Questa volta sto con i napoletani

Sapete del mio non amore per Napoli ed i Napoletani, ma questa volta mi sa che devo fare un’eccezione.

Sapete che vorrei leggi speciali a sospensione delle libertà individuali per la città di Napoli.

Ma queste dovrebbero servire a stanare e neutralizzare i malavitosi, e a preservare le persone per bene che anche nella città che non considero il mio capoluogo esistono.

Invece il governo Prodi manda la celere a bastonare i residenti di un quartiere periferico di Napoli, non manda l’esercito a bastonare a Forcella o al Pallottino o alla Stazione Centrale. Manda a bastonare persone normali, mica a difendere i diritti dei cittadini!

Mi sono trovato di fronte una volta la celere per i fatti di Difesa Grande nell’estate del 2007. Gente da Milano da Torino da Roma da Bologna mandata a picchiare gli arianesi. Non se ne fece nulla perchè il governo si era reso reo di un atto illegittimo(decreto legge incostituzionale) ma i ragazzetti pasoliniani me li sono trovati di fronte pronti a darmene di santa ragione. Uno sicuro aveva letto “Ragazzi di Vita” prima di venire ad Ariano. Mi disse:” mica possiamo essere tutti laureati come te?”. Io gli dissi che forse avrebbe potuto studiare invece di fare il coglione a 15 anni. Alla fine il coglione ero io che potevo prendere le mazzate, ed un cesso di maresciallo aiutante intimò il carabiniere semplice di tacere. E cosi fu. Niente dialogo fra il poliziotto pasoliniano ed il blogger rincoglionito. Solo botte. Non amo le forze dell’ordine, non amo Pasolini, non amo i sinistrosi che dividono l’umanità diseredata fra guardie e ladri. Ci sono pure quelli che lavorano nel silenzio e cercano di progredire culturalmente e socialmente. Fra i carabinieri doveva esserci un mio parente carabiniere di stanza al Nord. Cercò di fare di tutto per non farsi mandare al paese suo: forse gli avrebbero dovuto comandare di picchiare il padre che era in prima linea come tutti gli arianesi. Odio le forze dell’ordine non in sè ma in quanto al servizio di un potere corrotto.

ricorderò sempre con piacere un finanziere scelto che mi disse:” sono schifato ed ho le pelle d’oca”. Alla fine i picchiatori rimangono dei ragazzi: dovevate vedere le facce dei loro capi.  Uno di loro somigliava al  vice questore Anedda, personaggio interpretato da Michele Placido in “Arrivederci amore ciao”. Vedetevi il film e capirete cosa intendo.

Vidi sotto il suo casco delle lacrime di rabbia. Ho un bel ricordo di lui, anche se avrebbe potuto picchiare me ed altri miei concittadini. Tenuti all’obbedienza per 1200 euro al mese: per la stessa obbedienza mio padre decise a 15 anni di farsi mangiare dai topi nelle baracche di Stoccarda. Faccio parte di un’altra storia, quella del lavoro fuori dalle istituzioni.

Quest’Italia dove ho deciso di vivere e lavorare è una brutta nazione, altro che bel paese. Una nazione triste e piena di poliziotti e carabinieri. Mi sa che uscirò sempre meno

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One Response to “Questa volta sto con i napoletani”

  1. A.C. Says:

    E’ come dire: “siccome sei capace di menare, la situazione mi impone di mandare te, macellaio (De Gennaro) aiutato da un vice che è generale di corpo d’armata”. Mi vergogno di essere nato in Irpinia, in Campania, in Italia. Le forze dell’ordine?
    Meridionali senza prospettive costretti a fare un concorso per scampare alla miseria e il degrado sociale, più putrido e maleodorante del veleno a cui quotidianamente siamo costretti a banchettare!!! In queste situazioni anche il lume di una auspicabile ragione non ha senso di esistere: a forza si oppone forza, anche sapendo di soccombere; è per una questione di dignità. Guerra Civile, credevo fosse una parola legata al mondo sud americano ma la Campania è molto ma molto più a sud di qualsiasi senso di umana misericordia. Ho sempre contestato per formazione e inclinazione questa frase, oggi ne apprezzo il senso:
    “TRA LA RETTITUDINE E LA PACE IO SCEGLIERò SEMPRE LA RETTITUDINE” T. Roosvelt

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