Articolo di Davide Giacalone su “L’opinione”

Ringrazio l’amico Giulio Negri per avermi segnalato via mail l’articolo che riporto di seguito.

Davide Giacalone presentò un suo libro ad Ariano nel 2007, grazie all’iniziativa del Presidente del Circolo Giovani

Nel mentre Prodi secerne i suoi ultimi veleni, cerca disperatamente di durare qualche ora in più, minaccia la sua coalizione di trascinarla con sé nella tomba, in Campania va in scena il dramma della disfatta istituzionale, si scatta il dagherrotipo di un Paese che si divora. Il commissario De Gennaro è arrivato dopo una nomina che sembrava consegnargli poteri quasi dittatoriali. Dapprima le stesse forze politiche della maggioranza hanno chiarito che poteva scordarseli, ma quel che è avvenuto dopo deve essere compreso e inserito fra le cose da non dimenticare. C’e la spazzatura che avvelena i cittadini, le montagne che sovrastano le vie, i cumuli che crescono. E c’è la camorra, che nel caos rafforza la sua presa. De Gennaro sbarca per imporre il peso della legge? No, al contrario, cerca di farne passare la violazione. Porta la ferma parola dello Stato? No, conferma che alle parole istituzionali è meglio non credere. E non ha scelta, per la semplice ragione che De Gennaro non ha alcuna soluzione da offrire. Il suo piano è il contrario di legge ed ordine.

Difatti, per potere mettere da qualche parte la spazzatura, per poterla ficcare in qualche buco, egli è costretto a perseguire la riapertura di discariche che erano state chiuse perché non rispettavano criteri e modalità imposti dalla legge. Sono discariche effettivamente inquinanti, effettivamente pericolose, in qualche caso poste, per questo, sotto sequestro giudiziario. Per quella di Ariano Irpino, denominata Difesa Grande e che è divenuta una grande montagna, una modificazione geologica, un’escrescenza tumorale, non solo non era a norma, non solo era stata sequestrata, non solo era stata prima chiusa, dallo Stato, ma era poi stata riaperta per far fronte all’ennesima emergenza, già allora violando la legge, quindi il diritto di quei cittadini, e la si era riaperta con la solenne promessa che sarebbe stata l’ultima volta. Lo giuro, disse lo Stato. Ora si ripresenta, sempre lo stesso Stato, dopo pochi mesi, e dice: spiacente, devo ancora accumularci il pattume. Questo chiede De Gennaro: la violazione del diritto. E’ chiaro? Ed è chiaro a quale punto di degrado si è giunti?

Ora, quale mai può essere la reazione dei cittadini e delle autorità locali? Daremo loro degli incivili, degli egoisti, dei ciechi se faranno blocchi stradali? Quando manderemo l’esercito per forzare quei blocchi avremo utilizzato la forza per imporre la violazione della legge e delle promesse, già sbugiuardate in passato. Che tipo di “educazione civica” avremo trasmesso a questa gente?
Ma, insomma, da qualche parte la spazzatura va messa. E’ vero. Ma non può avvenire, non si può dirlo, né con le parole né con la forza, se prima non si ha la dignità di commissariale la regione, la provincia ed il comune di Napoli. Se la legge non vale per i privilegiati, se la legge non vale per Bassolino, come si può farla valere per quei cittadini che il problema se lo vedono recapitare a domicilio? In questo modo la legge diventa lettera morta e la forza pubblica diventa prepotenza, arroganza autodistruttiva. Guardatela, questa scena, e vi sarà più chiara l’irrilevanza, l’inutilità, la meschineria della guerra per la sopravvivenza che il governo sta conducendo

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