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	<title>Comments on: Appello agli arianesi di Buona Volontà</title>
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	<description>Impressioni di un cronista di passeggio, di passaggio per il mondo</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Nov 2009 11:39:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Fabio Gambacorta</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-378</link>
		<dc:creator>Fabio Gambacorta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 12:43:42 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante trhead.  Ancora più interessante è la semplicità con cui si pensa di abbattere, da quanto si evince dai post, metà di uno dei tre colli arianesi. Premetto che sarebbe affascinante rivedere il castello nella sua interezza: un sogno che mi accompagna da bambino, tanto gradevole ma quanto utopico. Tuttavia non si può vivere di sogni. Rincorrere la tradizione  è legittimo, scavare nella propria storia aiuta inoppugnabilmente a conoscere le proprie radici, ma trincerarsi dietro l’alibi del passato irrecuperabile, a volte non aiuta la ricerca del futuro. 
Concentrare le menti esclusivamente nel recupero morboso dei pezzi della storia, pensando sia l’unica risorsa che possa in qualche modo far rialzare le sorti arianesi, ostacola l’idea dell’innovazione, una delle colonne portanti dello sviluppo. 
Sarebbe bene  trovare un equilibrio tra la ricerca del passato e quella del futuro, farle camminare fianco a fianco.
Sarebbe grandioso unire le forze per salvare la nostra struttura ospedaliera, ormai diventata esclusivamente un’ubicazione per infermieri che ciondolano a pagamento. 
Occorrerebbe concentrarsi inoltre nella regolarizzazione dei marchi che contraddistinguono le nostre manifatture e prodotti alimentari tipici. 
Insomma una buona innovazione determinerebbe un’economia più stabile e, di conseguenza, maggiori fondi per un restauro del passato. 
Bisognerebbe tenere congelate per il momento le tradizioni, cercando di non distruggere ulteriormente i nostri pochi tesori storici, per ritornarci in un secondo momento, dopo una situazione economica stabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante trhead.  Ancora più interessante è la semplicità con cui si pensa di abbattere, da quanto si evince dai post, metà di uno dei tre colli arianesi. Premetto che sarebbe affascinante rivedere il castello nella sua interezza: un sogno che mi accompagna da bambino, tanto gradevole ma quanto utopico. Tuttavia non si può vivere di sogni. Rincorrere la tradizione  è legittimo, scavare nella propria storia aiuta inoppugnabilmente a conoscere le proprie radici, ma trincerarsi dietro l’alibi del passato irrecuperabile, a volte non aiuta la ricerca del futuro.<br />
Concentrare le menti esclusivamente nel recupero morboso dei pezzi della storia, pensando sia l’unica risorsa che possa in qualche modo far rialzare le sorti arianesi, ostacola l’idea dell’innovazione, una delle colonne portanti dello sviluppo.<br />
Sarebbe bene  trovare un equilibrio tra la ricerca del passato e quella del futuro, farle camminare fianco a fianco.<br />
Sarebbe grandioso unire le forze per salvare la nostra struttura ospedaliera, ormai diventata esclusivamente un’ubicazione per infermieri che ciondolano a pagamento.<br />
Occorrerebbe concentrarsi inoltre nella regolarizzazione dei marchi che contraddistinguono le nostre manifatture e prodotti alimentari tipici.<br />
Insomma una buona innovazione determinerebbe un’economia più stabile e, di conseguenza, maggiori fondi per un restauro del passato.<br />
Bisognerebbe tenere congelate per il momento le tradizioni, cercando di non distruggere ulteriormente i nostri pochi tesori storici, per ritornarci in un secondo momento, dopo una situazione economica stabile.</p>
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		<title>By: Giuseppe Ciasullo</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-377</link>
		<dc:creator>Giuseppe Ciasullo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 13:40:55 +0000</pubDate>
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		<description>governo delle trasformazioni territoriali...

più comunemente conosciuta come pianificazione urbanistica...

è dal 1973 che Ariano Irpino è in attesa di un piano regolatore generale (PRG) nel frattempo ha mutato anche sigla e nome in piano urbanistico comunale (PUC)...

