Lettera aperta ai trentenni ( o quasi)

In questi giorni di freddo irpino incipiente mi fa molto piacere girare per le strade del mio paese. Vedo un sacco di gente e sento dire tante belle cose. Che l’anno prossimo si vota per le amministrative, che il vuoto dei partiti regna sovrano, che ancora qualcuno pensa che il PD possa essere utilizzato come una sorta di ufficio di collocamento per giovani disperati manco fosse la succursale del Centro di Igiene Mentale, che il centro destra potrebbe vincere facile senza grossi slanci perpetrando una politica di paralisi e di predominio dei contradaioli manco fossimo a Siena, che molti trentenni tornano ad Ariano perché economicamente non ce la fanno a stare in città.

Lo scenario potrebbe apparire nero ma a me, da ariete impenitente, piace vedere il nero perché poi mi piace pulire e vedere bianco. La situazione politica e culturale del nostro paese fa si che ci possa essere una massa critica di persone fra i 25 ed i 40 anni che possono fare la differenza, come direbbe Francesco Fodarella dell’Ariano Folkfestival.

Una differenza culturale (siamo in media laureati, ci piace leggere, viaggiare, abbiamo un discreto senso critico, amiamo il buen vivre) ed una differenza politica (siamo realisti, non abbiamo mamma stato a procurarci posti e lavori, sappiamo cosa significhi combattere per poter pensare ad una sistemazione, invece di aspettare qualcuno che ce la offra).

Questo lascia spazio ad uno spirito di iniziativa che ha permesso ai nostri nonni di ricostruire l’Italia: l’assenza di quello stesso spirito ha consentito ai nostri genitori di distruggere la nazione.

Penso che tutto questo possa rappresentare il presupposto per un salto qualitativo e per una rottura definitiva con il passato in termini culturali e politici.

Viviamo l’epoca del pluralismo culturale e sta alla nostra generazione realizzare una vera cultura dell’alternanza politica, pensando finalmente di realizzare una vera democrazia sul modello inglese o scandinavo. E le vere democrazie nazionali passano necessariamente per le ottime pratiche amministrative locali.

Abbiamo le risorse, l’entusiasmo, la forza, la volontà per alimentare gli spiriti animali di keynesiana memoria per poter vivere quella rivoluzione nei costumi e nella mentalità necessaria a creare benessere per i prossimi cinquanta anni.

Abbiamo la capacità ed i titoli per criticare nel merito ipocondriaci e pessimisti di professione, persone che pensano di essere Napoleone Bonaparte o Federico II e che hanno bisogno di vivere in un castello per dar senso alla propria inutile vita, sappiamo in 10 minuti decidere di andare a Londra o Madrid o Atene per lavoro o per svago, sappiamo che la sopravvivenza della nostra terra dipende dal grado di connettività con altre terre.

Cosa propongo allora? Non so se qualcuno di noi si candiderà alle prossime elezioni amministrative, se sarà eletto, se diventerà assessore, se a qualcuno saranno promessi posti e salari.

So solo che, a prescindere da chi vincerà, tutti noi insieme dobbiamo continuare questo lavoro silenzioso e certosino di critica sociale, di critica di costume, di critica politica per far in modo che i cervelloni delle amministrazioni locali sappiamo che ci siamo e che ci hanno rotto le palle e che siamo disposti a far loro il culo a tarallo.

Non credete a chi vi dice che siamo una generazione di rammolliti, di incapaci, di bamboccioni. Siamo per motivi anagrafici i protagonisti del Ventunesimo secolo, mentre i sessantenni sono il simbolo decadente del passaggio al nuovo millennio. Ogni svolta politica necessita di un lungo lavoro preparatorio dal punto di vista culturale. Ed i processi culturali sono molto più lenti rispetto a quelli politici. Ma ormai non c’è neanche bisogno di pensare di avviarli perché, senza accorgercene, sono già avviati da tempo!!!

Non facciamoci fregare dai vecchi politicanti: abbiamo tutta la forza per affermare che questo è il nostro tempo, che il lavoro che faremo nei prossimi anni determinerà per sempre la natura secolo che stiamo già vivendo.

