la risposta di Massimo Donadi, capogruppo alla Camera per l’IDV

Tempo fa scrissi una delle mie solite mail deliranti indirizzata alla dirigenza dell’Italia dei Valori. Provoco tutti, non solo il sindaco di Ariano. Qualche volta qualcuno pure deve venire a spararmi alle gambe! Voglio vedere se la polizia mi difende! Scherzo ragazzi! vi metto la lettera e nei commenti la risposta di Massimo Donadi. Non condivido quel che dice, ma devo ammettere che è una persona perbene e molto intelligente. A lui vanno i miei personali complimenti da avversario politico e l’augurio di un serio lavoro di opposizione. Ne ha bisogno il paese. Mi piace Donadi anche perchè ha un blog molto interessante. Non come quello di Mastella sul quale non potevi rispondere! Epoi è veneto e a me piacciono i veneti, i terroni del Nord, una regione che dovremmo imitare per dinamismo economico.

ecco il blog http://www.blog.massimodonadi.it/

Antonio Romano

Il nostro caro Gianfranco Borghesi del coordinamento dell’IDV delle Marche ha gentilmente risposto alla mail che avevo mandato in giro a proposito delle dichiarazioni di Cicchitto sul fatto che Di Pietro appartenga all’eversione della politica italiana.

a parte il fatto che la Destra Moderata ( o Partito Conservatore che dir si voglia) è un fenomeno complesso radicato da sempre nella società italiana e non certo limitabile entro la vicenda politica di Berlusconi, a parte il fatto che ieri l‘ottimo Nicola Latorre del PD ha ammesso che l‘argomento delle televisioni fa collante a sinistra ma non rende questa in automatico forza di governo, il nostro Borghesi in fondo non capisce perchè nonostante tutto in Italia non solo la destra governi finalmente con stabilità, ma non capisce neanche perchè gli italiani votino destra.
Il povero Borghesi purtroppo vive in un paese di cattivi e creduloni fessi imboniti dalla televisione che votano Berlusconi come rapiti in estasi da un mostro a 7 teste a metà fra Papi, De Filippi, Amadeus, le Iene, Bisio e Iacchetti!!
Fra gli elettori cosi rincitrulliti ci sono anche quelli come me che non hanno un televisore ( toh…. non si direbbe), quel che resta dell’alta borghesia illuminata italiana, il ceto medio produttivo, gli operai del nord, il dottor Ico Mazza, e fiori di professionisti su e giù per l‘Italia!
Tutti patacca ed ingenui creduloni!!!
Quel che mi preoccupa non è una destra che vince ma una sinistra che non è in grado di avere una proposta politica.
Certo è che se l‘IDV ha nel suo corpo dirigente menti illuminate e capaci di analisi politiche profonde come il nostro Borghesi, si capisce perchè non solo l‘IDV perda le elezioni ma perchè non possa aspirare a rappresentare nulla all’interno della società italiana se non una modestissima capacità di rappresentanza di una amorfa, acritica e poco efficace opposizione ad un governo legittimo capace nel bene e nel male di governare per cinque anni. Come il governo Prodi, vero Borghesi???
Quello delle televisioni e degli elettori di destra che sono dei fessi è un vecchio argomento dei DS a metà anni novanta che certo non ha impedito a Berlusconi di governare e alla sinistra italiana di perdere l‘occasione unica di divenire forza politica europea.
Quando associo Di Pietro all’uomo qualunque, ( movimento politico degli anni cinquanta)  mi viene sempre in mente una scritta su un muro vicino a San Siro a Milano agli inizi degli anni 90 quando ero studente all’Università Cattolica. ” Vai Di Pietro sei tutti noi!” La frase semplice e poveramente retorica di chi vede nella politica una cosa sporca, giusto per rimanere nell’ambito dei luoghi comuni.
Ma anche se Di Pietro avesse cancellato tutti i politici del mondo e fosse rimasto solo lui a gestire l‘intero globo terrestre come un illuminato dittatore venuto direttamente dal Paradiso, questo non avrebbe evitato al nostro ex pm ex ministro ex poliziotto un onere fondamentale: quello di fare politica! Cosa che ahimè per  aspirazioni personali e contenuti della proposta gli è stata da Mamma Natura da sempre preclusa, nonostante gli italiani ( non rincitrulliti ma che desiderano legittimamente opporsi ad un governo nel quale non si riconoscono) sperano che l‘IDV sia in grado di fare. ( e che vorrei anche io potesse fare)
In politica i politici non si distinguono fra ladri e onesti ma fra quelli che sanno fare la politica e quelli che non la sanno fare.
Per questo fra Di Pietro e Craxi preferirò sempre l‘esule di Hammamet. Almeno in viaggio di stato in America fu in grado di lasciare estasiato Ronald Reagan, mentre il Gino Cusano di Montenero di Bisaccia massimo lascerebbe di stucco anche un tassista venezuelano di Brooklin per la fluidità dell’eloquio ed il contenuto sublime di pensieri e parole. Come disse Vittorio Sgarbi anni fa: ” per fermare Di Pietro basta una preposizione articolata!”
al di là di sarcasmi e polemiche da non elettore dell’IDV mi piacerebbe vedere l‘IDV in grado di dire qualcosa in ogni ambito della politica.
Fin quando questo non sarà possibile penserò che l‘IDV non sia un partito politico nel senso ampio del termine, ma un partito centrato sulla figura del suo leader padrone, sul modello di FI , del PD, del defunto Udeur dai quali tanto vuole distinguersi.
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6 Responses to “la risposta di Massimo Donadi, capogruppo alla Camera per l’IDV”