le varie amministrazioni che si sono succedute alla guida di questo paese sono sempre &quot;crollate&quot; alla vigilia dell&#039;approvazione dei su detti  piani di governo urbano....

l&#039;attuale amministrazione???
facciamo retorica??? non credo di averne i titoli!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>governo delle trasformazioni territoriali&#8230;</p>
<p>più comunemente conosciuta come pianificazione urbanistica&#8230;</p>
<p>è dal 1973 che Ariano Irpino è in attesa di un piano regolatore generale (PRG) nel frattempo ha mutato anche sigla e nome in piano urbanistico comunale (PUC)&#8230;</p>
<p>le varie amministrazioni che si sono succedute alla guida di questo paese sono sempre &#8220;crollate&#8221; alla vigilia dell&#8217;approvazione dei su detti  piani di governo urbano&#8230;.</p>
<p>l&#8217;attuale amministrazione???<br />
facciamo retorica??? non credo di averne i titoli!!!</p>
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		<title>By: marco_ciano</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-376</link>
		<dc:creator>marco_ciano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 12:15:11 +0000</pubDate>
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		<description>Possiamo anche pensare di abbattere qualche scempio, ma in assenza di un comune senso di appartenenza servirà a ben poco. 
Antonio ti risponderò con calma nei prossimi giorni; sono rientrato ad Ariano da qualche ora.
A presto, 
Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo anche pensare di abbattere qualche scempio, ma in assenza di un comune senso di appartenenza servirà a ben poco.<br />
Antonio ti risponderò con calma nei prossimi giorni; sono rientrato ad Ariano da qualche ora.<br />
A presto,<br />
Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: emiliorex</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-373</link>
		<dc:creator>emiliorex</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 06:22:21 +0000</pubDate>
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		<description>Davvero interessante l&#039;idea di rendere l&#039;abbattimento selvaggio una prerogativa ufficiale delle Istituzioni, poichè finora i vantaggi degli scempi sono andati sempre ai privati. Questo perchè l&#039;idea del recupero funzionale di edifici storici ed architettonicamente validi è ancora in via sperimentale, ad Ariano! L&#039;idea di dedicare l&#039;associazione ad un simbolo di tale logica è molto bella!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero interessante l&#8217;idea di rendere l&#8217;abbattimento selvaggio una prerogativa ufficiale delle Istituzioni, poichè finora i vantaggi degli scempi sono andati sempre ai privati. Questo perchè l&#8217;idea del recupero funzionale di edifici storici ed architettonicamente validi è ancora in via sperimentale, ad Ariano! L&#8217;idea di dedicare l&#8217;associazione ad un simbolo di tale logica è molto bella!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: pasquale giardino</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-367</link>
		<dc:creator>pasquale giardino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 19:13:40 +0000</pubDate>
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		<description>Io penso che si dovrebbe creare una vera e propria associazione per lo sviluppo economico e dell&#039;edilizia che si faccia carico di individuare, caldeggiare e sponsorizzare le prossime demolizioni.
Non ci accontentiamo del solo Giorgione!
Aria! Via gli edifici che danno fastidio!

Associazione &quot;Enzo Aliperta&quot; per lo sviluppo dell&#039;edilizia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che si dovrebbe creare una vera e propria associazione per lo sviluppo economico e dell&#8217;edilizia che si faccia carico di individuare, caldeggiare e sponsorizzare le prossime demolizioni.<br />
Non ci accontentiamo del solo Giorgione!<br />
Aria! Via gli edifici che danno fastidio!</p>
<p>Associazione &#8220;Enzo Aliperta&#8221; per lo sviluppo dell&#8217;edilizia.</p>
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	<item>
		<title>By: ANTONIO RUBINO</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-365</link>
		<dc:creator>ANTONIO RUBINO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 12:59:20 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che lo scempio non sia soltanto il palazzo delle Monache e riguardi un po&#039; tutto il territorio circostante l&#039;attuale villa.
