L’Irpinia e le donne

Sono stato con Franco Arminio a Savignano per un giro paesologico: abbiamo visto il sindaco, le donne anziane, il farmacista del paese ( mio zio) i ragazzi dei bar.

I tipici personaggi dei libri e degli articoli di Arminio

Nel congedarmi da Franco, anche alla luce della discussione avuta al telefono con Michele Fumagallo, ci siamo chiesti come mai all’interno della Comunità Provvisoria, tutto sommato, ci siano poche donne.

Penso che non sia un caso e che il tutto sia in linea con una caratteristica tipica delle donne irpine.

Infatti, le poche volte che vado al Consiglio Comunale ad Ariano vedo solo uomini, ai concerti e ai pochi eventi culturali quasi tutti uomini. Ricordo che nel maggio 1992 la professoressa De Vizia, mia docente di storia e filosofia al liceo Parzanese, organizzò a Mercogiano un convegno sulla condizione femminile della donna in Irpinia. Ero l’unico partecipante fra i suoi studenti: il lunedì dopo si incazzò con tutte le ragazze della mia classe accusandole di non avere consapevolezza di sé. Fu durissima ma le mie amiche di classe rimasero totalmente indifferenti alle questioni poste e al severo rimprovero subito.

Probabilmente nella nostra terra mancano le donne, tanto che sorge l’esigenza di compiere un nuovo ratto delle Sabine? Eppure vedo in giro tante belle ragazze e donne, sempre griffate e sempre perfette nel loro apparire. In un’epoca cosi complessa come la nostra, dove c’è un bisogno immenso dell’universo femminile, possiamo dire che le donne delle nostre terre sono assenti alla vita pubblica e che in generale si viva una socialità completamente distorta?

Forse tutte le giovani donne delle nostre terre sono madri per cui non hanno tempo da dedicare alla politica o alla vita associativa?

La verità secondo me è un’altra, purtroppo molto amara: le donne attorno ai 30 anni si appassionano solo a ciò che ha una immediata spendibilità materiale. Quale il contributo delle donne allo sviluppo della spiritualità e del senso di appartenenza alla nostra terra? Dobbiamo affermare che la civiltà dei consumi televisivi e della massificazione commerciale e produttiva ha avuto come principale referente e cliente l’universo femminile, certo più sensibile di quello maschile a tutto ciò che è scambio fra merce e denaro? Visti i modelli culturali dominanti, la vittoria della donna coincide con una progressiva non partecipazione delle donne.

Parliamoci chiaro: l’unica epoca del dopoguerra che ha visto una crescita morale e materiale dell’Italia ha visto una pesante presenza, silenziosa ma imprescindibile, dell’universo femminile.

Gli anni 50 e 60 italiani sono anni al femminile: la mia immagine di donna di quegli anni è quella della mamma di Rocco ed i suoi fratelli nel film di Luchino Visconti. Quale è l’eredità che le mie coetanee possono raccogliere dalle donne nate negli anni ‘20 del 900? Se penso ai miei nonni e che avevano la mia età negli anni 50, trovo nelle loro vicende esistenziali l’ispirazione per tutta la mia vita futura. La nostra epoca vive un grosso vuoto, non so quanto rimediabile…… Cosa c’è da auspicare? Un nuovo incontro fra due universi, quello maschile e quello femminile, che oggi più che mai hanno l’esigenza di armonizzarsi per poter definire insieme un sentiero comune di crescita umana, spirituale, civile.

 

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20 Responses to “L’Irpinia e le donne”

  1. HERA-Klescampania Says:

    Sì, è evidente da alcune settimane che la comunità provvisoria che si esprime sul blog della montagna è assolutamente rarefatta .

    è anche vero che alcuni degli interventi proposti non sono stati valorizzati …anche soprattutto nella loro differenza.

    Non tutte le giovani donne sono madri :eppure certamente , tra i venti e i trenta anni , le donne vivono in modo molto più “privatistico” il loro ingresso nel mondo degli adulti :formazione , lavoro, fidanzato, uomo, copiia fissa sono i punti chiave di un percorso che mette l’ accento sui bisogni primari:PANE, SESSO, RICONOSCIMENTO SOCIALE, AMORE.