Antonio Romano

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25 Responses to “Lettera aperta ai trentenni ( o quasi)”

  1. Anonymous Says:

    Ciao, mi sento chiamato in causa da trentenne che comincia a vedere gli anta, e non nascondo che mi fanno paura. Comunque, mi sento chiamato in causa per altri motivi, tra gli argomenti segnalati da te, compare in prima lista quello delle prossime elezioni amministrative. Quasi cinque anni fa sono stato in prima linea, bella esperienza, straordinario risultato. Lasciamo stare poi che sono in Veneto. Ritornerei ad Ariano ad occhi chiusi per un semplice motivo: amo quella terra, non per le ristrettezze economiche di chi vive a nord. Chi si attrezza le supera. é una terra stupenda che vuole cambiare, ma noi giovani (voi forse) dobbiamo capire che si deve credere in un progetto. Mettiamoci al tavolino e costruiamo il nostro futuro senza pensare al posto di lavoro che non c’è, o al Mago di Oz che potrebbe continuare ad incantare la nosra terra. Unitevi e proponete qualche nuova leve, sfonderà. Ne sono sicuro. Ciao Ariano

  2. Giuseppe Says:

    Caro Antonio,

    mi piace il tuo ottimismo. Naturalmente come ben sai non condivido le tue idee politiche…e quel bianco che ti piace vedere…non è che sia un bianco democristiano? In quel caso meglio il rassicurante nero (del buio, nn politico naturalmente).
    E’ vero, la nostra generazione deve muoversi e i tuoi modi provocatori a volte possono essere non condivisibili, ma certamente spingono a pensare. Spero davvero che la nostra generazione possa prendere in mano le sorti di Ariano altrimenti continueremo a sopravvivere come abbiamo fatto in questi anni. l’importante è non cadere nelle logiche dei politicanti e della vecchia politica assistenzialista-nepotista-arruffista (mi permetterai di coniare un nuovo termine).
    Con questo ti saluto ch’aggia jì a fatià
    stammi bene

  3. Roberto Says:

    Caro Antonio come ben sai, sono appassionato di politica e mi piace lavorare per Ariano. Come faccio da tempo con varie cose come il portalearianese e il Forum della Gioventù. Sei ottimista Antonio e terribilmente irrealista i vecchi politicanti ci hanno in stallo e sinceramente da quello che ho vissuto e visto,noi abbiamo già perso. Vuoi sapere perchè ? perchè non abbiamo nessuna possibilità di scacciare la nostra ipocrisia. La conseguenza della nostra sconfitta sta nel fatto che, chi si è piegato oggi gode di una posizione ma nonostante l’età biologica è ormai un vecchio. Chi non vuole piegarsi è andato via o tenta la fortuna in un paese economicamente in regressione. Io a 25 anni sono sconfortato perché già so che abbiamo perso. E’ bello sentire parole come le tue Antonio ma sei solo un illuso ! Molti di quelli che ti direbbero “si hai ragione muoviamoci” sono in verità ipocriti invertebrati. Ariano è destinato a morire e sinceramente guardando gli arianesi penso che sia del tutto meritato.

  4. Roberta Says:

    Ciao Antonio,
    Io sono forse la più lontana (anagraficamente parlando) dai trentenni a cui ti rivolgi, ma mi seto chiamata in causa comunque in quanto giovane arianese.
    Come sai, ora mi trovo in Francia, e se a te va bene voglio raccontarti come vanno le cose qui: la vita è cara, molto cara, e anche se le questo Paese ti offre molte chances, non è facile sopravvivere (non so se rendo bene l’idea con questo termine, ma è questa l’impressione che ho avuto)
    Ma la Francia è dalla parte dei giovani: per chi ha meno di 26 anni ci sono innumerevoli agevolazioni, soprattutto dal punto di vista economico!
    E poi sai a quanto ammonta in media la tassa d’iscrizione all’università (quella pubblica, ovviamente)? 250/300 euro.
    Perché ti racconto tutto questo?
    Per farti capire che lo Stato francese è dalla parte dei giovani, che il Governo ha capito che i giovani sono il futuro – che è un concetto alquanto ovvio, ma in Italia ancora non è entrato nella testa della gente che ci governa…
    Ecco, è questo il punto: Ariano, come l’Italia, è – tanto per fare una citazione cinematografica – un paese per vecchi, gestito da vecchi e che presta attenzione solo alle esigenze dei vecchi.