  1. Massimo Donadi Says:

    Gentile Antonio,
    sicuramente l’Italia dei Valori è nata e cresciuta attorno alla figura e all’esperienza di Antonio Di Pietro. Del magistrato Antonio Di Pietro, dato che noi, a differenza dei politici del centrodestra, consideriamo ancora Manipulite un esempio di come anche in Italia la giustizia sia uguale per tutti.
    L’Italia dei Valori è un partito che si è guadagnato la possibilità di sedere in Parlamento grazie al voto dei suoi elettori, mentre l’UDEUR di Mastella è nato internamente al Parlamento attraverso il trasformismo del suo leader e di quei deputati che puntarono alla poltrona stralciando il voto dell’elettorato d’origine.
    Il nostro programma non si limita al ripristino della legalità nel Paese e al proponimento della questione morale, ma se anche fosse, lei non crede che solamente la tutela di questi due aspetti sarebbe sufficiente per rivoluzionare la cultura della nostra nazione? Il nostro programma, qualora volesse criticare costruttivamente la nostra impostazione, lo troverà su internet: http://www.italiadeivalori.it .
    Dall’esperienza che ho maturato in questi anni posso testimoniarle che l’uomo qualunque, tanto screditato dall’On. Cicchitto, è il primo da rispettare, perché è colui che rispetta la legge e si guadagna con merito il proprio stipendio, mentre chi dovrebbe tutelarne i diritti spesso non segue lo stesso esempio.
    Cordiali saluti, Massimo Donadi.

  2. floriano Says:

    Caro Antonio esco un attimo dalla polemica del Di Pietro “politico dell’uomo qualunque” o del Di Pietro “eversivo”, le proposte e le battaglie di Di Pietro sono chiare, radicali e spesso volte a smontare proposte e iniziative del duopolio politico italiano, fatte il più delle volte per aiutare gli amici degli amici più che a migliorare le condizioni della maggioranza dei cittadini. Detto questo, non tutti i politici sono corrotti ed opportunisti, fatto sta che l’elettorato di Di Pietro è un elettoratto che non è ideologizzato, che non si riconosce nè nel Pd nè nel PdL, e che soprattutto sente un senso di malessere dovuto ad una dilagante corruzione e malcostume che attraversa sia gli uomini del Pd che del PdL (vedi la questione morale).
    Ora il fatto che in Italia ci sia un partito (IDV) che elezione dopo elezione cresce e che si ispira ai pricipi del movimento legalista, è il segno che nella società italiana è in aumento il numero di cittadini che è stanca delle continue e quasi quotidiane questioni morali, credo che sia il Pd che il PdL hanno molto da imparare da IdV. Credo inoltre che in Italia ci sia voglia di epurazioni e penso che si sia già iniziato con i partiti ideologizzati ormai scomparsi dalla società italiana (dove sono i comunisti????), forse alle prossime elezioni si verificherà una crescita di IdV e sicuramante delle forti pardite in quei partiti che oggi si interrogano sull’etica e sulla moralità nella politica. Tutto ciò mi fa paura, il popolo di piazza Navona c’è ed è in continua crescita, ciò a dimostrazione che viviamo in un paese i cui cittadini sono sempre più scontenti del modo come a volte, in maniera sconsiderata ed indecente viene gestita la cosa pubblica .

  3. Giuseppe Says:

    Concordo pienamente con Floriano!
    L’IDV non è un partito di tradizione politica italiana, ma tanti delusi soprattutto di sinistra si rifugiano in quello che sembra l’unico partito capace di fare una opposizione vera e dire le cose come stanno senza peli sulla lingua.
    Oggi va di moda attaccare Di Pietro da destra e da sinistra. Ma su cosa lo si attacca ancora è da capire. Di essere giustizialista? In realtà si tratta di mettere la legalità al primo posto, cosa di cui abbiamo molto bisogno. Il problema in Italia è che non abbiamo mai raggiunto, dopo il 48, un livello di democrazia così basso e sembra che solo Di Pietro se ne sia accorto.
    Mi piace la linea politica di Di Pietro onesta, lineare e coerente al contrario di quella morbida e ipocrita del PD. Chi ha votato Di Pietro come me non vuole nessuna collaborazione con quell’accozzaglia affarista – xenofoba – anti-italiana che è al governo! Solo opposizione dura!