    L’ apertura verso il mondo, verso una altra forma di amore , più spirituale , ma anche sociale e politico, sono un frutto della maturità e di un ciclo vitale :Rudolph Steiner, padre dell’ antroposofia, parla di unciclo di 7×6 ovvero 42 anni per le donne e di 77×7 ovvero di 49 anni per gli uomini.
    Questo , secondo Steiner, sarebbero gli anni dell’ apertura al mondo.

    Quanto alle donne irpine : il tempo e il progresso sembra abbiano portato solo griffes e gioielli ed automobili, son d’ accordo.

    La paura di esprimersi, la paura del giudizio e della critica è altissima.
    Ne ho avuto testimonianze interne e laceranti per la nostra associazione, che è prevalentemente femminile.
    Una paura che ha a che fare con l’ omologazione a un adattamento passivo e disfunzionale alla volontà dei Genitori, della Chiesa e del Costume sociale imperante.
    TUTTO e TUTTI concorrono a faren delle “Brave bambine adattate”, che restano tali per tutta la vita.

    Ne posso continuare a scrivere ad libitum.

    la C.p. è solo lo specchio, una forma possibile della realtà irpina
    Eppure, anche la c.p e il suo blog hanno una certa dose di responsabilità nell’ accorgersi della testimonianza delle donne :gli uomini della c.p. sono disposti a vederle ed ascoltarle nella loro complessità o vogliono solo ridurle a poetici fenomeni da baraccone ?????

    Semplicemente DONNA, in avanti negli anni e nell’ esperienza, irpina ma anche fiorentina e parigina per vita ed esperienza decennale.
    Teresa Cella
    personalmente e per HERA-klèS, che vuol dire Le Chiavi di HERA”

  2. HERA-Klescampania Says:

    Errata corrige : voglio dire
    la presenza delle donne nella c.P è assolutamente rarefatta..
    Teresa C

  3. franco arminio Says:

    caro antonio
    letto il pezzo.
    mi pare che sia assolutamente proponibile ai comunitari appena ci liberiamo della petizione. lo trovo veramente stimolante.
    credo di aver passato tutti questi anni a inseguire le donne ma puntualmente me le ritrovavo ferme alle mie spalle, come se volessero dirmi: guarda che stai girando a vuoto, non mi troverai mai.
    forse per trovare le donne bisogna farsi trovare.

  4. alfonso Says:

    caro antonio,
    circa le ragioni della mancata partecipazione delle donne alla vita sociale, pubblica e associativa, credo tu abbia ragione.
    credo pure che, oltre al fatto che le donne attorno ai 30 anni si appassionino solo a ciò che ha un immediato tornaconto ludico e una affermazione del loro veramente narcisistico io, ve ne siano altre che hanno altro da fare, altri valori. ve ne sono di sicuro altre che hanno progetti ampi e lunghi e non disperdono energie e tempo in altre direzioni.
    ci dobbiamo guardare da entrambe.
    ovviamente qui intendo far incazzare qualcuna
    🙂
    alf

  5. Anonymous Says:

    Uomini abbiate il coraggio della verità! Non è forse vero che, quando una donna comincia ad avere un ruolo di protagonista o quando è al potere, al primo sbaglio o nei casi di disaccordo voi dite: “torna a fare il sugo”?
    La colpa di tutto è solo vostra, solo della vostra mentalità che da sempre ha coniato le parole tutte al maschile e ha inteso certi luoghi solo per voi maschi. erchè noi dobbiamo sempre conquistarci degli spazi che a voi sembrano invece appartenere di diritto?E allora abbiamo paura dei vostri sguardi razzisti, dei vostri giudizi e finiamo per arricchire altre realtà dove ci sentiamo più accettate ed apprezzate!

