Non è l’uomo per la politica ma la politica per l’uomo

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Sono state molto sorprendenti, agli occhi dei meno attenti e di coloro che non vivono la Fede quotidianamente, le dichiarazioni di Sua Eccellenza Monsignor Giovanni D’Alise, riprese dalla stampa locale e non solo. Sono state sorprendenti agli occhi di chi ha una visione del Cattolicesimo vecchia di decenni, agli occhi di chi interpreta la Chiesa come un sistema di potere e non come il Corpo Mistico di Cristo, attraverso la quale realizzare nel cuore degli uomini il Regno di Dio.

Che nulla ha a che fare con alcun regno ed alcun sistema politico, Vaticano compreso, ma con la coscienza profonda di ciascuno di noi e con il legame che sussiste fra ogni creatura ed il Creatore.

Monsignore D’Alise ci ricorda l’arma invincibile del Vangelo nell’individuare la strada verso il Bene, lunga e stretta, e la fatica necessaria per percorrerla. Una strada non inquadrabile in nessun programma politico e quindi non strumentalizzabile in alcun modo.

Nella situazione di illegalità diffusa presente nelle nostre comunità dove tutti i cittadini, da destra a sinistra, hanno sostenuto con il voto questo sistema di potere e di clientele in ogni ambito del sistema pubblico e privato, nessuno è privo di responsabilità.

Non lo è la politica nazionale come l’assessore comunale, non lo è il consigliere di minoranza cosi come il cittadino che non esercita la funzione di controllo di merito sugli atti della politica cosi come sui comportamenti sociali che ne derivano.

La visione della politica come delega da esercitare attraverso il voto ha determinato un abuso di potere da parte della classe dei politici, esercitato con il consenso manifesto delle popolazioni.

La strada lunga e stretta per pensare di vivere sulla Terra in maniera sana e coerente con il progetto di Dio, consiste nell’assumere atteggiamenti di vita sobri e responsabili non solo dal punto di vista materiale ma anche da un punto di vista spirituale. Significa abbandonare gli idoli neopagani del consumismo, del cinismo, dalla cattiveria, del predominio sull’Uomo e della volontà di distruzione delle bellezze del Creato.

Se è vero che la salvezza di ognuno di noi passa attraverso la salvezza della propria comunità di appartenenza, la salvezza dell’Irpinia passa necessariamente attraverso una nuova definizione del senso della nostra convivenza civile e del ruolo che la politica deve avere nel facilitare forme di aggregazione sociali sempre più evolute e tese al raggiungimento della felicità sociale. Il Vescovo ci ricorda che invece la politica non è più attività al servizio della Comunità, ma uno strumento per l’esercizio di un potere cieco ed assoluto, che tende alla negazione del Bene e all’affermazione della prepotenza come unica forma di convivenza possibile. C’è da lavorare tanto ad un nuovo concetto di uomo che rimetta di nuovo l’uomo, con la sua dignità i suoi diritti inalienabili la sua sensibilità, al centro di ogni sua attività ed aspirazione. C’è bisogno dell’Uomo che intenda l’altro da sé come suo fratello e non come elettore o peggio suddito da punire o elogiare a seconda delle convenienze immediate. C’è bisogno di riconquistare l’unica Verità, che passa attraverso l’Amore di Cristo e che da sola può fornire la consapevolezza del rispetto per la Vita.

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4 Responses to “Non è l’uomo per la politica ma la politica per l’uomo”

  1. chi ti conosce Says:

    Dai tuoi ultimi interventi sul blog noto un tuo preoccupante avvicinamento alla religione cattoliche e alle strutture della chiesa e a tutti i suoi operatori. Premettendo che la religione è scelta, individuale e libera, non capisco come una persona come te, o meglio una persona che si presenta come te, non riesca a capire quanto possa essere pericoloso affidarsi alle idee degli altri. Come tu possa appoggiare chi ti chiede di credere in qualcosa che non vedi, che non sai, ma a cui devi credere solo attraverso le loro parole. Come appoggiare chi chiede di cambiare la legge sull’aborto. E soprattutto che ancora dopo anni e anni di lotte vuole mantenere e rafforzare quel potere temporale che ormai non è più solo sui libri di scuola.

  2. Antonio Romano Says:

    La scelta religiosa sarà anche libera ma la Verità è una e la libertà vera dell’uomo consiste in una scelta: se aderire o meno. Il tuo ragionamento è corretto perchè non hai la fede. E la Fede è come i soldi: o ce l’hai o non ce l’hai. Se apri il cuore a Cristo capisci che la Grazia può pervadere il tuo animo ed ogni cosa può apparire nella sua unica vera essenza.
    Concludo con dei versetti presi dal Vangelo secondo Giovanni (20, 26-29)

    Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c`era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.

  3. chi ti conosce Says:

    Nelson Mandela nella sua autobiografia scrive “Ero attratto dalle basi scientifiche del materialismo dialettico, perchè sempre sono stato incline a credere in ciò che posso sottoporre a verifica”.

  4. Antonio Romano Says:

    non conosco cosa che sia più verificabile del cuore umano. I suoi desideri le sue aspirazioni le sue perversioni sono tutte verificabili secondo il filtro giusto ed implacabile della propria coscienza. La visione dell’uomo che lo vede protagonista solo della Storia e del tempo cronologico è davvero misera ed orrenda. Certo verificabile e non controvertibile ma che si scontra non con l’illusione ma con la legittima aspirazione al Bene Supremo e ad una dimensione piena di Senso che certo nessun tempo storico può dare.
    Anche il cuore più impietrito sa che i pochi attimi per cui valga la pena vivere la vita, poche volte hanno a che fare con quel che quotidianamente uno fa.
    Ovvero lavorare mangiare cagare dormire: al massimo queste cose soddisfano ma mai danno un pieno Significato che rimane per fortuna non calpestato dal fango della presuzione umana di autocompletezza.
    Amico che dici di conoscerti rivelati nella tua piena identità.

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