Nord- Dal Triangolo Industriale alla Megalopoli Padana. 1950-2000

 

Ho appena finito di leggere “NORD- DAL TRIANGOLO INDUSTRIALE ALLA MEGALOPOLI PADANA” di Giuseppe Berta. Un bel libro scritto bene da questo uomo di lettere prestato alla storia economica. Molto convincente la ricostruzione storica della vicenda delle imprese che hanno fatto il Nord negli ultimi 50 anni, l’analisi della vicenda del mondo del lavoro nelle sue variegate espressioni all’interno delle fabbriche e nei campi. Molto bella anche l’analisi della vicenda politica legata al problema della rappresentanza politica del Nord e la cosiddetta “ Questione Settentrionale”

Da meridionale vissuto a Milano per tanti anni, ho avuto l’impressione che questa storia della società settentrionale negli ultimi 50 anni sia costruita da un punto di vista un po’ provinciale, come se il Nord fosse solo della gente del Nord e non appartenesse alla storia personale e familiare di tanti italiani del Sud che con il lavoro e l’intelligenza hanno contribuito alla sua fortuna.

Il Nord è un fenomeno italiano costruito con il lavoro di tutti gli italiani: l’accento del vicesindaco di Milano dovrebbe essere il simbolo di quello che voglio dire. Il nord-centrismo nell’analisi delle vicende del Nord è un rischio intellettuale troppo grosso.

La reciproca diffidenza fra gli intellettuali del Nord e Sud nelle rispettive energie migliori hanno certo ritardato ed ancora ritardano la perfetta integrazione fra mondi con pari dignità.

Contesto all’autore l’idea che: “Per continuare a essere cruciale nell’evoluzione del paese, il Nord deve saperne mettere a fuoco le contraddizioni da risolvere e, nel medesimo tempo, porsi come l’indice di un progresso alla portata della maggioranza degli italiani”. Quel che Berta ignora è che l’Italia è stata costruita soffocando la vocazione mediterranea del Sud a favore della vocazione mitteleuropea del Nord.

Nord e Sud sono troppo diversi per storie e vocazioni per pensare oggi che il Nord possa essere il traino dell’intera nazione. Il Nord ha nella storia trainato al massimo se stesso e la possibilità di poter condurre per mano l’intera nazione è remota anche alla vicenda politica di Silvio Berlusconi.

Da Sud, sia come mercati di approvvigionamento che di sbocco oggi non guardiamo solo al  Norditalia, ma semmai ad Oriente oppure al Nord Africa oppure all’Europa, ormai facilmente raggiungibile da qualsiasi aeroporto del Sud cosi come del Nord. Per cui questa idea del primato forse può valere all’interno dei corridoi dei dipartimenti della Bocconi o della Cattolica dove ho avuto il piacere di laurearmi.

Mi piacerebbe che lo studioso della Bocconi voglia scrivere un secondo libro ed un terzo libro: Centro e Sud. Con l’attenzione di andare al di là dei pluridecennali luoghi comuni e scoprendo come la vitalità economica riguardi molte aree del resto d’Italia.

Sarebbe un libro onesto, senza la retorica piagnona e meridionalista che da sempre pongono il bavaglio ad una seria analisi della società italiana nel suo complesso. Altrimenti saremo tutti condannati a pensare che SUD l’abbia già scritto Roberto Saviano. E questo, nonostante premi internazionali e richiami alla stagione aurea del Neorealismo Italiano e a quella di Francesco Rosi, non è assolutamente vero.

 

 

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One Response to “Nord- Dal Triangolo Industriale alla Megalopoli Padana. 1950-2000”

  1. sca.... Says:

    ..ovviamente dalla “storia personale e familiare di tanti italiani del Sud che hanno dato una “mano” al nord , così come dalla ” vitalità economica”, devono essere esclusi quelli che venivano e che oggi operano in alcune provincie…… del sud… ovviamente!!!

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