In bianco e Nero sbiadito…..

Nella vita capitano le cose più strane. Per me le feste di fine anno sono sempre un’occasione un po’ particolare per ritrovare pezzi della mia vita persi lungo il mio percorso esistenziale.

Ho conosciuto una ragazza di Ariano che non vive più sul Tricolle. In vent’anni non ci siamo mai parlati e mai frequentati, va a finire che non ci siamo neanche mai visti. Ci siamo incontrati in un locale di Ariano grazie ad una comune amicizia. Quattro chiacchiere ed incominciamo a sentirci al telefono nei giorni successivi. Dopo qualche tempo mi ha raccontato che suo padre mi conosce e che ha un regalo per me: una vecchia foto del Natale del 1961 (50 anni fa più o meno).

Un gruppo di spavaldi giovanotti dell’epoca fra cui mio padre. Lei pensa che potrei averne a migliaia di foto sue: è solo la seconda, la prima me la sono presa in America da mia zia Lina, sua sorella. Ho visto la foto e mi è venuta in mente la canzone di Carmen Consoli “In bianco e nero”.

Una mia personale versione al maschile: fino a poco tempo fa la cosa mi avrebbe provocato un dolore immenso, pensando a quanto vita non abbiamo mai vissuto insieme, a quanta mia personalità non si è mai sviluppata e mai lo farà. I miei genitori decisero tempo fa di introdurre in Irpinia la modernità pullulante altrove: forse Marco Pannella sarebbe stato orgoglioso di loro. Io loro figlio non ho mai sottoscritto la loro decisione di vita e se oggi mi ritrovo ad essere un teocon, devo certo ringraziarli. Non ho mai condiviso l’idea del divorzio perché da figlio so cosa ha significato per me e non posso augurare a nessuno di vivere il divorzio dei propri genitori, neanche se vostro padre si chiama Renato Vallanzasca o vostra madre Ilona Staller.

Ormai da qualche anno, da quando cioè ci stavo lasciando le penne, mi sono rassegnato alla cosa ed ho dovuto prendere la decisione di diventare padre di me stesso. Vedo questi 4 giovanotti e cerco di pensare alle loro speranze e alle loro prospettive di vita: chissà se le avranno realizzate negli anni a seguire.

Ho sempre avuto un rapporto abbastanza sereno con il mio passato sconosciuto, anche quando ha significato ferite laceranti: il passato può uccidere e non serve dimenticare. Serve affrontarlo di petto e dirgli una volta per sempre di non disturbare mai più.

Questa foto è uno splendido augurio per il 2008: a 33 anni penso di aver dato troppo al mio passato senza aver ricevuto forse molto in cambio. In realtà adesso c’è il mio presente: il mio lavoro, la mia terra, le mie relazioni umane, la Comunità Provvisoria. Spero di poter dare molto di me negli anni a seguire, sempre se il buon Dio vorrà, e di non chiedere nulla in cambio se non la possibilità di vivere in pace e serenità. Un augurio che voglio estendere a tutti specialmente alle persone che mai condivideranno l’impostazione delle mie idee e della mia esistenza.

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5 Responses to “In bianco e Nero sbiadito…..”

  1. Antonio Romano Says:

    Un commento privato del grande Franco Arminio mi ha indotto a pubblicare questo pezzo. Per me è stato molto difficile, ma si sa se l’anno deve cominciare bene i propositi devono essere dei migliori.

  2. Antonella Says:

    Ho letto quanto scritto, devo dire che hai molto coraggio, molta grinta e tanta voglia di fare…

    Buon anno 2008!

  3. Alfonso Nannarielo Says:

    ti invidio
    tutto così perfetto e ruvido nella sua
    dimensione minimalista
    mi piace molto.

  4. raf Says:

    SEI UN GRANDE

  5. Michele Fumagallo Says:

    Caro Antonio,
    auguri anche a te e un abbraccio da chi non condivide in gran parte quello che hai scritto sul tuo blog. Va bene il ragionamento sul passato, che occorre rivisitare sempre e mai cancellare, ma senza farsi trascinare all’indietro. Il passato è una cosa molto importante e insieme molto pericolosa. Bisogna avere la capacità di guardarlo in faccia e poi separare il grano dalla gramigna. Tu lo stai facendo mi pare e fai bene.
    Per il divorzio puoi immaginare che sono su sponde opposte. Non perchè mi interessi la forma che prende il rapporto umano tra gli uomini e le donne, da questo punto di vista sono perfettamente indifferente sia al divorzio che al matrimonio o al fidanzamento o alla convivenza e chi più ne ha più ne metta.
    E’ che mi interessa la sostanza delle cose. E la sostanza è questa per me: ci sono i rapporti umani che vanno vissuti al massimo livello di umanità e serietà, che significa quindi anche e soprattutto di onestà, fedeltà eccetera. Ma i rapporti umani non sono nelle nostre mani, tutto è molto più grande e imprevedibile del patto tra due persone. Ecco perchè è banale pensare al matrimonio indissolubile. E’ una pura sciocchezza, e, di più, una grande presunzione, una sorta di sfida al padreterno che ha deciso che i rapporti sono essenzialmente imprevedibili. C’è una grande confusione portata avanti soprattutto dalla cultura cattolica. Il discorso di quel tale che conosci (tu lo chiami figlio di dio, io provocatoriamente lo chiamo figlio del falegname) è un discorso contraddittorio (spirito di contraddizione e di verità: così viene definito il tipetto nei vangeli). E’ vero, l’amore non può che essere indissolubile, tutto ciò che riguarda il rapporto d’amore tra un uomo e una donna o un uomo e un uomo o una donna e una donna non può prescindere dalla fedeltà che è il vero metro di misura di una amore autrentico. Ma l’amore e la sua durata non dipende da due persone, è una cosa assolutamente più grande del potere di due persone. Ed ecco che quel tipo, dopo aver detto che nessuno deve dividere ciò che dio ha unito (ma se il grano non muore non porta frutto…) aggiunge immediatamente la contraddizione: se vuoi la vita devi lasciare campi, cose, moglie e ti darò il centuplo su questa terra e il resto nella vita eterna.
    Caro Antonio, questa è la contraddizione vitale: capacità di amare ed essere fedele all’amore ad una persona e capacità di amare molte persone perchè nessuno può bloccare la storia e il tempo e sostiruirsi a dio.
    Caro Antonio,
    auguri anche a te e un abbraccio da chi non condivide in gran parte quello che hai scritto sul tuo blog. Va bene il ragionamento sul passato, che occorre rivisitare sempre e mai cancellare, ma senza farsi trascinare all’indietro. Il passato è una cosa molto importante e insieme molto pericolosa. Bisogna avere la capacità di guardarlo in faccia e poi separare il grano dalla gramigna. Tu lo stai facendo mi pare e fai bene.
    Per il divorzio puoi immaginare che sono su sponde opposte. Non perchè mi interessi la forma che prende il rapporto umano tra gli uomini e le donne, da questo punto di vista sono perfettamente indifferente sia al divorzio che al matrimonio o al fidanzamento o alla convivenza e chi più ne ha più ne metta.
    E’ che mi interessa la sostanza delle cose. E la sostanza è questa per me: ci sono i rapporti umani che vanno vissuti al massimo livello di umanità e serietà, che significa quindi anche e soprattutto di onestà, fedeltà eccetera. Ma i rapporti umani non sono nelle nostre mani, tutto è molto più grande e imprevedibile del patto tra due persone. Ecco perchè è banale pensare al matrimonio indissolubile. E’ una pura sciocchezza, e, di più, una grande presunzione, una sorta di sfida al padreterno che ha deciso che i rapporti sono essenzialmente imprevedibili. C’è una grande confusione portata avanti soprattutto dalla cultura cattolica. Il discorso di quel tale che conosci (tu lo chiami figlio di dio, io provocatoriamente lo chiamo figlio del falegname) è un discorso contraddittorio (spirito di contraddizione e di verità: così viene definito il tipetto nei vangeli). E’ vero, l’amore non può che essere indissolubile, tutto ciò che riguarda il rapporto d’amore tra un uomo e una donna o un uomo e un uomo o una donna e una donna non può prescindere dalla fedeltà che è il vero metro di misura di una amore autrentico. Ma l’amore e la sua durata non dipende da due persone, è una cosa assolutamente più grande del potere di due persone. Ed ecco che quel tipo, dopo aver detto che nessuno deve dividere ciò che dio ha unito (ma se il grano non muore non porta frutto…) aggiunge immediatamente la contraddizione: se vuoi la vita devi lasciare campi, cose, moglie e ti darò il centuplo su questa terra e il resto nella vita eterna.
    Caro Antonio, questa è la contraddizione vitale: capacità di amare ed essere fedele all’amore ad una persona e capacità di amare molte persone perchè nessuno può bloccare la storia e il tempo e sostiruirsi a dio.

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