Un’estate ad Ariano

C’è un posto nella villa Comunale di Ariano che amo particolarmente. Ci vengo durante le domeniche d’inverno alle tre del pomeriggio a suonare la chitarra ed il sabato pomeriggio d’estate come oggi a leggere e scrivere. Una piccola casetta di legno con il tavolo ed una sedia: dovrebbe essere per i bambini invece mi ci siedo io a scrivere e leggere. Ho la sensazione comunque di avere 7 anni. Ci sono le scritte vandaliche degli adolescenti che mi fanno ridere molto:” Combatterò per dirti che credo in noi. Per Generoso By Anto”.

“Prima di conoscere te non sapevo come erano gli angeli sulla terra. Ma ora che ti ho non ti perderò per nulla al mondo . Ti amo” In risposta:” Va bene ok” ( qui ho riso mezz’ora nell’immaginare questo dialogo fra un’appassionata adolescente ed un timido sbarbatello”

“No alla discriminazione dei gay”. Frasi da un mondo puro ed assoluto come quello degli adolescenti che viive di certezze nelle costruzioni e nelle distruzioni, nei pensieri come nella sessualità ed in generale nella corporeità.

Sono venuto zaino in spalla in autostop da casa, per seguire il consiglio di Claudio Magris di scrivere al bar per non essere distratti dal telefono, dai parenti, dal computer.

Penso agli ultimi tre anni vissuti in Irpinia, alle cose dette, scritte, agli incontri, alle polemiche, agli amori finiti. E chi ti ritrovo? Me stesso!

Basta vedere i libri che ho adesso nello zaino. L’atlante tascabile mondiale comprato da Stanford a Covent Garden nel 2005 ( ho pregato l’amico che mi ha dato il passaggio di riporlo nella mia bara il giorno che non sarò più di questo mondo), “Il Banchiere dei Poveri” di Muhammad Yunus, “ In Asia” di Tiziano Terzani. E’ chiaro il messaggio che il mio inconscio vuole comunicarmi. Parafrasando Bruce Chatwin, potrei dire:” Ma che ci faccio io qui?”

Ad Ariano ci sono i miei libri, le mie cose, i miei conoscenti ed ogni volta che sono partito il mio bagaglio è sempre stato molto piccolo. Ogni volta che sono andato ho sempre sentito l’esigenza di tornare, anche per periodi lunghi.

Stamane mi sono convinto definitivamente che ognuno deve fare quello che sa fare di più e meglio, senza paura e senza tentennamenti. Ho una grande nostalgia dell’Europa dell’Est, ho un grande desiderio di andare oltre gli Urali, di curare il mio blog professionale e di crearne uno nuovo che parli solo di viaggi. In fondo con le cose belle che ho realizzato, mi sono fatto un sacco di amici e delle cose brutte oltre ad avere un brutto ricordo ho desiderio di liberarmi per sempre.

Devo tornare in strada zaino e PC in spalla. Lavorare in modo itinerante continuando a fare il mio lavoro quotidiano. Ancora un paio di anni e poi si parte. In fondo ad Ariano ho tutto quello che potrei volere, ma nel profondo sono sempre stato un amante dell’Altro da Sé. Ripartire diviene vitale elemento di rinascita nella gioia, nell’entusiasmo, nella profonda confidenza nella Divina Provvidenza. Quotidianamente ho deciso di giocarmi la salvezza, nella ricerca di ciò che non muore e non muta, che continuamente fa si che il mio sorriso non si spenga mai più.

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6 Responses to “Un’estate ad Ariano”

  1. antonio de luca Says:

    Questo è davvero un post stupendo!
    Caro Antonio quando vuoi sai essere come un cantante o un pittore, che riesce a rendere concreto quello che uno ha dentro.
    Penso che il tuo stato è simile a coloro i quali amano il mondo nelle sue sfumature. Guardarsi dentro è stupendo ed angosciante al tempo stesso. Ma quale è il nostro posto nel mondo? Di sicuro questa terra affascina, seduce ma alla lunga logora. Amico mio quì sei un pò sprecato, spero che dovunque tu sia io possa avere il piacere di leggerti sempre così!

  2. Concetta Says:

    Finalmente e’ tornato l’Antonio poeta….dopo tanta rabbia su questo blog…complimenti post splendido!

  3. marco_ciano Says:

    Emotivamente elegante questo tuo post. Complimenti.

  4. emiliorex Says:

    Nessuno è mai sprecato da nessuna parte! Piuttosto tutti non fccimo altro che sprecre il meglio di noi stessi , pensando di poter dare di più altrove. per poi scoprire che casa, dove il destino ha scelto che tu nascessi o vivessi, lì è dove devi dare il meglio, per te e per il destino. Antonio ,riuscirai ad esserci di grande aiuto anche dalla Transilvania. Ma non porgere il collo agli sconosciuti!

  5. Antonio Romano Says:

    Ciao Amici, grazie per i commenti che ogni volta vi invito a lasciare.
    Il blog negli ultimi tempi era diventato il ricettacolo degli umori per le vicende note della questioni rifiuti. Più che rabbia era indignazione per non poter vivere la nostra terra come il luogo che amiamo di più.
    In fondo stiamo ad Ariano per cercare di tirarne fuori il meglio. La poesia penso possa essere l’elemento che con forza possa trarci fuori da questo stato di bruttezza e di abbandono.

  6. PANICOMIO Says:

    hey sei sempre potente che ne pensi di attivare una radio locale insieme

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