Mamma ho perso la Sinistra!

Ho sempre amato il Manifesto, da sempre! Ho ancora un sacco di numeri di 15 anni fa e passa quando ero un giovane sbarbato. Ho amato di loro sempre i favolosi titoli.

Quello di martedì 15 aprile mi sembra a dir poco geniale.

Sono circa 15 anni che vivo il disagio di essere culturalmente di sinistra e non vedere alcuna rappresentanza a sinistra. Mio padre che faceva l’operaio me lo diceva sempre che era una fregatura andare sulla falce e martello ma non ho mai capito perché dicesse questo, lui che ogni mattina si svegliava alle 4 e che la fabbrica ha inghiottito nel suo turbinio di distruzione e di morte. L’altro giorno suo fratello, mio zio e suo collega a Valle Ufita, in pensione ormai da 6 anni mi ha detto:” ci vole nu stommaco a fa l’operaio pi tutta na vita!”

Ed allora capisco che la cosa importante è pensare sempre di poter migliorare la propria condizione sociale, culturale, lavorativa, professionale, economica.

Storicamente è stato più facile che un operaio diventasse piccolo imprenditore che potesse pensare di vedere i suoi diritti di operaio garantiti a vita. È la fine di un modello che fa riferimento all’Ottocento economico e alla sua versione delirante del Novecento, secolo di guerre, ideologie, anumanità. Lo disse Paolo Virzì in Ovosodo: gli operai preferiscono leggere Finanza e Mercati piuttosto che la Gazzetta dello Sport. Ma in molti non hanno capito. E pensare che la Sinistra Estrema in Italia un’occasione storica per rinascere più forte e più bella l’ha avuta. Gli anni Novanta sono stati gli anni della concertazione salariale per la lotta all’inflazione e per l’ingresso nell’euro. Sono stati gli anni dei Fondi Pensione e gli anni della nuova gestione del TFR. Avrei pensato che una forza di sinistra moderna potesse dire: “ abbandoniamo la lotta di classe e ci trasformiamo in capitalisti facendo si che il TFR non sia una riserva di valore a favore dell’imprenditore che remunera quel prestito ad un tasso di interesse inferiore ad un tasso di mercato, ma trasformiamo quel nostro capitale in una quota di capitale di rischio. Inoltre invitiamo l’imprenditore a cedere progressivamente il suo capitale agli operai e a rimanere in azienda con il ruolo di gestore”

Mi rispose un cugino di sinistra radical chic lavoratore di banca:” gli operai devono rimanere operai, non possono diventare capitalisti” Da allora ho pensato che da figlio di operai forse avrei dovuto votare Destra per pensare a qualsiasi forma di emancipazione sociale ed economica.

Ma al di là delle mie vicende personali rimangono i fatti: Bertinotti, Diliberto, Giordano, Pecoraro tornano a lavorare. Spero almeno. La storia politica e parlamentare italiana li ha puniti. Vorrei sapere cosa ne pensano Berlinguer, Terracini, Amendola, Gramsci ( Togliatti no) di questa debacle.

I comunisti costituenti pensavano che la loro storia sarebbe finita con Veltroni D’Alema Franceschini Bindi? La fantastoria non esiste come scienza ma spesso crea scenari inquietanti.

Antonio Romano

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2 Responses to “Mamma ho perso la Sinistra!”

  1. massimo Says:

    tranquillo, la sinistra tornerà, non fosse altro che per nostalgia. E tornerà migliore 😉

  2. giammi Says:

    Il Manifesto forever, altri quotidiani gli fanno na sega.

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