La città inutile

Tempo fa leggendo “ Italia fuori rotta” del supremo Emilio Rigatti, lessi con stupore dello stupore di Rigatti per il razzismo di alcuni irpini di Morra de Sanctis nei confronti dei napoletani.

Il friulano Rigatti non riusciva a capire come sulle montagne irpine ci fossero dei razzisti al cui cospetto Umberto Bossi fa la figura del moderato. Si chiedeva come potesse essere che zone cosi belle non fossero turistiche. L’irpino risponde a Rigatti dicendo che è meglio che non ci sia turismo altrimenti ci sarebbe l’invasione dei napoletani.

I napoletani non riescono a portare nulla di buono ovunque vadano. Sono come dei Re Mida al contrario. Facciamo il caso di Roccaraso in provincia dell’Aquila: in questo periodo sarà invaso da napoletani che vanno a sciare. Molti laziali preferiscono andare a Madonna di Campiglio invece che sul favoloso Gran Sasso. Hanno tutto il mio appoggio quelli di Roma e dintorni.

Napoli come ogni grande città, come insegna Enrico Ciciotti professore alla Cattolica di Milano di Economia Regionale, dovrebbe avere la funzione di interfaccia fra un intero territorio ( ad esempio la regione Campania) e lo spazio internazionale. (Consigliata la lettura del suo libro “Competitività e Territorio: L’economia Regionale nei paesi industrializzati).

Fornire servizi infrastrutturali al territorio circostante e fungere da vetrina per le aziende che vogliano avere la giusta visibilità internazionale. Ma a Napoli forse non conoscono il marketing territoriale. Parliamoci chiaro: il problema dei rifiuti è generato a Napoli e Napoli se lo deve risolvere. Avete i camorristi che vi rompono le palle? Non sarà d’accordo il mio amico di penna Roberto Saviano, ma penso che se chiamate l’esercito una mano forse ve la fornisce. A giugno ad Ariano arrivarono 1200 soldati contro una popolazione di 24000 persone. Con le debite proporzioni bastano 10000 soldati per una settimana di lavoro.

Per risolvere i problemi di Napoli, come per il terrorismo degli anni 70, bisogna produrre una legislazione speciale che sospenda le libertà individuali per un dato periodo.

Mi sa che il Presidente della Repubblica non sarà d’accordo, se non altro per le sue normali frequentazioni con l’indegno capoluogo campano. Secoli di leggi speciali su Napoli eppure nulla è risolto. Io non amo Napoli perché ovunque vado mi fa fare figure di EMME. Dico sempre sono irpino o campano. E i veneti mi dicono:” Sei di Napoli allora!” non serve essere lenti all’ira per non provare disagio. Ho deciso che d’ora in poi boicotterò Napoli: preferisco andare a Catania a Palermo a Bari Vecchia nelle fogne di Nairobi ma non nella città che dovrebbe rappresentarmi e che non fa niente per la Regione di cui si vanta di essere capoluogo. Napoli non hai la dignità per esserlo.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/01_Gennaio/03/stranieri_rifiuti.shtml

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17 Responses to “La città inutile”

  1. raf Says:

    VOGLIAMO UNA NUOVA REGIONE CHE INGLOBI LE PROVINCE DI AVELLINO, BENEVENTO, SALERNO E METTIAMOCI PURE CAMPOBASSO.
    CI SIAMO STANCATI DELL’ARROGANZA DELLA POLITICA NAPOLICENTRICA.
    CON IMMUTATO AFFETTO UN IRPINO-SANNITA

  2. Umbert Umbertson Says:

    Vogliamo una foto di Antonio Romano nella testata del blog, magari quella di IDDA.

    Ciao
    UMB

  3. Raffaele Grottaminarda Says:

    Anche se non condivido certi toni molto accesi e un po’ demagogici, la sostanza di ciò che dice Romano è più che condisivibile: c’è una Campania pulita, legalitaria, civile e sana e si trova fuori da Napoli. Purtroppo lo sanno in pochi anche perchè al mondo dell’informazione conviene mostrare le lordure della monnezza partenopea. Spero che il progetto del Molisannio vada in porto presto.

  4. emiliorex Says:

    caro Antonio, sono solidale con te sulle affermazioni concernenti l’indegnità dei Napoletani, non di napoli , a rapprersentarci come regione . Non so più quante volte io mi sia espresso contro Napoli e contro le loro riproduzioni difettose, gli avellinesi. Sappiamo tutti che il problema è il metodo gestionale, le connivenze camorristiche, spacciate e mimetizzate da progetti enormi e finsalizzati all’autoarricchimento di pochi clan malavitoso-politico-imprenditoriali. Quando inizierà la vera battaglia per la libertà degli “arianesi” ? Io sono pronto.

  5. Antonella Says:

    Veramente è così in ogni parte dell’Italia, i politicanti pensano solo alla loro persona e mai agli altri. Le persone brave che pensavano al bene dei loro cittadini e al loro paese esistevano un tempo, oggi sono tutti pezzi di … e non fanno altro che creare disordine anziche’ ordine.