In particolare ,&quot; VILLA FRANZA&quot; ,a seguire  gli edifici del DISTRETTO SANITARIO, del COMUNE e INPS, e anche quello della &quot;banca popolare dell&#039;irpinia.
Tutto cio&#039;in una prospettiva ad ampio raggio che vede di nuovo un fac-simile
di quello che fu il castello con la sua villa;
E&#039; inconcepibile  avere una villa &quot;AFFOGATA&quot; per una selvaggia e brutale espansione del cemento che torna utile solo ad alcuni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che lo scempio non sia soltanto il palazzo delle Monache e riguardi un po&#8217; tutto il territorio circostante l&#8217;attuale villa.<br />
In particolare ,&#8221; VILLA FRANZA&#8221; ,a seguire  gli edifici del DISTRETTO SANITARIO, del COMUNE e INPS, e anche quello della &#8220;banca popolare dell&#8217;irpinia.<br />
Tutto cio&#8217;in una prospettiva ad ampio raggio che vede di nuovo un fac-simile<br />
di quello che fu il castello con la sua villa;<br />
E&#8217; inconcepibile  avere una villa &#8220;AFFOGATA&#8221; per una selvaggia e brutale espansione del cemento che torna utile solo ad alcuni.</p>
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	<item>
		<title>By: Cesare</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-357</link>
		<dc:creator>Cesare</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:30:41 +0000</pubDate>
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		<description>Le difficoltà di salvare il salvabile, ammesso che esista ancora, in città e dintorni, alcunché da salvare, spostano almeno in parte il problema su che cosa fare per ripristinare, per quanto possibile, ciò che era. Non nel senso di creare fabbrichette cementizie che scimmiottino quel che non c&#039;è più, ma in quello meno complicato di togliere di mezzo costruzioni vergognose. Sicuramente il verbo ripristinare viaggia insieme al verbo demolire, così caro agli sventratori ma, per una volta, foriero d&#039;interessanti effetti. L&#039;immondo Palazzo degli Uffici, forse al primo posto nella classifica delle brutture da sbancare, retrocede per forza di cose dinanzi alla necessità di recuperare prospettive degne per il castello, che sta indegnamente finendo (come qualsiasi altra cosa notevole della città, ma con l&#039;aggravante di esserne il simbolo stesso); è questa circostanza che proietta prepotentemente al primo posto il palazzo delle Monache. Sgombrato il colle dalla grande fabbrica (ovviamente seguendo l&#039;iter appropriato, come suggerisce emiliorex), non solo si ridarebbe respiro e visibilità al castello (o a ciò che ne resterà), con vantaggio anche del castellano di turno, ma si aprirebbe uno spazio che è naturale belvedere, frequentabile nelle tiepide ore serali dell&#039;estate arianese dagli anziani residenti, che tra qualche anno saranno la totalità della popolazione locale. Tra l&#039;altro, il futuribile belvedere si aprirebbe sugli orizzonti meridionali, allo stato ancora risparmiati dai colli artificiali della monnezza, con ulteriore sollievo degli spettatori (è ben vero, tuttavia, che non bisogna porre limiti ottimistici alla provvidenza della spazzatura).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le difficoltà di salvare il salvabile, ammesso che esista ancora, in città e dintorni, alcunché da salvare, spostano almeno in parte il problema su che cosa fare per ripristinare, per quanto possibile, ciò che era. Non nel senso di creare fabbrichette cementizie che scimmiottino quel che non c&#8217;è più, ma in quello meno complicato di togliere di mezzo costruzioni vergognose. Sicuramente il verbo ripristinare viaggia insieme al verbo demolire, così caro agli sventratori ma, per una volta, foriero d&#8217;interessanti effetti. L&#8217;immondo Palazzo degli Uffici, forse al primo posto nella classifica delle brutture da sbancare, retrocede per forza di cose dinanzi alla necessità di recuperare prospettive degne per il castello, che sta indegnamente finendo (come qualsiasi altra cosa notevole della città, ma con l&#8217;aggravante di esserne il simbolo stesso); è questa circostanza che proietta prepotentemente