Avellino, capoluogo degno di questo nome?

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=39625


Sempre più scellerata la scellta del capoluogo irpino di legarsi  a doppio filo a Napoli, volendo diventare un suo quartiere, piuttosto che rappresentare una provincia sobria, laboriosa e dignitosa. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. tanto noi amiamo Benevento e Roma piuttosto che la coppia scellerata della Campania.

Advertisements

Tags: , , , , , ,

5 Responses to “Avellino, capoluogo degno di questo nome?”

  1. Associazione Irpinia Nostra Says:

    Egregio Signor Antonio,
    riceviamo in continuazione le sue email e cerchiamo nei
    limiti del tempo disponibile di dare a tutte la dovuta
    attenzione, tanto che, come avrà sicuramente notato,
    abbiamo anche dedicato spazio ad un suo articolo nell’ambito
    della rivista che pubblichiamo.
    Fa piacere che vi siano Irpini come lei attaccati alla
    propria terra, come pure al proprio “Campanile”. Tuttavia,
    non dovrebbe incorrere nell’errore comune a molti Irpini (ed
    in generale a molti) di amare meno o peggio ancora
    bistrattare gli altri Comuni dell’Irpinia. La cronaca ci
    racconta di risse tra giovani di paesi vicini, il che è
    assurdo, in assenza di veri motivi, se non altro un
    malinteso senso campanilistico.
    Venendo al dunque, in riferimento al contenuto della sua
    email, Avellino non ha affatto scelto di divenire quartiere
    di Napoli, la stragrande maggioranza degli Avellinesi non ha
    affatto gradito l’involuzione del Capoluogo dovuto alla
    presenza crescente di Napoletani (hanno sempre più il
    controllo del commercio, il che è ovvio, vengono
    abbondantemente sussidiati, mentre i nostri negozianti ormai
    stanno chiudendo quasi tutti). Cosa vuole che facciano gli
    Avellinesi? Vuole che imbraccino i fucili? Non è
    possibile, la democrazia è democrazia, la nostra
    Costituzione e la normativa UE prevedono la libertà di
    stabilimento, ognuno fissa la residenza dove meglio crede.
    Come pure in democrazia, ognuno sceglie chi o che cosa
    amare, se preferisce Benevento, è scelta sua, ce ne
    dispiace. Purtroppo, ed avendo lavorato ad Ariano è una
    cosa che ho ripetutamente constatato di persona, molti
    Arianesi non riescono a mandare giù la “Capitalizzazione”
    di Avellino avvenuta nel 1806. A riguardo, le faccio notare
    che, da un lato, la questione è ormai divenuta oggi
    irrilevante, in un contesto di deprovincializzazione (non se
    ne creeranno più – il che è ovvio, esigenze logiche
    prima e di bilancio poi lo vietano), dall’altro, è logica,
    visto che a suo tempo Avellino fu preferito ad Ariano per
    ragioni logistiche: meglio collocato, più facilmente
    accessibile, con maggiori possibilità di espansione; ed
    infatti, a distanza di 2 secoli, Avellino, o meglio la
    conurbazione avellinese conta più di quattro volte la
    popolazione arianese (tenga conto che tantissimi Avellinesi
    si sono trasferiti a Mercogliano, Atripalda, Monteforte,
    Aiello, Cesinali, ed altri paesi limitrofi) e che Avellino,
    Mercogliano, Atripalda e Monteforte ormai formano un
    tutt’uno urbanistico.
    Continui la sua bella lotta per l’Irpina, per l’Irpinia
    tutta, senza equivocare la giusta e sana fede
    campanilistica.
    Distinti saluti
    Associazione Irpinia Nostra

  2. Antonio Romano Says:

    Gentile Donato,
    apprezzo molto la sua lettera e penso di pubblicarla. Mi riservo con calma di risponderle.
    Non amo i campanili e mi dispiace se traspare questo: penso quindi di dover correggere questo punto.
    Le lascio traccia di un articolo che scrissi sull’Irpinia ed il suo percorso di sviluppo.

    http://antonio.romano75.googlepages.com/politicaedeconomia

    Sono figlio poi di un grottese e di un arianese e da sempre vivo queste ironie.

    Alla fine io sono per la città dei paesi di Arminiana memoria.
    a presto
    AR

  3. emilio Says:

    non sono il destinatario della suddetta risposta, ma sono arianese e intendo ulteriormente fornire al caro amico avellinese Donato, che ancora ribadisce di essere stato nella giungla arianese di esserne uscito vivo, materiale di discussione. Speriamo che eliminino presto queste storture provinciali e quest provincia avellinese, regina delle storture e degli anacronismi. Lui stesso afferma che l scelta fu solo di comodità per dei regnanti imbelli e l’attuale numero è dovuto soltanto all’accentramento dei servizi ed allo svuotamento dei paesini limitrofi. La storia parla linguaggi diversi da quello avellinese. Con rinnovata disistima per i pidocchi caduti nella farina e divenuti molinari. . emilio chianca

  4. emilia Says:

    ….se gli arianesi motivano le proprie ragioni in questo modo e solo con questi argomenti…. mi sa che seriamente avranno presto anche la loro “provincia”…. ma quella dei “montanari irpini!”

  5. Antonio Romano Says:

    Cara Emilia, a noi piace essere montanari e ci piace la regione delle montagne che va dalla Maiella al Pollino. Sai ad Ariano siamo montanari ma abbiamo la capacità di gestire marchi globali ( Richmond ti dice niente?) e di avviare aziende di respiro internazionale. Forse non conosci bene il secondo comune della provincia, tu che mi pare di capire che sei di Avellino o dintorni, come del resto non conosceva Avellino neanche la presidentessa De Simone che mai è venuta a capire quali possano essere le esigenze del territorio. Sere fa ero nello splendido centro storico di Trani e un professionista della zona mi disse: ” In Campania frequento per lavoro tre posti: Napoli, Benevento, Ariano Irpino”. Chiesi: ” Ma scusa ad Avellino non vai?” Rispose: ” é una città anonima!”. Io non sono di quegli arianesi che dicono contro Avellino anche perchè mi è indifferente. Cerco di fare un discorso un pò più profondo domandandomi:” come mai esiste una frattura cosi grossa all’interno del territorio provinciale?” Come mai la politica e l’amministrazione ha favorito nei decenni questa separazione?” A queste domande vorrei una risposta. Mi rendo conto che ogni volta che dico che preferisco Benevento qualcuno si incazza, come del resto si arrabbiò l’ex assessore Tony Iermano: rimase di stucco, quasi sorpreso ed infastidito. Allora invece di fare i campanilismi, poniamoci queste questioni e cerchiamo di lavorare per il bene comune.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: