Riflessioni sulle onde del tempo…

La fortuna di vivere in un paese di 20000 abitanti, dal quale difficilmente si riesce a fuggire come direbbe Ligabue, è quella di uscire per le strade del paese, di incontrare qualcuno che conosci da sempre, farti dare un passaggio a casa e spulciare fra i Cd sparsi.

 

“ Ngiulì, pristamillo ca ti lu porto dumane a lu Nomad!”

“Pijatello Pijatello!”

 

Il paese come corpo unico, come luogo di scambio privilegiato: in un luogo spesso visto come asfissiante è difficile per chi non ci vive, o non ci vive più, capire questo sentimento di appartenenza.

Fra i pezzi contenuti nel CD prestatomi, c’è una canzone troppo bella: “ Cinque giorni” del bravo Michele Zarrillo. Una di quelle canzoni che sai a memoria da sempre, cosi bene che manco ci rifletti più sulle parole.

Capita sempre poi che, in un momento di pausa o apparente distrazione, cogli quella frase che spiega il tempo vissuto l’ultimo anno. Un anno strano, un anno di assenza e separazione, di percezione dell’assurdo e di struggente malinconia. Effetti collaterali dell’esercizio incondizionato della propria libertà….

 

se un giorno tornerò nei tuoi pensieri
mi dici tu chi ti perdonerà
di esserti dimenticata ieri
quando bastava stringersi di più
parlare un po’

 

 

Un amore finisce quando non si vuole che continui, quando si vive l’illusione dell’altrove e dell’altro. Non c’è nulla di necessario nella fine cosi come nell’inizio. Non c’è rapporto rotto che non possa essere recuperato, attraverso l’esercizio paziente dell’ascolto e della comprensione. Ma capita troppe volte ahimè di porsi in una dimensione di rottura, di lotta, di distruzione. Assecondare in questi termini i desideri perversi di colui che separa, che gode nel vedere la lacerazione fra persone che si sono promessi di essere l’una per l’altro per sempre.

L’amore umano non può che soccombere alle leggi del tempo se non trova un vero fondamento, se la vocazione non è l’elemento che determini in fondo la scelta. Il rischio, o meglio la certezza, è che prima poi si insinui il dubbio, la noia e tutti quei sentimenti finalizzati a giustificare una separazione e a lacerare l’animo nel profondo.

Un amore che finisce è una ferita aperta per sempre: tocca di divenire distaccati e farsi distrarre da vari impegni per cercare di difendersi e non farsi male più.

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One Response to “Riflessioni sulle onde del tempo…”

  1. r.castagnozzi Says:

    Analisi perfetta sulle dinamiche di rottura dei sentimenti. ANCHE SE SEI LAUREATO IN ECONOMIA LEGGI BENE LE DINAMICHE. CON AFFETTO R.C

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