  6. Antonio Romano Says:

    Anonima,
    abbi tu il coraggio di firmarti! Spari contro gli uomini e manco ti presenti!
    può essere mai che tutto quello che noi si fa è sbagliato e quello che fanno le donne è sempre giusto. l’autocritica e l’autovalutazione sono i presupposti per qualsiasi crescita. e poi il mio è un invito a esserci ognuno nella vita dell’altro.

  7. d.cambria Says:

    L’imagine che Teresa raccoglie intorno ad una donne risalente a “Rocco” è bellissima, ma è lontana, molto lontana dagli anni attuali, che osno quelli della globalizzazione e della ricerca di uno status che non si rifà più al dopoguerra ed al neorealismo, ma ad una donna proiettata verso un futuro europeo, anch se molto nebuloso, per non dire buio. Quella donna è uno stereotopito di “madre coraggio” che non esiste più, se non, proprio, come nelle donne come Teresa, che pur non conoscendola penso faccia parte di questa schiera, che sono maturate con quelle donne e portano dentro di se i segni di quegli anni. La donna di oggi deve essere alta, longilenea, un modello di femminilità che con le sue grazie e la sua femminilità deve raccogliere intorno a se il massimo ocnsenso, deve affascinare, poco importa come, per la ocnquista del domani. Poco importa alla donna di oggi sapere cosa era la donna di “Rocco”, di “Poveri ma belli” o quella ocn la “valigia”. Oggi la donna rincorre il suo successo in un mondo aperto solo a chi più può; il successo, poco importa come lo si ottiene. La donna di “Rocco” è un sogno che non esiste più. Il romanticismo non esiste più. Quello di oggi è un verismo di struttura decadente la cui parabola finale non può che arrivare alla fine di un ciclo, di un’era, per poi riprendere un nuovo periodo di rinascita. Come avverrà la fase calante dell’attuale periodo, e come sarà quella dell’nizio del nuovo, non mi è dato saperlo, altrimento sarei un indovino. Ma la vedo…molto…molto…nera MIMMO

  8. Daniela Says:

    Non faccio totalmente parte degli indifferenti, maschi e donne che siano, non sono neanche più quella che si mette a lottare per ogni ingiustizia. Da mamma oggi devo pure selezionarmi le cose a cui non intendo rinunciare. . Il bene comune non fa parte da tempo della maggioranza degli italiani, non esiste più una società. Individui separati che riescono ad unirsi solo in situazioni estreme per ognuno di essi nello stesso momento. Vedi “monnezza”. Essere donna oggi non è far parte di alcuna categoria, nulla può indignare il gruppo delle donne poichè non esiste un gruppo. Lo storico Palazzo o la Chiesa del 1600 abbattuti dagli ingegneri del cemento armato non hanno mica indignato uomini o donne. Il degrado della politica italiana dovuto principalmente dalla mancanza di cultura, all’assoluta assenza di senso dell’estetica… non indigna abbastanza poichè lo si accetta come fosse un temporale.
    Abbiamo perso e non c’è nulla da fare. La coscienza collettiva non dovevamo darla via.
    Sono catastrofica? E allora crediamo siano solo cambiamenti climatici.

  9. Luciana Says:

    Caro Antonio, Personalmente come donna irpina, mi sento offesa quando leggo che « le donne attorno ai 30 anni si appassionano solo a ciò che ha una immediata spendibilità materiale. Quale il contributo delle donne allo sviluppo della spiritualità e del senso di appartenenza alla nostra terra?» Fino a qualche anno fa me ne andavo tranquilla per l’Europa a fare i lavori che più mi divertivano e arrivata ai famosi trent’anni di cui tu parli ho deciso di ritornare in Irpinia perché volevo dare qualcosa alla mia terra. E lo faccio anche se tu o qualcun altro non lo sa. Non credo che in Irpinia siano tutte mamme o fidanzate o commercializzate! Nel paese in cui vivo la maggior parte delle donne sono impegnate nel social/politico/culturale, sono cioè assolutamente attente e presenti nella vita comunitaria, sono professioniste e sono mamme che nel tempo libero si tolgono il grembiule e vanno a leggere brani di Neruda o di chicchessia o discutono e propongono e soprattutto sono di generazioni diverse, diversissime. Sinceramente sono anche un po’ stanca di sentire di queste donne irpine che non ci sono che sono altrove fisicamente o semplicemente mentalmente. Non è così. Le donne irpine ci sono, pensano e agiscono. Forse è propensione di qualcuno lamentarsi delle donne di casa propria!