  5. mauro Says:

    Ciao Antonio, la tua lettera mi è piaciuta molto. Io ho lottato, insieme ai miei amici, affinchè la realtà arianese migliorasse. Non so se ci siamo riusciti ma l’importante è provarci.sempre. Forse noi trentenni nonostante la situazione difficile qualcosa l’abbiamo fatta o provato a farla. Quello che mi preoccupa sono le nuove generazioni. Le vedo un pò troppo distratte e attaccate a valori ben lontani dai nostri. Comunque spero di sbagliarmi. Io sono sempre a tua disposizione per qualsiasi iniziativa prenderai in futuro per la nostra amata città. Purtroppo da poco tempo anch’io sono fuori Ariano per lavoro, pero’ sono fin troppo legato a questo meraviglioso paese. E come dice zio Carlo:”guagliu’ ea lu paese chiu’ bello di lu munno”…e io credo a questa filosofia.
    Un saluto.

  6. Linda Says:

    Quando ti porterai alle elezioni, avrai il mio voto, però secondo me se entri nell’ottica di essere un personaggio politico non è necessario usare la tecnica della provocazione per avere un elettorato nel tuo territorio, mi riferisco in particolare non a questa lettera ma ad alcuni tuoi scritti precedenti in cui ti definisci razzista contro i napoletani.
    A te piace la provocazione e l’irriverenza ed in questo non c’è niente di male, ma in politica la provocazione è uno strumento difficile da utilizzare!
    A presto

  7. Vito Says:

    “Abbiamo le risorse, l’entusiasmo, la forza, la volontà per alimentare gli spiriti animali di keynesiana memoria per poter vivere quella rivoluzione nei costumi e nella mentalità necessaria a creare benessere per i prossimi cinquanta anni”.

    Hai ragione, io sono ottimista sul futuro, credo nei giovani e credo nella nostra generazione, spesso sottovalutata, ma che darà buoni frutti. Come Keynes, in questi giorni rivalutato dopo lo scossone finanziario americano che ha portato ad una politica economica interventista dello stato, ci prenderemo la nostra rivincita. A me personalmente Ariano piace molto, e spero di viverci bene tutta la vita.
    Il futuro lo vedo roseo, non perchè sono un ottimista di natura, ma perchè credo nella forza della nostra gente. Finita l’era del posto pubblico e delle raccomandazioni ora c’è solo spazio all’ innovazione e alle idee.
    Io a quelle “idee” ci penso tutti i giorni, e prima o poi…..
    Ti auguro buona fortuna
    Con affetto.

  8. Stefano Says:

    Ciao Antonio,
    mi è piaciuto molto la tua lettera, ma ti dirò, se anche noi giovani ci rifugiamo dietro le ideologie di partito siamo fuori strada. Faccio parte del forum della gioventù e lì dentro invece di parlare di cose concrete ci “scanniamo” perchè di partiti diversi….
    Ma la speranza è l’ultima a morire….

  9. Maria Ianniciello Says:

    Ciao Antonio,
    mi è piaciuta molto la tua lettera ai giovani, anche perhé, come tu ben sai, credo molto nel dinamismo. Odio l’immobilismo psicologico che sfocia poi nell’ immobilismo socio-economico e culturale, il quale purtroppo condiziona le nostra terre e spinge i giovani a trasferirsi altrove. Per dinamismo non intendo la lotta sociale perché non mi appartiene, anzi credo possa peggiorare ulteriormente le cose. Con questo termine mi riferisco, invece, alla nascita di nuove aziende…nuove iniziative, che derivano dallo studio consapevole e dalla capacità di pensare con la propria testa. Dobbiamo emulare i Paesi del Nord Europa e fare meno chiacciare inutili. La speranza è un sentimento inutile; lo dice anche un antico e noto proverbio: «Chi di speranza vive disperato muore». Infatti, da anni, o meglio da secoli, i politici usano e hanno usato questa parola solo per tenere buone le masse. Ciao. Maria

  10. andrea Says:

    Caro Antonio, ti ringrazio innanzitutto per avermi inviato la mail, evidentemente mi porto bene gli anni e questo mi rincuora, non fosse altro perche’ mi piace legare con i piu’ giovani. Ti dico pero’,per esperienza, che confidare in giovani che si mettono in politica e’ sbagliato. quando ero un trentenne confidavo in alcuni amici che si affacciavano con entusiasmo alla politica,pensavo ad una svolta definitiva per la nostra comunita’.Niente di piu’ sbagliato, sono diventati in pochi mesi peggio dei sessantenni. Alcuni di loro sono stati assessori, siedono ancora oggi sugli scranni del consiglio occupandone cariche anche prestigiose, sicuramente non ne sono degni. Per cui, considerando la politica come una grande meretrice che riesce a soggiogare chiunque, il colto e l’inclita, preferisco altri metodi di lotta per far sentire la Vostra voce.L’esprienza del manifesto che affiggemmo ll’epoca mi e’ rimasta dentro e mi ha convinto della bonta’ dell’esperimento. Ancora oggi il nostro sindaco ha difficilta’ nel salurtarmi, quindi abbiamo colto nel segno. Si deve comunque continuare a far sentire la propria voce, magari con metodi meno dispendiosi, ma si deve continuare.A presto

  11. marcello Says:

    Sono pochi i giovani con una mentalità come voi.
    Ad Ariano si vive di monotonia mentale e di poco coraggio.
    E’ il coraggio che manca.
    Tante parole e nessuno si lancia.

  12. Antonio Romano Says:

    Ringrazio l’amico Andrea La Vita perchè come sempre ha capito il senso del mio scritto. Non ci credete? ADDUMMANNA A GIUANNE!!!!
    Io non credo nella politica che non sia supporto al mondo privato delle relazioni sociali ed economiche.
    L’anno prossimo può essere eletto pure Tony Blair Sindaco non cambierebbe niente se non cambiamo noi.
    Non condivido l’approccio di Roberto Pierro: è un amico, gli voglio bene ma ha i suoi tempi ed i suoi modi di vedere che non sempre condivido.
    Ma è sempre un abile provocatore e persona acuta e sensibile ed intelligente.
    Io credo nella superpotenza della società civile libera, ed Andrea ne è un esempio. Il manifesto indusse l’attuale sindaco a non salutare anche me per qualche mese ed una volta simpaticamente ( ma manco tanto…) disse che voleva picchiarmi….. le risate… avevo colto nel segno.
    ll mio invito quindi è quello ad impegnarci ognuno nel lavoro, nella professione per far si che la libertà sia nel lavoro e che la società possa cambiare dal basso. Con una società civile diversa anche la politica deve adeguarsi altrimenti la storia insegna che scoppiano le rivolte o le rivoluzioni. Sono d’accordo con Marcello in questo. Il primo motore immobile siamo noi e le parole dei blog non sono chiacchiere ma un modo per invitare a pensare, a riflettere, ad agire diversamente. Vi pare poco?
    grazie per gli interventi
    Antonio Romano
    PS: Andrea sei uno splendido trentenne nell’anima…. l’età non conta…. chiedi a socio PAL….

  13. Vittorio D'Antuono Says:

    Tutto questo non ha senso. Immagino che di sicuro ne abbia, almeno per chi scrive. Ma non per me.

    http://it.youtube.com/watch?v=dDMi7wuqQnU

  14. Vittorio D'Antuono Says:

    P.s. Se dovessi aver torto a breve saremo una società di giovani imprenditori decisi a cambiare il futuro e la vita con l’opera della mente e delle mani. Ci risentiremo tra qualche tempo credo. Questo video è il mio punto di vista. Grazie.

  15. Simoka Says:

    leggo sempre con piacere i tuoi articoli che offrono sempre importanti spunti di riflessione.
    la lettera rivolta ai trentenni è l’ultima conferma a ciò che ho appena asserito.
    è vero, c’è molta rabbia nell’aria che aleggia in tanti ambiti…
    voglio farmi portavoce di chi come me ha investito tempo, salute, pazienza e soldi in uno studio che oggi come oggi non vede alcun sbocco.
    ho avuto la sfortuna come altri 12.000 persone sparse per l’Italia di far parte di uno sfigato ciclo sicsi (scuola di specializzazione interuniversitaria per l’abilitazione nella scuola secondaria di primo e secondo grado) il IX a cui non è garantito lo stesso trattamento in termini di inserimento in graduatoria nonostante il numero di ore, i 2 anni di fraquenza obbligatoria, gli esami (ben 35), il costo (circa 5000 euro) risulti il medesimo degli 8 cicli precedenti.
    insomma una vera truffa!
    faremo sentire la nostra voce il 2 ottobre a Roma, ora non ci resta che manifestare, muoverci con ogni mezzo per far valere i nostri diritti!
    che ne sarà di noi?!

  16. Antonio Romano Says:

    una delle regole che lessi qualche mese prima di laurearmi su un vademecum fornitoci dall’università per la ricerca del lavoro era: mai accettare una proposta dove ti si chiede di pagare. Adesso invece sembra che bisogna pagare per entrare anche in un posto pubblico!!!
    Vergognoso….. Come avrebbe detto Craxi, va bene essere brillanti ma bisogna anche lavorare!!! Ed io penso che il lavoro sul campo sia la migliore palestra. Ma fin quando nel lavoro cerchiamo sicurezza ci sarà sempre qualche vecchio che cercherà di vendercela……
    La nostra generazione è una grande generazione, proprio perchè precaria….
    Spero che vengano fuori i grandi spiriti animali che possano fare comunque la differenza! Buona giornata a tutti
    AR

  17. ..maqualesperanza..... Says:

    ………….?X!?!??…..Craxiii !!!????……………………………..bravo!bravo!bravo!

  18. riccardo Says:

    caro antonio fa sempre piacere leggere la tue mail, io faccio parte di una generazione più giovane della tua che vede ancora più nera la vita.
    spero di far parte di un numero ristretto di persone pessimiste che sono rassegnate, ma che combattono sempre per giustizia ed uguaglianza.
    finito gli studi ho preferito il lavoro alle università, gli atenei sono pieni di CIUCCI figli di…, non faccio parte di quella schiera, che farà politica per avere un posto e preferisco essere rappresentato più da un “burino” e non da qualcuno che fa finta di capire i problemi ma non li conosce pero è laureato

  19. lory Says:

    Caro Antonio ti ringrazio innanzitutto di avermi inviato la mail,
    sono convinta che essere critici, informati, e propositivi possa fare bene alla politica però dall’esterno. mi spiego meglio.non so se è un male arianese o è un virus comune al genere umano: chi dice di entrare in politica per cambiare le cose viene risucchiato dal suo vortice e diventa più infimo, più inetto, più pericoloso di quelli che voleva combattere.
    penso invece che se si voglia fare bene alla comunità bisogna combattere la politica con l’informazione! l’ignoranza( nel senso che alcune situazioni vengono volutamente celate alla cittadinanza) facilita i lori loschi affari.

  20. Antonio Romano Says:

    Brava Lory! mi ha fatto molto piacere la tua risposta!
    Mi farebbe davvero piacere sapere che tu voglia e possa candidarti ed essere eletta al Consiglio Comunale. Uno perchè sei donna ed il nostro consiglio come la nostra comunità hanno bisogno di donne in politica, due perchè la tua intelligenza e la tua esperienza possono certo giovare ai giovani e non. Mi sento di darti solo un consiglio: di evitare le liste settarie dell’altra volta (leggi liste al femminile) e di scendere in campo alla pari con i maschi (leggi mezze pippe) della politica arianese. Non hai nulla da temere e lo dico pubblicamente. Anzi ti dico di più: per la stima e l’affetto dico che se ti candidi farò una campagna per te con i miei limitati mezzi.
    So che sei area PD e quindi non la mia area ma, da persona libera quale penso di essere, farò una campagna culturale per te affinchè tu possa sedere in consiglio. Una volta eletta però devi poi subire tutte le invettive via internet che potrò fare… aahahahahahahahaha
    Grazie di cuore ed in bocca al lupo per tutto

  21. Vittorio D'Antuono Says:

    Mi meraviglio che Antonio parli di queste faccende in questi termini. Non mi pare che l’essere dinamici, giovanilmente trentenni e imprenditorialmente costruttivi costituisca l’elisir da cui plasmare una rinascita paesanistica (perchè di cio’ si tratta). Qui si vive una fase di stallo collettiva di struttura piramidale. La tua intenzione, Antonio, pare giocosamente buonista e paradossalmente innocua. Sono convinto che la faccenda sia molto piu’ complessa. Si tratta di una morte psicologica, morale, mentale, culturale. Non di un disattivato meccanismo di riavvio “socio-aziendale” dovuto ad un disamore dinamico di giovanile volere. Appare, in queste righe che hai sottoposto a tutti noi giovani arianesi, una volontà apparentemente forte ma decisamente impregnata di luoghi comuni. I nonni che fanno l’Italia non sono mai esistiti, almeno qua, , cosi’ come il binomio, purtroppo contrapposto, dell’inesistente dualismo politico-culturale. Perdona le mie righe e considerale ponderate e affettuosamente ragionate. Vittorio.