  6. stefano Says:

    Allora , dico ma ancora andiamo avanti con i campanilismi e che palle !!!!!
    certo lo fanno i politici noi siamo comunque giusticati dal farlo a noi volta su questo non ci piove, però se volgiamo alla massa che rispetto ai nostri politici siamo molto meglio dimostriamolo.

  7. Giovanni Says:

    Oggi è l’anniversario della più grande barzelletta italiana:

    l’anniversario della Costituzione….

    e con questo ho detto tutto..

    ciao..

  8. antonio de luca Says:

    Carissimo Antonio ancora una volta hai colpito nel segno! Come sai mi sono occupato nel tempo purtroppo con cadenza ciclica della questione rifiuti in Campania, tanto da prendere appellativi strani. Il titolo del mio ultimo articolo veniva da una citazione di un film di De Crescenzo: “Dammi la tua munnezza e ti dirò chi sei”. Il punto è proprio questo: che popolo è quello che non riesce a smaltire gli escremeti della propria società (in)civile? E’ il popolo napoletano! Con la città di Napoli vivo un rapporto passionale da anni. Ho vissuto lì dei momenti bellissimi(vedi serata con Antonio Romano finita vedendo l’alba sopra a spaccanapoli), ma ho conosciuto pratiche e persone davvero odiose e solo il razzismo e l’odio ci può salvare da esse. Oggi purtroppo a Napoli ci lavoro e vi posso assicurare che nel centro storico o al vomero non c’è nemmeno l’ombra dell’immondizia. Io mi vergogno di essere campano per colpa dei napoletani, nonostante mi occupo di turismo sto seriamente pensando di trasferirmi altrove e non puntare sulla valorizzazione della mia terra, pur credendoci molto. Quando sento parlare di “emergenza” vi giuro che il mio fegato quasi scoppia. Non ce la faccio più a vedere la mia terra avvelenata da una miriade di minidiscariche all’aperto vicino ad ogni cassonetto dell’immondizia. BASTA! Questo è quello che mi fa odiare napoli e i napoletani, la loro inciviltà e il loro modo di essere barbari, che mi fa dire sempre più spesso lavali con il fuoco, insomma che mi fa diventare una persona di merda come l’80% dei napoletani. insomma IO NON SONO NAPOLETANO! Ma i nostri amministratori di tutti i colori dove sono? Ve lo dico io. In questa fase di nuova programmazione dei fondi comunitari sono a leccare il culo al signorotto di turno e quelli di centro sinistra stanno tutti per essere fulminati sulla via di Nusco. Che schifo! e la gente? Quella che in piena emergenza rifiuti ha votato in modo plebiscitario questa giunta? Hanno le dita con le quali mantengono la matita sporche di sangue, del sangue di tutte le persone che per colpa dell’immondizia e della diossina muoiono o vivono male dovendo respirare il fetore che emana. Chiudo con due proposte:
    La prima è un mio cavallo di battaglia un bel termovalorizzatore al centro di Napoli, come è a Vienna in modo che la finiscono di appestare le nostre terre;
    Due: Lo scioglimento dell’intero consiglio Regionale per INCAPACITA’ E INADEGUETEZZA! Poi sarebbe il caso di vagliare anche la posizione dei vari consigli provinciali e comunali.
    grazie a tutti ciao

  9. Tisbe Says:

    Non ho mai voluto affrontare la questione dei rifiuti in Campania perché è troppo complessa e perché non credo che si possa risolvere con l’esercito. Gli eserciti, e la storia ne è testimone, non hanno mai risolto nulla, anzi, il degrado e l’arretratezza meridionale è nata grazie alla presenza di un esercito: quello sabaudo.
    No, non sono razzista, non voglio esserlo e pur non apprezzando alcuni aspetti della napoletanità, come l’essere chiassosi ed invadenti, io apprezzo la loro giovialità, la loro capacità di essere FELICi, e la loro arte di arrangiarsi, quella che manca e che mancherà sempre ai TRISTI figuri irpini chiusi nelle loro montagne come in una sorta di prigione intellettuale.
    L’apertura alle istanze dell’altro è l’unica risposta che io so trovare, e l’egoismo conduce solo all’infelicità.

  10. Tisbe Says:

    Il commento di Giovanni è davvero disgustoso

  11. Fabio Says:

    Finché gli elettori, in particolar modo quelli del napoletano, continueranno ad esprimere il proprio voto con la speranza di tornaconti personali (in termini campanilistici), l’intera regione Campania sarà vittima dell’egoismo e di problemi propri solo alla città di Napoli.

    http://www.fabiogambacorta.blogspot.com

  12. Antonio Romano Says:

    Ottimo Fabio!
    Condivido in pieno in questo caso l’approccio elettoralistico. In effetti il problema delle zone interne meno densamente popolate è proprio un problema di rappresentatività.
    Con scarsa popolazione contiamo poco, ma con una rinascita della cultura possiamo pensare di incidere sulla realtà.

  13. Antonio Romano Says:

    Sarà disgutoso il commento di Giovanni? se penso a quanto sia sempre più ampio il divario fra Costituzione formale e Costituzione reale non mi sento di dissentire completamente. Tisbe non è carino esprimere giudizi di valore in maniera cosi acre. Ti capisco perchè sei donna ma certi toni netti non sono ammessi sul mio blog. O argomenti o taci.

  14. claudio fresegna Says:

    Ciao Antonio…parole autentiche le tue….ho dei genitori napoletani…ma anche loro schifano tutti i modi in cui si comnportano i propri ex compaesani e ti dirò che lo fannop a malinquore dicendo anzi…che Napoli è una città bellissima(condivido anche io)ma purtroppo la gente di Napoli ora è malata…….una malattia che sta diventando irreversibile e che contagia chi è attorno….speriamo solo che l’andazzo cambi……ps.l’altro giorno vicino l’asse mediano di Napoli dei gentiluomini mi hanno aperto la macchina e fregato Pc e due cellulari….mi sono allontanato 5 minuti di orologio……ecco cosa rovina Napoli…..la voglia di essere più furbi degli altri….la voglia di guadagnare senza far nulla…..di lecito

    ciao Antò…ci vediamo in giro

  15. Carmelo Says:

    Caro amico, ho letto con attenzione, ho pensato ed ho partorito una semplice riflessione. Un tempo, alludendo alla bellezza ed al carisma della città, si diceva “Vedi Napoli e poi muori”. Oggi, alludendo alla criminalità diffusa, alla munnezza, alla diossina, all’impotenza dello Stato di fronte alla criminalità organizzata mi verrebbe da dire “Vedi Napoli e… se non muori subito di sicuro morirai a causa della tua visita in città”. Non vado a Napoli da più di due anni per scelta e perché non intendo mettere piede in una città dove rischi di essere rapinato mentre guardi una chiesa o di dover scappare da colonie di topi in cerca di cibo… Mio caro Antonio, so che le mie sono parole durissime e che criticare senza proporre non fa onore, ma di una cosa sono contento: Visto che il Vesuvio proprio non si decide ad eruttare per sommergere tutto quanto, bisognerà ringraziare i camorristi ed i politici a loro affiliati che, grazie alla loro sete di danaro e di potere, hanno esasperato tanto la gente da far incendiare cumuli di immondizia per strada, sprigionando vere e proprie nubi tossiche di diossina che, inalata, suona come una condanna a morte per tutti. Un grosso abbraccio.

  16. Sophya Baccini Says:

    Ciao, sono Sophya Baccini, cantante e compositrice partenopea di Rock progressivo. Non mi unisco in genere al coro quando le emergenze sono in atto, ma sono stata chiamata in causa e se salutare è un piacere, rispondere è un dovere. Premetto che sono da sempre innamorata della verde Irpinia, ogni anno se non vado almeno una decina di giorni a Verdeglia mi sento male, e passo praticamente tutta l’estate tra le sagre della magica provincia beneventana.
    Tanto premesso, vorrei dire semplicemente che nella mia città, così ferita e calpestata, non esiste razzismo, è sconosciuta l’intolleranza, si mangia benissimo spendendo pochissimo a qualsiasi ora del giorno e della notte, e troverai sempre qualcuno che ti dia una mano se sei in difficoltà.
    L’altra faccia di una simile quasi “santa” sopportazione è che chiunque può venire qui e spadroneggiare, confidando proprio nel carattere docile ed accomodante della popolazione, oltre che nella sua miopia…l’unico luogo comune che mi sento di sfatare, infatti, è che non è affatto vero che “cà nisciuno è fesso”, anzi…
    Voglio dire che comprendo benissimo l’esasperazione di una regione che con Napoli non si identifica, ma non mi sembra davvero una soluzione questa specie di apartheid che proponete…è una cosa che ad un napoletano, nonostante tutto, non verrebbe mai in mente ed in questo, scusatemi, ma pur osservando molto bene quello che succede, pur comprendendo che una certa responsabilità in tutto questo i napoletani ce l’hanno, in questo sarò sempre napoletana fino al midollo. Che c’entrano i napoletani con chi li governa? Cosa c’entrate voi con gli assessori regionali? Ogni giorno a Napoli succede un qualche piccolo miracolo, ma l’immondizia vince su tutto e finisce in prima pagina. Quando un maiale è malato, gli altri lo cacciano a colpi di muso fuori dal porcile, ma quelli sono maiali, noi ci illudiamo di essere uomini. O no?
    Non cadiamo anche noi nella trappola…”governa dividendo i tuoi nemici” dicevano i latini, allora non facciamoci dividere ma dimostriamo al mondo che la vera discarica è fuori di qui…:)))

  17. anonimo Says:

    ……………………….

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