    P.S. per Franco …….lo dice anche Coelho che chi cerca difficilmente riesce a trovare!!!!!

  10. il tuo cugino Roberto Cuoco Says:

    Dear Cousin Antonio:

    I’m responding in English because I could not express my thoughts in Italian.
    If I read your correspndence correctly you complain that ragazze e donna d’Irpina do not appear to be interested in culture or polatics- That’s strange,here in the States there is a large contingent of women interested and involved in these fields. However there are many of the younger girls only interested in social activities (dancing, rock concerts and anywere they could find a man).
    During my visit to Rome I found that many of the girls were more interested in clothing then anything else and although girls here in the States are fasion/trend crazy they would not spend as much for a dress as the Italian girls I saw.
    Perhaps you are right le ragazze d’Irpina are more interested in attracting a male and marrying than the American women that are mostly looking to having a good time and not getting married until later in life.

    Augiri
    il tuo cugino

  11. Antonio Romano Says:

    My dear Robert,
    it could be a great thing if women around 30 years would be interested in getting married! They want to have fun and that’s it! It’s the culture of Television and “appearing under the Lights”. Also men live great trouble in understanding the right way of thinking about life. We need a new agreement between the female and male worlds in order to live a better life, according to the need of understanding each other.
    Thanks a lot Robert
    Talk to you soon
    Antonio

  12. Irene Chieti Says:

    Mi piace molto il tuo articolo sulle donne!Hai ragione!!Purtroppo sempre di più il mondo rosa è interessato all’apparire! siamo sempre meno materne e più manager!Non sappiamo più cosa significa dolcezza, amore per il proprio uomo, pazienza,maternità, disinteresse per il mondo circostante!!Antò siamo un disastro!!!Ma perche mentre scrivo queste cose,ho coinvolto anche me!!!

  13. Umb Says:

    Caro Antonio,
    abbiamo avuto modo di parlare anche personalmente della questione della partecipazione femminile alla vita sociale di un paese. Ci sarebbe da dilungarsi moltissimo ma mi limito a sintetizzare alcuni punti:

    1- Innanzitutto, da un punto di vista socioeconomico, io ci andrei piano ad affermare “che la civiltà dei consumi televisivi e della massificazione commerciale e produttiva ha avuto come principale referente e cliente l’universo femminile”. Se è vero che l’industria dei consumi ha puntato molto sulla donna è solo perchè riteneva l’uomo già saturo. Il vero obiettivo è stato quello di moltiplicare i consumi (es: una famiglia di 4 persone non deve avere una automobile ma 4) e questo non si può imputare alle donne. I grandoi manager, gli imprenditori o i politici che hanno favorito questo passaggio erano donne? Non credo proprio e soprattutto se sei contro la donna “Bella e griffata” mi spieghi che ne pensi degli uomini che notano solo quelle? (anzi non me lo spiegare altrimenti spari un’alttra scomunica…;-);

    2- Da un punto di vista culturale, bisogna ammettere che la nostra cultura dominante ovvero quella cattolica ci ha sempre mostrato la donna come peccatrice e tentatrice (Eva) e questo credo che storicamente abbia contribuito molto a determinarne un ruolo di sudditanza spesso inaccettabile (fonti storiche ormai accreditate parlano di una forte presenza della donna nella vita politica preromana).

