Gomorra, ovvero la rassegnazione degli Intellettuali

Ho appena finito di leggere Gomorra di Roberto Saviano e sono davvero incazzato.

L’ho preso in prestito da mio cugino che parte per un mese per l’America che si è portato il libro di Danilo Elia sulla Cinquecento.

Sono incazzato come poche altre volte nella mia vita.

Un libro bellissimo avvincente che si legge di un fiato nonostante le 300 pagine e passa. Un libro bellissimo ma se incontro Saviano gli tiro quattro calci al culo. Ho apprezzato molto la sua prosa, il suo riferirsi ad indagine. Un libro strano nel suo concept: un po’ saggio, un po’ romanzo un po’ autobiografia un po’ documentario. Sicuramente un libro di impatto perché sintetizza in poche pagine verità che a Napoli e dintorni forse si conoscono o si intuiscono da sempre. Altrove in Italia forse un pò meno…. menomale. Noi arianesi con le note vicende di Difesa Grande abbiamo forse intuito quelli che forse possono essere i meccanismi malavitosi e le necessarie coperture politiche romane fra Montecitorio e Palazzo Chigi.

Ma perché prenderei a calci Saviano? Ha fatto un’opera fantastica e mirabile come se avesse girato con una telecamera accesa e documentare tutto quello che accade nelle zone costiere settentrionali della mia regione.

Analizza con scrupolo le vicende e le storie dei vari clan campani negli ultimi decenni, raccontando le ascese al potere di uno a discapito di un altro.

Tutto funzionale al mantenimento di uno status quo, il Sistema appunto, che deve sempre funzionare chiunque sia il capo e che nel mutare deve rimanere immutabile. Un passo mi ha fatto venire la pelle d’oca quando Saviano interpreta il corso della Giustizia ordinaria dello Stato come un elemento necessario e quasi giusto al rinnovo dei vertici del Sistema. Un boss che finisce in cella non è un criminale in meno in giro ma un ostacolo in meno allo sviluppo ulteriore del Sistema verso nuovi affari e nuovi Business che una vecchia dirigenza non sentiva o non voleva sviluppare.

I capitoli più sconvolgenti dal mio punto di vista sono quelli dove si parla di affari e non quelli cruenti dove si parla di ammazzamenti e di morti.

Dove si parla dell’evoluzione economico-finanziaria della Camorra anche a livello internazionale. La camorra che si ramifica ovunque dalla Cina al Sudamerica dall’Africa all’Est Europeo.

Leggendo fra le righe del romanzo ho letto come un’ammirazione mal celata verso questi protagonisti dell’evoluzione economica della camorra, un’ammirazione che non nascondo di aver provato anche io. Ma poi mi rendo conto che la mia ammirazione è la stessa che da sempre ho avuto per Arsenio Lupin e per quel suo scanzonato essere genio del male. Saviano invece ammette poi verso la fine del libro non solo ammirazione ma proprio appartenenza a quel tipo di cultura e di modo di intendere i rapporti umani ed economici.

Dalla pagina 308 di Gomorra:” Non sono mai riuscito a sentirmi distante, abbastanza distante da dove sono nato, lontano dalle persone che odiavo, realmente diverso dalle dinamiche feroci che schiacciavano vite e desideri. Nascere in certi luoghi significa essere come il cucciolo del cane da caccia che nasce già con l’odore di lepre nel naso. Contro ogni volontà dietro la lepre ci corri lo stesso: anche se poi dopo averla raggiunta, puoi lasciarla scappare serrando i canini”.

Basta questa frase intuita sin dalla prima pagina e poi letta verso la fine del libro per alimentare il mio disappunto totale per tutto ciò che è di Napoli e Dintorni. Mi fa letteralmente schifo. Alimenta il mio razzismo contro tutto ciò che alle pendici del Vesuvio. Apprezzo più un Raffaele Cutolo o un Francesco Schiavone che hanno fatto una scelta di delinquere e di servire il Male Assoluto, piuttosto che la scelta di una persona come Saviano che tutto sommato sente più che altro tutta l’incapacità di uscire fuori da uno schema mentale, che poi è lo schema del popolo al quale appartiene. Avrei preferito che questo libro lo avesse scritto in anonimo, che non mettesse la sua foto sulla copertina. Forse avrebbe potuto dire di più e scrivere la parte del libro che secondo me manca.

