economic reforms will get slowed down or stopped. I have high hopes but we must wait and see how effective he is in the real world.

  9. Antonio Romano Says:

    Dear Lou,
    the strange thing about Obama according to an european point view is this mix of a protectionist vision in economy ( the american car industry) and the need for a global governance in economy. This global world needs a powerful global government based on different needs to be satisfied.

    Peace
    Fight to poverty
    global economic growth

    are the goals all the world together has to reach is we want to live in a better world.

    Is Obama the global leader able to ensure this scenario? Or He is “only” the 44th US president able to tune a foreign policy according only to the american needs?
    I do not like this ” Detroit approach”: i create millions of jobs in an industry creating a problem in the global sector.
    it’s been the same think for the different national european car industries: lot of them do not exist anymore, but Europe is hardly trying to define approach to economic issues using cooperation. It’s our history of the last fifty years.
    We want a global leader not only an American president.

  10. Antonio Romano Says:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/01/obama-insediamento-polemiche-costi.shtml?uuid=bfb26fb8-e63b-11dd-bec1-1d41eeb4e23e&DocRulesView=Libero

    Saranno soldi spesi bene?
    si spera…

  11. Anonymous Says:

    Caro Antonio,non aspettiamoci miracoli da Obama anche perche’ la congiuntura economica mondiale e’ peggiorata di molto rispetto alla campagna elettorale, per cui trovo molto corretto il suo ripiegamento su stime piu’ consone ai tempi attuali.Da noi nell nostra povera Italia nessuno dei politici di qualsiasi schieramento avrebbe osato fare un discorso schietto ed onesto come ha fatto invece Obama. Per loro sarebbe stato naturale aver sparato balle in campagna elettorale e quasi nessuno se ne sarebbe scandalizzato impegnati come siamo a portare avanti faticosamente le nostre cose. Per cui ben vengano persone come Obama che correggono il tiro, credo anche dietro suggerimento del suo staff economico peraltro molto valido. Certo il mondo si aspetta dei miracoli, ma Obama e’ solo un presidente di una nazione decadente non certo il messia.Per cui occorrera’ valutare il suo operato tenendo ben presente le varie fasi che ci riservera’ l’economia globale.
    Un abbraccio

  12. giorx Says:

    Ho l’impressione che sia più il fascino della sedia piuttosto che il potere che acquisisci quando ti ci siedi che fa tanta gola. Ormai è ampiamente dimostrato che il Presidente è uno specchietto per le allodole. Chi decide sono altri e sicuramente non godono,volontariamente, di tutta questa attenzione mediatica. Direi che fanno di tutto per non andarci sui media. Comunque sul mio blog ho scritto un articolo che spiega bene quello che penso sull’elezione di Obama e alla fine mi trovo d’accordo con te: l’America è abbondantemente finita.
    http://www.vapensiero.net/2009/01/obama-e-le-similitudini-con-mandela/

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: