è da molto che non scrivo

Per definizione un blog è uno spazio che viene ad essere costantemente aggiornato.

Questo blog che tanto seguito ha presso i miei pochi lettori è da tanto che non viene ad essere aggiornato.

Un periodo di pausa, che coincide con la mia crisi personale che avviene ogni 4 anni.

Il 4 numero che mi caratterizza in tutto e per tutto.

Da quasi 4 anni sono tornato ad Ariano e quindi c’è qualcosa che freme in me: sono tentato a rimanere perchè amo il mio paese, ma tentato ad andare via perchè molte persone che mi hanno indotto a restare ( leggi Ico Mazza) hanno deciso per vari motivi di tornare alla professione.

Vorrei andare via perchè vedo troppo pessimismo in giro ed io, ariete ottimista o ottimista triste secondo una felice definizione dell’avvocato Bellucci di Firenze, non tollero i pessimismi che diventano poi sistema, che diventano analisi sociologiche, che diventano politiche sociali, che diventano protesta di piazza.

Amo l’impegno ed il lavoro, la dedizione e la provocazione che diventano proposta e poi soluzione.

Nulla di tutto questo nel mio sempre più tetro paese, ma oserei dire provincia, a metà fra la periferia sciocca di Napoli ed il regno dei campanilisti del XXI secolo.

E’ da un pò di tempo che prendo l’autostrada in direzione opposta a quella che porta a Napoli. Per rifiuto ed ideosincrasia. Certo mi perdo Benevento, ma mi salvo da Avellino e Napoli.

Lungo la strada incontro le terre deserte fra il Formicoso e la Valle dell’Ufita: so che sono invece piene di vita e di stimoli culturali e sociali, ma sono abitate da irpini bellicosi, furenti, contadini civilizzati che considerano le Audi A4 simbolo del consumismo per poi girare in superfocus….. Forse i brand americani sono più fighi di quelli europei….

Basta entrare in Puglia e ci si rende conto che il Sud non è tutto uguale, che esiste un Sud a metà strada fra la conservazione della tradizione e l’aspirazione alla modernità.

Un posto bello e soprattutto interessante da vivere, dove le persone sono aperte, gioiose, desiderose di vivere e di fare. Parlo con gli amici pugliesi e l’unica cosa che posso dire è che il mio paese fino al 1929 era un paese della Puglia. Forse stare in Campania ci ha consentito di vedere un conterraneo presidente del Consiglio ma ci ha privati della gioia di vivere.

Solo per questo motivo dovremmo pensare a fare un referendum per passare dall’altro lato e tradire per sempre la terra dei pessimisti, dei camorristi, dei saviani, degli oppositori alle proprie discariche ma favorevoli a quelle degli altri.

Questo può apparire provinciale, ristretto come mi disse una cara amica altolocata di Benevento.

Penso che tutto questo sia il frutto di una decadenza senza fine. Non penso che nelle nostre terre sia possibile una grande vita, fin quando lo spirito è sempre lo stesso.

Fin quando mi capita di girare per il mio paese e vedere persone che per rabbia o invidia non ti salutano, prese dal livore e dalla cattiveria. Ormai scrivo poco sul blog ed esco poco per il paese, se non all’una e un quarto per andare a correre, sapendo che posso incontrare l’aspirante avvocato amico di infanzia.

In tre anni è diventato campione regionale di mezzo fondo. Mi racconta della sua vita complicata e tosta, quasi tutta vissuta all’ombra del Tricolle. E vedo in lui la voglia di fare, la speranza di riuscire, il desiderio di vedere riconosciuta la propria capacità e personalità. Quando ci incontriamo ognuno è la memoria dell’altro, il luogo dove andare nel caso ci si dimentichi chi si è in fondo.

Memoria ed identità: bisogni più facilmente realizzabili in un paese, nonostante la storia passi altrove.

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3 Responses to “è da molto che non scrivo”

  1. giovanni Says:

    Una semplicissima domanda. Ma tu di concreto cosa fai per migliorare quello che ti circonda?

  2. mario mang Says:

    Caro Antonio torna a scrivere mi mancano le tue email giornaliere mi fanno sentire meglio e fanno riflettere chi le legge, anche se non sempre si condivide quello che scrivi, ma questo è un altro discorso, proviamo a sopravvivere in questo paese, chiedi a Giovanni cosa fa lui per migliorare quello che ci circonda e poi fammi sapere

  3. Antonio Romano Says:

    Quasi vuoi che ti dica caro Mario? al qualunquismo di Giovanni penso di non dover rispondere. Forse non mi conosce e quindi non sa chi sono, o forse mi conosce e pensa che io faccia poco. Boh, ognuno fa quello che può ed in fondo la realtà è il frutto delle nostre interrelazioni.
    Mi fa piacere sapere che leggi cose che non condividi: ci mancherebbe altro! Sai che palle ad avere tutti le stesse opinioni? Sono un pò amareggiato in questi giorni per una serie di non simpatiche vicende che ho dovuto vivere nel paese. Per questo mi sono un pò scoraggiato: in fondo ho un unico sogno. Sapere che la mia terra agisca come un unum piuttosto che scannarsi e divergere su tutto. Ma forse il mio è puro esercizio di utopia.
    Ci becchiamo in giro Mario.
    A presto
    AR

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