    3- Eliminerei stereotipi come la madre di Rocco o la professoressa progressista perchè il primo è apunto uno stereotipo che serve solo alla propaganda del sacrificio e del vittivismo tanto caro agli italiani mentre il secondo può ricondursi (magari non in questo caso, che non conosco, ma seguendo un discorso più generale) al classico caso di donna che vuole cavalcare le insoddisfazioni altrui per ottenerne un ritorno di immagine o di chissà che…

    In definitiva credo che se ti sta a cuore il destino della comunità temporanea è giusto che tu aspiri a collaborare con delle donne con tutto il loro bagaglio di competenze e di sensibilità però se vuoi pensare anche un pò al bene delle donne o (senza fare distinzione sessiste) del prossimo in generale, è meglio che lasci ognuno libero di fare il proprio percorso. Non è detto che la comunità temporanea, il cinema, la letterature o qualsiasi altra cosa di cui vogliamo parlare, sia la verità suprema o la strada da seguire a tutti i costi!
    Personalmente trovo l’iniziativa più che apprezzabile però il fatto che alcune donne potrebbero (il condizionale è d’obbligo) non pensarla allo stesso modo non ci dà diritto di considerare “appassionate solo a ciò che ha una immediata spendibilità materiale” tutte le donne intorno ai trent’anni. Che ne possiamo sapere?

    Ti abbraccio con il solito affetto e con la solita divergenza di idee.
    U

  14. HERA-Klescampania Says:

    Sembra un dialogo tra sordo-ciechi.
    Soprattutto fra uomini, visto il numero di testimonianze maschili ammesse.

    Gli stereotipi , gli ismi e le generalizzazioni abbondano su molti commenti a proposito di un tema che ci riguarda da parecchi secoli e sotto quasi tutte le latitudini.

    Forse non ho diritto di testimoniare di nuovo la seconda o terza volta , almeno nelle regole di ospitalità del proprietario del blog.

    Sinceramente non mi piace leggere di uomini che parlano SULLE donne e DI donne , ma non ALLE donne…con il rimpianto di non conoscere quella quasi perfetta che fa al caso loro.

    Ho semplicemente la sensazione che un tema personale , onestissimo e difficile, abbia mosso un turbinio di parole vuote.

    Quale è il senso e il progetto nascosto di questo POST-dibattito?
    Non lo so.
    Il risultato, mi sembra, sia quello di incontrarsi senza vedersi , nè ascoltarsi, senza riconoscere la specificità e l’ UNICITà dell’ altro/altra ,
    al di là di ogni questione di genere.

    Personalmente non ritengo necessario calcare la mano sullo stereotipo della donna/ vittima o della donna/oggetto o della progressista, manager etc etc.
    Per questo scelgo di non dilungarmi.
    Buona serata a tutti
    Teresa Cella per HERA-KlèS

  15. marianna Says:

    per la cronaca sono stata una delle prime e forse poche donne arianesi che già nel ‘93/’94, per la giusta causa della chiusura della discarica di Difesa Grande, si è messa a raccogliere firme tra via d’Afflitto e piazza Plebiscito, creando scompiglio e stupore tra gli indifferenti arianesi che facevano lo “struscio domenicale” e che hanno sottoscritto in tantissimi la petizione dell’epoca…..purtroppo non ho il tempo di dilungarmi….ma dico solo che Ariano mi ha tradita e delusa più volte, come donna e come cittadina, non riconoscendo il mio valore, le mie competenze e costringendomi ad andare altrove, affinchè questo avvenisse fuori dalle logiche politiche, clientelari e maschiliste che penso mai, verranno sdradicate dalla nostra cultura!
    ” nemo profeta…..”…purtroppo l’ho vissuto sulla mia pelle…. ho fatto più di un tentativo per cercare di essere apprezzata e per poter fare qualcosa per il mio paese, ma non mi è stato permesso…
    Marianna

  16. stefania Says:

    ciao will!
    concordo pienamente con ciò che hai detto nell’articolo!E’ vero le donne dal punto di vista politico ed associativo sono poche ma non del tutto assenti.Credo che questo sia causato dalla società ancora maschilista che vede nella donna una figura di oggetto,i mass-media sono una delle scoperte più belle che l’uomo abbia potuto fare ma anche le armi più pericolose,infatti il cambiamento della mentalità e della cultura italiana dovrebbe cominciare proprio da qui:dalla tv.Ma come possono cambiare le cose se la tv ci presenta donne stupide e nude attente solo all’apparire e alla mercificazione del proprio corpo e del proprio io per raggiungere degli obiettivi a mio avviso stupidi che in fin dei conti non portano a nulla(vedi uomini e donne,la pupa ed il secchione ecc..).La donna è vittima dello sguardo di un uomo per cui si preoccupa di leggere gli ultimi gossip e riviste relative alla nuova moda perdendo di vista la vera essenza dell’essere donna ed il vero scopo per il quale è stata creata.Ma mio caro Antonio è anche vero che dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna e credo che il sesso femminile italiano dovrebbe prendere come esempio la Clinton che ha dimostrato di essere una grande donna oppure la lady di ferro inglese o la cancelliera tedesca.Il problema relativo all’universo femminile non riguarda solo l’Irpinia ma tutta l’Italia.Ma come vogliamo che le donne si mettano in politica quando c’è ancora chi dice che la candidata è una……solo perchè interessata a vicende politiche-associative?questo è il grande problema che invade la nostra terra,una grande ignoranza e l’assoluto maschilismo.Spero di averti dimostrato quanto ancora sia maschilista ed ignorante il popolo italiano.
    un abbraccio VIola….

  17. Alessandro Ciasullo Says:

    Caro Antonio ancora una volta hai posto in essere in modo brillante un dibattito virtuale su una delicata questione: grazie!

    Illudersi di poter definire assente la figura femminile è questione assai delicata, tant’è che seppure il femminismo pareva aver dato slancio ad un riscatto storico delle donne, in sostanza si è rivelato come movimento di ulteriore chiusura nei confronti di una società sostanzialmente al maschile; sia in irpinia che in italia. Ora, qualcuna nel post si arrabbia e sputa veleno su affermazioni di fatto: “Le donne irpine non sono parte integrante e strutturale del potere decisionale, politico, produttivo”. Le 30enni appaiono come certe di possedere verità ma non contribuiscono-IN NESSUN MODO-ad una riorganizzazione e riqualificazione della società se non in maniera marginale e limitata. Dimenticano che la rinascita di un territorio e il riscatto di una condizione non parte da quante settimane stai a “Parigi o in giro per l’Europa”, non dipende da quanto sei brava a sceglierti i vestiti e a parlare di “quant’era bella la vita da single all’università”, il riscatto femminile e delle nostre irpine passa per la forza di scegliere “hic et nunc”, senza la falsità di mondi legati all’apparenza. Potere di scegliere, voglia di scegliere, capacità di determinare scelte.

    Le donne irpine debbono e possono essere l’unico motore ad una rinascita di un territorio: per ora non sono che lo specchio di una eterna irrequietezza ed eterna incapacità di autodefinirsi: idee e fatti, scelte e sacrifici, amore e sostanza, son concetti assai lontani.

    Fraternamente

  18. Antonio Romano Says:

    non vorrei che avesse ragione il bel prostituo indiano
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=234850
    leggete l’articolo de Il Giornale

  19. Alessandro Ciasullo Says:

    «Ero grato di non essere brutto; non dovevo diventare ricco a ogni costo per scampare una vita di partner sessuali di seconda scelta. Malgrado affermino il contrario, le donne trovano la bellezza di gran lunga più seducente del carisma e dell’intelligenza. Una donna fiuta “guai” quando un bell’uomo manifesta il suo intelletto; intuisce che è consapevole delle sue qualità e che finirà per stancarsi di lei e forse si scoperà la sua migliore amica. Io con le donne faccio conversazioni insensate. Trovo un argomento che le coinvolga e le lascio blaterare a ruota libera».

    Antò ti ricorda qualcosa, qualcuno o qualche chiacchierata?

  20. Antonio Says:

    Carissimi, ecco come vede un napoletano la donna irpina.
    Instancabile lavoratrice con grande e sentito senso della famiglia, orgogliosa, amante della praticita’ non della retorica, in genere con pochi grilli per la testa, contenta di aver preparato un buon piatto al proprio uomo o al suo bambino, semplice, forte.Queste qualita’, che poco si sposano con la politica e l’attivismo sociale in generale sono ancora tramandate da madre in figlia e spero continui.

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