La parte della speranza: sembra che possa esserci una speranza nel libro nel capitolo su Don Peppino Diana. Anche li pare a Saviano che quella morte sia una morte necessaria per poter riconoscere l’onnipotenza del Sistema che spara in Chiesa anche un umile servo di Dio.

A questa rassegnazione camuffata da analisi sociologiche, in questa accettazione supina di un atteggiamento io non ci sto. Certo mi manca un esercito per andare a sterminare tutta Napoli e non so uccidere manco una mosca quando entra in casa dalla finestra. Da un giovane brillante e geniale come Saviano, da un giovane soprattutto, mi aspettavo un taglio meno rassegnato e più ingenuo nonostante tutto quello che Saviano ha potuto vedere o vivere. Un libro senza speranza, che alimenta solo le ragioni dei professionisti del pessimismo. E questi, caro Saviano, non sparano e non giocano in borsa e non sversano rifiuti. Scrivono libri e giornali e pretendono di avere la verità in tasca. Per fortuna mi considero un cafone delle montagne irpine, di uno di quegli ingenui che credono alla luna nel pozzo e che dopo la lettura di Gomorra tornano nel mondo patinato fatto di lavoro onesto e duro, fatto di sogni illusioni speranze. Almeno queste i clan dei tuoi conterranei non potranno mai rubarmele nonostante l’apertura di Difesa Grande e la monnezza che vi seppellisce.

Ho fatto il militare a Roma in una caserma piena di Napoletani e poi a Napoli all’aeroporto di Capodichino. Per me già il Maresciallo Tuccillo di San Paolo Belsito era il simbolo della Camorra con i suoi traffici fatti di Cd regalati da avieri e di permessi concessi come favori. In una terra senza speranza non vado: e a Napoli non andrò più. Come non vorrò mai più trattare con i napoletani.

Emilio Rigatti da Udine nel suo libro “Italia fuori rotta” non riusciva a capire come mai degli irpini avessero per i napoletani lo stesso sentimento di odio e razzismo che può avere Bossi. Vorrei smentire Rigatti: dopo Saviano rimango con il mio razzismo.

Cugino, mo che torni dall’America ridammi il libro di Danilo Elia per favore.

Saviano non si incazzerà: il libro si scarica da questo link:

http://rrronny.altervista.org/Libri/Gomorra.pdf


Advertisements

Tags: , , , , , ,

3 Responses to “Gomorra, ovvero la rassegnazione degli Intellettuali”

  1. Antonio Romano Says:

    venerdi 16 esce il film Gomorra per la regia di Mauro Garrone. Già ho letto critiche molto entusiastiche…. ma come si fa a criticare un film prima che esca? Se fosse vivo Rino Gaetano……. spero sia un bel film e che riesca nell’impresa dove forse il libro ha fallito. Ovvero lanciare un messaggio di speranza e suggerire una efficace azione di lotta. De Gennaro invece di rompere a Pustarza potrebbe dedicarsi alla lotta alla Camorra, cosi come brillantemente si dedicò alla lotta alla mafia al fianco di Giovanni Falcone. Lo Stato deve dare segnali forti di discontinuità e di efficacia nell’azione repressiva, altrimenti penserò sempre che i celerini sono al servizio della Camorra e che Pina Picierno possa essere una grande deputato ferma nella lotta alla Camorra Teanese….
    aooo se svegliamo?

  2. Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni Says:

    La speranza è il nostro sentire e fare carissimo antonio. non demordere. ciao nanosecono

  3. Anonymous Says:

    Beh fatto sta ke Saviano ha fatto un libro ke ha venduto milioni di copie, mentre lei è qui a commentarlo, con qst sentimento di razzismo ke caratterizza voi irpini. Grande Saviano ke ci fornisce una testimonanzia ke nessuno mai ha fornito così dettagliatamente. Sosteniamolo e non critichiamolo,lui ha avuto il coraggio di denunciare e di nn stare zitto! Ammiriamolo.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: