Fame di mondo e ricerca spirituale

Sono tempi strani, giorni indecifrabili, giorni dove la speranza diventa un impellente bisogno piuttosto che una pia illusione o un narcotico a buon mercato.

Non è bello vivere una vita circondati dal male, illudendoci che il male sia Bene e che il Bene sia male. Che sia male l’impegno per la famiglia, la fedeltà agli ideali di riscossa, rinascita, bellezza, che sia male l’amore incondizionato per la propria donna.

Che bene sia il disimpegno, la distrazione, l’indifferenza, l’alimentare rancori e divisioni. Non è vero che di Male si vive, non è vero che di Male non si muore, non è vero che la sensibilità sia un disvalore, che il cinismo debba trionfare. Il Bello della Morte è che certo pone fine ad un’esistenza ma lascia spazio all’immutabile trasfigurazione di chi è morto in quel che è e sarà per sempre nell’animo e nel cuore di chi ricorda. Di Gino ricorderò sempre l’abbraccio alle sette di mattino davanti casa nostra, io ventenne di ritorno da Milano e lui che usciva per andare a lavorare. Ricorderò Gino che insegna alla figlia “ E ti vengo a cercare” di Franco Battiato, mi ricorderò le bretelle che mi regalò dieci anni fa per la mia laurea, mi ricorderò dei concerti a Bonito e a Sturno di Angelo Branduardi. Mi ricorderò sempre della sua severità con i figli e poi che mi chiedeva: “ Antò fazzo bbuono?”

Per sempre sarà per me il simbolo della correttezza, dell’impegno, della serietà, del far vivere i propri cari come dei reali, del senso dell’attesa lunga per raccogliere quelle che lui chiamava LE MONETINE. Il rispetto l’educazione il volersi bene sempre e comunque il vedere nell’altro la memoria di se stessi. Un maestro della mia anima, un fratello maggiore, un raro esempio di maschio che ha ben chiaro il senso della direzione.

Un immenso grazie Gino, a presto rivederci dove il tempo non ha scampo e dove la Verità sempre trionfa.

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One Response to “Fame di mondo e ricerca spirituale”

  1. alfonso Says:

    noi siamo qui, affamati e inappetenti.
    noi siamo qui, con la voglia insopprimibile (fino a farla essere, in certi momenti, isopportabile) di questa vita, del suo godimento e del suo consumo. consumatori di questa vita e dei beni che ci propone. ma dei suoi beni ne abbiamo fatto vizi e perduto le virtù.
    noi siamo qui, con l’inappetenza delle cose più profonde, di cibi più sostanziosi, perciò più solidi, perciò più difficilmente masticabili.
    pigri della gioia e della vita vera e piena, fagogitatori di beni di consumo.
    fagogitatori cioè della nostra stessa vita, proprio di quella che vorremmo vivere in pienezza, finendo col bruciarla.
    noi siamo qui, forse resta dentro lsolo un’eco che siamo in questo mondo ma non di questo mondo

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