  4. Antonio Romano Says:

    Cari Floriano e PDP,
    la questione morale è vicenda antica che attanaglia la società italiana da tempo immemore. Enrico Berlinguer che negli anni 70 sollevò la vicenda pose un problema politico che si ritorse contro la sua stessa parte politica. Il PCI che pensava di essere superiore pose veti a parecchie alleanze ( fra cui quella con il PSI) privilengiandone altre innaturali ( quella con la DC di Moro) rallentando il processo di unificazione della Sinistra Italiana e rallentando il processo di costruzione di una democrazia dell’alternanza che vedesse da un lato il blocco cattolico e dell’altro quello laico. Solo con Mani Pulite si è cercati di costruire nonostante tutto una democrazia bipolare che nasce male per una serie di motivi, non ultimo una poco chiara definizione di cosa sia sinistra e di quali debbano essere le collocazioni politiche delle diverse tradizioni culturali dei diversi partiti politici. La stessa vicenda della collocazione europea del PD è il corollario di una storia che viene da lontanissimo.
    Come diceva Claudio Fava della Rete agli inizi degli anni 90 (il bel movimento politico fondato dall’attuale IDV Leoluca Orlando) l’onestà è un valore prepolitico. Allora mi piace l’idea che gli inquisiti o quelli in attesa di giudizio non si possano candidare, ma non che faccio il partito degli onesti: spero sia chiara la differenza che ad un occhio superficiale può apparire questione di lana caprina ma che invece non è, essendo la questione oltremodo sostanziale. A me piacerebbe votare IDV se questo partito mi dicesse cosa ne pensa:

    sulla politica estera
    sulla politica fiscale
    sulla politica economica
    sulla politica monetaria
    sulla crisi internazionale

    Sulle vicende da me elencate sa solo proporre delle soluzioni per aiutare chi viene ad essere penalizzato dalle vicende stesse, ma non proporre una soluzione che risolva la vicenda stessa.
    Risponde alle domande dell’uomo della strada e della casalinga di Voghera, non alle questioni del grande imprenditore che esporta in Cina o di quello che vende negli Stati Uniti. L’Idv non rappresenta i ceti dinamici della società italiana, ecco dimostrata la mia affermazione del fatto che l’Italia dei Valori sia la versione moderna del Partito dell’Uomo Qualunque che tanto in voga andava negli anni Cinquanta. Se poi lo stesso Massimo Donadi mi scrive dicendo: ” Gentile Antonio,
    sicuramente l’Italia dei Valori è nata e cresciuta attorno alla figura e all’esperienza di Antonio Di Pietro. Del magistrato Antonio Di Pietro, dato che noi, a differenza dei politici del centrodestra, consideriamo ancora Manipulite un esempio di come anche in Italia la giustizia sia uguale per tutti.” a maggior ragione penso che l’IDV abbia idee chiare su un numero minimo di aspetti ma non sulla generalità delle questioni politiche.
    Ecco quindi che da elettore responsabile devo scegliere o PD o PDL che quanto meno hanno un’offerta politica completa. E poi, caro Floriano, perchè definirlo duopolio, con un tono quasi dispregiativo? Non dovresti essere pure tu in quanto IDV assertore della semplificazione del quadro politico e della realizzazione del bipolarismo? Come in Inghilterra, come in Francia, come in Germania, come negli Usa, come in Canada?
    Un partito conservatore contro un partito progressista?
    o abbiamo sempre questa mania italiana del terzo polo comunque? dai amici non scherziamo!

  5. scasss Says:

    ……non credo che su temi come

    politica estera
    politica fiscale
    politica economica
    politica monetaria
    crisi internazionale

    l’IDV non abbia idee….non ci credo!

    Una cosa è sicura: constato che in parlamento la maggior parte dei componenti hanno ..licenza media.. , molto sono ignoranti con la “I” …maggliuscola…e votano in base a quello che gli chiedono di votare…. “i capi” ….e i propri interessi…..

    …e poi non mi sembra che l’IDV possa ricevere lezioni da chi , in economia, crisi internazionale….. il giorno prima esprime un parere rimangiandosi tutto il giorno dopo e che ha fatto in questi anni del proprio programma politico , del fulcro dell’ azione politica, uno spot pubblicitario……

    Troppo semplice e del tutto “campato in aria ” credere che la “colpa dell’ IDV ” sia quella di non avere idee diverse dal “giustizialismo”….e che la questione morale (che definirei “la madre dei nostri mali…, che riguarda tutti !!!) possa passare in secondo piano.

    e poi , scusatemi tanto, ma basta guardare un pò su internet …magari all’indirizzo
    “http://www.italiadeivalori.it/elezioni/index.php” per vedere che in fondo ” oltre alla “semplice” questione morale ..l’ IDV pensa anche ad altro…..

    …a proposito(per evitare fraintesi…..) : non sono un elettore IDV..

  6. scasss Says:

    ..con tutto il rispetto per tanti con la …” licenza media”…….

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