  22. Antonio Romano Says:

    Caro Vittorio,
    ho apprezzato molto il tuo intervento proprio perchè fatto con affetto ma con forza di idee, con onestà e fuori dai denti.
    Mi piaci proprio per questo anche se questo non ti ha mai consentito di raccogliere molti applausi, ed io proprio per questo ti applaudo!
    Cosa risponderti nel merito? Che il mio entusiasmo buonista ed ingenuo, quasi come se la vita fosse la contrapposizione fra Don Camillo e Peppone, vuole essere proprio la spada con la quale trafiggere senza pietà chi, come te, pensa che il pessimismo sia una divinità da abbracciare e al cospetto della quale sacrificare la propria intelligenza e la propria volontà.
    Il mio vuole essere un richiamo alle Virtù della Forza e della Speranza, ma certo non penso di raccogliere molti consensi in un mondo debole e disperato. La lotta non è fra ingenui e realisti, ma fra speranzosi e disperati. Ed io gioco nella squadra degli speranzosi da sempre: faccio da sempre un campionato di mezza classifica, ma ogni tanto il Milan l’Inter e la Juve perdono sul mio campo di gioco.
    Vivo da sempre cosi e penso di essere riuscito a fare qualcosa di buono: non tanto ad essere sinceri, ma quel pò che mi fa dormire sereno la notte e che mi consente ancora di guardarmi con gioia allo specchio la mattina appena svegliato. Proprio perchè non credo nella distinzione fra il privato ed il pubblico di ognuno di noi, penso che il mio atteggiamento supponente ed un pò arrogante sia da traslare anche nella vita pubblica. Non faccio il politico ma mi piace la politica, non sono sociologo ma mi piace la società nella quale vivo. E nel silenzio e nel chiuso della mia stanza di Pascaliana memoria, mi viene sempre di interloquire con le persone che amo di più.
    Il mio invito all’azione vuole essere un invito all’unica cosa possibile.” fai il baro, ruba dei cavalli ma fai qualcosa” avrebbe detto Bambino a Trinità in ” Lo chiamavano Trinità”.
    ed io dico: fate qualcosa ma non avviluppiamoci nell’inazione. Sai ogni limite ha la sua pazienza e quando il buono si incazza, diventa peggio del peggior cattivo. E come potrei diventare molto cattivo? Conoscendomi, so che la cattiveria mia si esprime nella totale indifferenza e menefreghismo per le situazioni, i problemi, le persone. Ed io sono molto cattivo con le persone, le situazioni che ho amato alla follia.

  23. PANICOMIO Says:

    troppo forte anto si gruoss

  24. GIOVANE DELUSO Says:

    Ciao caro Antonio,sono un giovane arianese,anzi precisamente “martulese”;francamente non riesco a comprendere questo tuo spirito partigiano verso una situazione politico-sociale che ha soffocato la nostra cittadina.La parola d’ordine sarebbe resistere?Beh io non ci riesco,sarà perchè l’autunno e qualche lettura troppo impegnativa mi fanno cadere in una forma di nichilismo da cui è difficile uscire,ma non ci riesco…………..
    Il caro Guccini canta:”ho visto, la gente della mia età andare via,lungo le strade che non portano mai a niente,cercare il sogno che conduce alla pazzia”;beh non vale la pena ammazzarsi per cambiare qualcosa ad Ariano specialmente se poi ti ritrovi con persone che a 20 anni o poco più tentano di far politica e diventano peggio dei 60enni patetici dei quali parlavi prima.Questo mio attegiamento non significa “mollare”,ma prendere atto di una situazione;perdonami ma sono in vena di citazioni:”siamo realisti esigiamo l’impossibile”Ernesto Che Guevara.
    Comunque complimenti per gli sforzi che fai per risvegliare il caro Tricolle!

  25. Vittorio D'Antuono Says:

    http://it.youtube.com/watch?v=J2MzOygu4ao

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