al primo posto il palazzo delle Monache. Sgombrato il colle dalla grande fabbrica (ovviamente seguendo l&#8217;iter appropriato, come suggerisce emiliorex), non solo si ridarebbe respiro e visibilità al castello (o a ciò che ne resterà), con vantaggio anche del castellano di turno, ma si aprirebbe uno spazio che è naturale belvedere, frequentabile nelle tiepide ore serali dell&#8217;estate arianese dagli anziani residenti, che tra qualche anno saranno la totalità della popolazione locale. Tra l&#8217;altro, il futuribile belvedere si aprirebbe sugli orizzonti meridionali, allo stato ancora risparmiati dai colli artificiali della monnezza, con ulteriore sollievo degli spettatori (è ben vero, tuttavia, che non bisogna porre limiti ottimistici alla provvidenza della spazzatura).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: emiliorex</title>
		<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/05/01/appello-agli-arianesi-di-buona-volonta/#comment-353</link>
		<dc:creator>emiliorex</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 20:44:19 +0000</pubDate>
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		<description>Io penso che siano maturi , anzi marci ,i  tempi per  scrollarci di dosso l&#039;atavica abulìa ,che ci h portato ad essere ricettacolo di &quot;monnezza&quot; nell&#039;accezione del termine che risulta chiara nel mio articolo inviato a tutti i direttori dei quotidiani italiani e che non ho avuto l&#039;onore di vedere pubblicato. La monnezza di cui parlo non è la spazzatura, ma la intera classe politica regionale e locale, che ha ridotto la nostra terra ad immondezzaio nazionale.
Io penso anche che molte opportunità siano ancora da cogliere e molte speranze da coltivare.
Per quanto concerne il recupero di quelle condizioni e di quella storia architettonica che una torma di tecnici sciacalli ha provveduto a spolpare, mi viene innanzitutto alla mente l&#039;idea di salvare il nostro castello dalle grinfie dei progettisti e dei loro riferimenti politici, oltre che l&#039;utopica speranza di vederlo emergere dal degrado e dalla foresta di cemento che lo opprime. Io abbatterei tutte le case circostanti e soprattutto il palazzo Delle Monache , dopo averlo evidentemente espropriato e sufficientemente pagato ai proprietari. Non c&#039;è prezzo che non si possa sostenere, da Arianesi, per ritrovare il simbolo della nostra identità e della nostra indipendenza, che nei secoli ha resistito a Ruggero II, a Masaniello ed ora non resiste all&#039;attacco di qualche architetto o di qualche ingegnere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che siano maturi , anzi marci ,i  tempi per  scrollarci di dosso l&#8217;atavica abulìa ,che ci h portato ad essere ricettacolo di &#8220;monnezza&#8221; nell&#8217;accezione del termine che risulta chiara nel mio articolo inviato a tutti i direttori dei quotidiani italiani e che non ho avuto l&#8217;onore di vedere pubblicato. La monnezza di cui parlo non è la spazzatura, ma la intera classe politica regionale e locale, che ha ridotto la nostra terra ad immondezzaio nazionale.<br />
Io penso anche che molte opportunità siano ancora da cogliere e molte speranze da coltivare.<br />
Per quanto concerne il recupero di quelle condizioni e di quella storia architettonica che una torma di tecnici sciacalli ha provveduto a spolpare, mi viene innanzitutto alla mente l&#8217;idea di salvare il nostro castello dalle grinfie dei progettisti e dei loro riferimenti politici, oltre che l&#8217;utopica speranza di vederlo emergere dal degrado e dalla foresta di cemento che lo opprime. Io abbatterei tutte le case circostanti e soprattutto il palazzo Delle Monache , dopo averlo evidentemente espropriato e sufficientemente pagato ai proprietari. Non c&#8217;è prezzo che non si possa sostenere, da Arianesi, per ritrovare il simbolo della nostra identità e della nostra indipendenza, che nei secoli ha resistito a Ruggero II, a Masaniello ed ora non resiste all&#8217;attacco di qualche architetto o di qualche ingegnere.</p>
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