Lettera alla Sinistra

Ho deciso di darmi alla politica. Qualcosa mi dice che questo è un momento straordinario per chi vuole cimentarsi in quest’arte nobilissima. Insieme all’amore e alla letteratura è forse una delle poche attività umane in cui i nostri sogni possono incrociarsi con quelli degli altri. La miseria spirituale che si respira nelle case, il buio che è calato sui nostri paesi, sono il frutto di scelte precise: il telefonino al posto del libro, i soldi al posto dell’amore, la televisione al posto della politica e così via.

So bene che dire queste cose non cambia niente, ma il disastro è tale che oggi è urgentissimo smuoversi, aprire gli occhi su quel accade. Fra poco apriranno le scuole, quelle scuole che per molti politici è come se non ci fossero. Che peccato vedere tanti ragazzi maciullati dall’impero delle merci! Bisogna ripartire dall’amore, dalla politica, dalla letteratura, non ci sono altre strade. Le persone devono amarsi, devono leggere, devono interessarsi del bene comune. Non c’è altro modo per stare in salute e combattere il disfacimento in cui è caduto il mondo.

Si parla tanto della sfiducia della gente verso i politici. Il problema vero è che i politici sono sfiduciati nei confronti della gente che dovrebbero governare. È come se un pilota di formula uno pensasse di avere tra le mani una lambretta. Questo è grave soprattutto per i politici di sinistra. Parlano tanto che vogliono difendere gli interessi del popolo, ma poi hanno la segreta convinzione che il popolo sia un ammasso di gente perduta. Il ceto politico di sinistra è un cumulo di macerie e la prima cosa che si dovrebbe fare è partire dalla rimozione di queste macerie: chi ha dato pessima prova di sé deve essere cacciato e non riciclato come ormai si usa fare senza vergogna. Al cospetto del grande crollo si assiste al fatto che ognuno si prende un po’ di mattoni e si rifà la sua casetta e da lì si immagina di poter cambiare il mondo. L’indecenza è che tutto deve avvenire  a pagamento: la politica come missione è solo una chiacchiera da comizi. In realtà oggi anche a sinistra la politica è un traguardo, è un bottino, e chi lo raggiunge passa il resto del tempo a far fruttare il bottino. Questo è quel che accade, il resto è fumo.

Oggi la politica mi pare fatta da gente intimamente sola. Soli a casa e soli quando vanno alle riunioni di partito. Un partito di sinistra oggi è un luogo di sconforto, perché il centro della scena sono le merci e chi le produce. Gli individui, da soli o organizzati in partiti e associazioni, non fanno altro che fare girare la ruota delle merci. In fondo le persone di sinistra deluse dai partiti sono le uniche da cui ancora ci si può aspettare qualcosa, ma a patto che escano di casa, ci facciano capire cosa vogliono fare.

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